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Quarantena e disturbi dell’alimentazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:57
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Quarantena e disturbi dell’alimentazione. I rischi e le modalità per rendere meno difficile questo periodo di reclusione.

ragazza triste sul letto
Ragazza triste sul letto – Fonte: Adobe Stock

Con l’arrivo del Coronavirus e la relativa quarantena, la preoccupazione generale non si è limitata al rischio di contagio ma anche a tutti i pericoli legati al periodo di reclusione forzata all’interno delle proprie case. Il grosso limite del non poter incontrare altre persone e del trovarsi spesso a vivere da soli in casa ha infatti portato a problemi di ansia, depressione e stress. Tutte situazioni difficili da gestire e per le quali ormai da qualche tempo sono stati resi disponibili alcuni aiuti da parte di psicologi e associazioni in grado di offrire un sostegno gratuito o scontato.

I problemi legati alla quarantena, però, non si limitano qui. Possono infatti coinvolgere coppie in crisi, donne a rischio di maltrattamento e persone affette da disturbi alimentari. In quest’ultimo caso, il rischio di peggioramento è molto altro, motivo per cui andrebbe affrontato sempre con molta attenzione per far si che chi si trova già a dover convivere con questo problema, non debba subire il peso di tutto il resto.

Quarantena e disturbi dell’alimentazione

ragazza triste a tavola
Ragazza triste a tavola – Fonte: Adobe Stock

Come riportato dall’AIDAP, l’associazione italiana sui disturbi dell’alimentazione e del peso, che ha tradotto un articolo del Lancet che tratta l’argomento, la quarantena può rappresentare un problema non indifferente per chi soffre di disturbi alimentari.

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Chi si trova già a dover combattere con l’ansia e lo stress che solitamente si lega a questi disturbi, potrebbe infatti andare incontro ad un peggioramento della situazione dato da diversi fattori.
Ansia, stress, paura del contagio e senso di perdita del controllo, sono solo alcuni dei problemi che chi soffre di disturbi dell’alimentazione si trova a dover affrontare. A ciò si lega ovviamente l’impossibilità di svolgere la vita di sempre così come quella di seguire i percorsi terapeutici nello stesso modo in cui si faceva prima. A ciò si uniscono altri fattori elencati dall’AIDAP e che si possono riassumere in:

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  • Impossibilità di svolgere la solita attività fisica. Cosa che comporta la paura di prendere peso e che può indurre a mangiare ancora di meno
  • La presenza di scorte alimentari che può spingere alle abbuffate in chi soffre di questo disturbo alimentare
  • Lo stress dato dalla continua interazione con i familiari e dall’impossibilità di uscire e incontrare gli amici che fungono spesso come una valvola di sfogo
  • L’impossibilità di confrontarsi con il mondo esterno che, in questi casi, può portare ad una maggior chiusura e ad un’alienazione rispetto ciò che è normale
  • La mancanza di controllo, che spesso viene esasperata con maggiori restrizioni alimentari o con abbuffate improvvise

Problemi difficili da risolvere e per i quali è consigliabile non interrompere mai del tutto la terapia in atto, portandola magari avanti nella sua forma online e cercando il più possibile sostegni e aiuti in grado di ridurre il gap dato dal periodo di quarantena.

È inoltre scontato che se si hanno parenti o amici che vivono questo problema, bisognerebbe cercare di alleggerirli in qualche modo, parlando con loro e aiutandoli a sentire il meno possibile l’isolamento nel quale si trovano. In questo modo, forse non si potrà far sparire del tutto il rischio di peggioramento ma si potrà comunque fare qualcosa per dar loro un sostegno abbastanza forte al quale appoggiarsi.

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Cosa sono i disturbi dell’alimentazione

depressione quarantena
Donna triste alla finestra – Fonte: Pixabay

Per chi non lo sa ancora, i disturbi dell’alimentazione esistono ogni qual volta c’è un problema legato al cibo e tale da portare a dei significativi danni per la salute.

Noti anche come DCA, questi si classificano normalmente in:

Ci sono però diverse sottocategorie o disturbi misti che comprendono una sorta di alternanza.
Purtroppo la conoscenza di questi disturbi è spesso scarsa ed errata. Tanto che, ancora oggi, chi soffre di anoressia viene ingiustamente “accusato” di voler solo essere più bello e magro quando il problema è decisamente molto più importante e di difficile comprensione.

E anche la scienza medica si trova spesso a camminare nel buio, alla ricerca di più risposte possibili.
Un aspetto da non sottovalutare e che bisognerebbe ricordare sempre e si tratta di un problema che può creare isolamento e che in un periodo in cui isolarsi è ancora più facile può portare a peggioramenti importanti.

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Ciò che conta, quindi, è approcciarsi a questi come a qualsiasi altro disturbo con mente e cuori aperti e ricordare che chi soffre non lo fa per scelta e ha bisogno di tutto l’appoggio e gli aiuti possibili, sopratutto in periodi difficili come quello che stiamo vivendo al momento.