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Binge Eating Disorder (BED): il disturbo alimentare più diffuso, ma meno noto

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L’argomento di cui trattiamo oggi è il Binge Eating Disorder, un disturbo alimentare molto diffuso, ma anche il meno noto, tradotto in parole povere si tratta di ‘mangiare fino a scoppiare’.

Questo tipo di patologia è stata inserita soltanto da poco nel DSM (manuale diagnostico degli psichiatri americani) e colpisce circa il 2,6% della popolazione americana contro l’1,7% complessivo di anoressia e bulimia.

Le fonti di questo articolo sono State Of Mind e Repubblica (articolo di giugno 2016). Proprio sul sito di State Of Mind abbiamo letto l’intervista ad uno dei massimi esperti mondiali, Carlos Grilo dell’Università di Yale, di cui vi riportiamo le parti essenziali.

Cos’è il Binge Eating Disorder?

Binge eating
Binge Eating Disorder – Articolo di La Repubblica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Spesso anche i sanitari non sono addestrati a riconoscere e affrontare il Binge Eating e a distinguerlo dalla bulimia: nel Binge Eating Disorder non ci sono comportamenti compensatori come il vomito o l’uso di lassativi per controllare il peso.”

Il comportamento delle persone affette dal BED è particolare. Sono quelle persone che dopo aver cenato in compagnia, tornano a casa e ricominciano a mangiare, ingurgitando quantità anomale di cibo. Nulla a che vedere dunque con quelle persone a cui capita di prendere due o tre tartine in più da un buffet o fare il bis di dolce.

Il Binge Eating Disorder non c’entra con la ghiottoneria, ma con la perdita di controllo. I binge eaters mangiano da soli, si vergognano e hanno sensi di colpa, ma questo non li ferma, anzi continuano a mangiare fino a stare male. Ovviamente, non tutti gli episodi sono acuti.

Come può avvenire una corretta diagnosi di BED?

“Per il DSM-5 si può diagnosticare il binge eating se il paziente fa abbuffate di questo tipo una volta alla settimana per almeno 3 mesi, accompagnate da un profondo malessere”, riferisce Grilo e continua “Quando chi ne soffre prende a sopravvalutare la propria immagine corporea: In una società come la nostra, ossessionata dalla forma fisica tutti siamo più o meno insoddisfatti. Queste sono persone per cui il peso, la forma del corpo è una preoccupazione costante, è quello che definisce la loro identità”.

binge eating4Il peso e la forma del corpo quindi, preoccupazione costante, affligge quasi la metà dei binge eaters, sono quelli che soffrono di più, non rispondono bene alle terapie e oltre al BED soffrono anche di depressione (oltre il 50%), di ansia (40%). Inoltre, ricorrono spesso all’uso e abuso di sostanze.

Quindi la perdita di controllo (caratteristica del BED) del comportamento alimentare e proprio questo abuso di sostanze, ha fatto si che i ricercatori hanno accostato il tutto alla dipendenza. A tal proposito l’esperto Carlos Grilo ha detto: “Qualche affinità c’è perché nel disturbo c’è una componente genetica (la presenza di familiari binge eaters è un fattore di rischio) e gli studi di imaging cerebrale mostrano delle peculiarità nel circuito della gratificazione. Stiamo cercando di capire se ci sia un’iperreattività al cibo e non è escluso che ci siano affinità con chi soffre di dipendenza da sostanze o dal gioco.”

Il cibo non è una droga, ma gli alimenti molto lavorati, ricchi di sale, zucchero e grassi potrebbero indurre ad una dipendenza.

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