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Alimentazione biologica: sicuro di conoscerla davvero?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:04
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Alimentazione biologica: davvero sicuro di conoscerla fino in fondo? Come leggere l’etichetta di un prodotto biologico e la lista degli alimenti più contaminati

Alimentazione biologica (Istock Photos)

L’alimentazione biologica è semplicemente il mangiare sano. Negli ultimi anni il concetto di “biologico” ha preso sempre più spazio nell’alimentazione mondiale. Quando si pensa al biologico vengono subito in mente concetti generali come benessere, salute, natura, mangiare sano e prendersi cura di sé. Ma siamo sicuri di sapere nello specifico cosa significa mangiare “biologico”? Anzitutto mangiare biologico fa bene perché i prodotti biologici, privi di additivi chimici, ci garantiscono un doppio beneficio: tutelano la nostra salute e, nel contempo, rispettano l’ambiente. Certo non è sempre facile mangiare totalmente biologico poiché i costi di un alimento, o prodotto biologico sono, ovviamente, più elevati rispetto alla media dei prodotti commerciali in uso. Spesso siamo circondati da una marea di prodotti “etichettati” come biologici ma chi ci dice veramente che quell’alimento sia effettivamente biologico al 100%? L’unico modo per capirlo è saper leggere la certificazione biologica, ma sappiamo come si fa? Sappiamo come deve essere un alimento per definirsi biologico? Oggi parliamo proprio di questo, cercando di fare chiarezza sul mondo del biologico e su come riconoscerlo davvero! In più alcune ricette completamente biologiche da portare in tavola!

Cosa significa alimentazione biologica?

Alimentazione biologica cosa significa (Istock)

Alimentazione e biologica sono due termini che mal si sposano ingenerando molte confusioni. Per la lingua italiana, biologico significa relativo alla biologia o agli esseri viventi ed è difficile legarlo ad “alimentazione”. L’interpretazione più corretta di “alimentazione biologica” è la sua derivazione da “agricoltura biologica”, quella forma di agricoltura che utilizza concimi organici (ecco il “biologico”) anziché fertilizzanti chimici, predatori naturali (riecco il “biologico”) anziché pesticidi ecc. Quindi: alimentazione biologica significherebbe un’alimentazione che usa prodotti derivanti da agricoltura biologica:  cioè quel metodo di produzione agricola che si propone di ristabilire le condizioni di equilibrio naturale, contrastando e limitando gli inconvenienti legati alla sicurezza alimentare ed alle problematiche ambientali.  L’agricoltura biologica tende alla conservazione della fertilità dei suoli e della biodiversità, la riduzione dell’inquinamento da agro-farmaci,  un migliore rapporto con le risorse idriche e tutti quegli elementi che possono effettivamente contribuire ad uno sviluppo sostenibile.

Esiste, spesso, una certa confusione fra alimentazione biologica e dieta purista. Per chiarire la posizione un purista ritiene l’alimentazione biologica necessaria, mentre in molti altri modelli alimentari l’alimentazione biologica è un’interessante possibilità. Motivi commerciali puntano tanto sul concetto di genuinità  confondendo interessi “nostrani” con la salute. Un esempio è quello dei salumi. Tutti gli insaccati contengono “conservanti pesanti” (nitriti e nitrati; non lasciatevi confondere dal concetto “senza polifosfati aggiunti” che sono un’altra cosa). È abbastanza irrealistico pensare che possano far parte di un’alimentazione “naturale” che debba migliorare la nostra salute. Questo nonostante che siano “genuini” e che siano il piatto forte di molte sagre paesane che vogliono riscoprire i sapori di una volta. Un altro esempio è quello dei grassi vegetali, presenti in molte preparazioni industriali. Il 3 agosto 2003 è entrata in vigore la legge europea che consente che nel cioccolato sia presente una maggiore quantità di grassi vegetali (5%) non derivanti direttamente da quelli del cacao. Molti sono insorti contro la direttiva in nome della genuinità. In televisione e sui giornali nessuno degli intervistati ha saputo descrivere la realtà in modo oggettivo e non commerciale. Sono stati demonizzati i grassi vegetali, ma nessuno ha avuto il coraggio di dire che biscotti, gelati, piatti surgelati, pasticceria, merendine in genere e tanti altri prodotti ne contengono a dismisura e contengono alimenti peggiori (grassi vegetali idrogenati e margarina). Se si vuole che il cioccolato non contenga grassi vegetali perché non si usa lo stesso metro di misura con i biscotti? Semplice, per ragioni commerciali, visto che tutti i produttori italiani di biscotti usano grassi vegetali! Quindi, non basta che un prodotto sia genuino, occorre anche che sia salutisticamente migliore!

Come leggere l’etichetta biologica di un alimento: la Tracciabilità

Alimentazione biologica come leggere l’etichetta (Istock)

Come abbiamo specificato, oggigiorno il commercio si è spostato sul “biologico” ma, non tutti i commercianti sono onesti e, pur di vendere il loro prodotto come biologico arrivano a contraffare il prodotto rendendolo un “falso biologico”. Il cibo biologico contenente pesticidi o Ogm, alimenti contraffatti e venduti come cibo bio importati dall’estero sono innumerevoli. Le frodi alimentari non risparmiano il biologico penalizzando le tante imprese italiane che operano nel settore ma anche i consumatori, potenziali vittime di questi crimini alimentari. I regolamenti dell’Unione Europea prevedono che, affinché un prodotto possa essere definito biologico, debba aver superato dei controlli portati avanti da alcuni enti certificatori e sono state predisposte piattaforme per la tracciabilità dei prodotti bio, in modo da evitare frodi.
Quando si fa la spesa è facile riconoscere i cibi davvero biologici, perché un prodotto biologico deve avere apposta l’etichetta Allevamento Biologico/Regime di controllo CEE o Agricoltura Biologica e una serie di informazioni che costituiscono la cosiddetta “tracciabilità”. Si tratta di quelle informazioni che permettono di ricostruire il percorso di produzione di un alimento: data di raccolta, produzione o macellazione, paese di provenienza, ente certificatore. Chi acquista prodotti bio, e vuole farlo in sicurezza, può difendersi imparando a leggere l’etichetta. Come un consumatore può essere sicuro che quello che sta acquistando è davvero un prodotto biologico? Anzitutto la garanzia che ci si trova davanti a un prodotto proveniente da agricoltura biologica è data dall’etichettatura disciplinata dai regolamenti comunitari (834/07, 889/08 e 271/10) e dalla presenza del logo comunitario per i prodotti biologici. Il logo europeo si deve apporre ai prodotti chiusi confezionati ed etichettati, con una percentuale di prodotto di origine agricola biologica di almeno il 95% mentre è facoltativo nei prodotti con le stesse caratteristiche ma provenienti da paesi terzi. É proibito infine nei prodotti con una percentuale biologica inferiore al 95%.

Un’altra cosa molto importante da tenere in considerazione è l’acquisto del prodotto biologico direttamente dal produttore, il cosiddetto “chilometro 0”. Dunque tutte le informazioni di cui il consumatore ha bisogno si trovano dunque in etichetta. Così possiamo identificare:

  • la nazione,
  • il tipo di metodo di produzione,
  • il codice dell’operatore,
  • il codice dell’organismo di controllo preceduto dalla dicitura “Organismo di controllo autorizzato dal Mi.P.A.A.F. (ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali)”.
  • il luogo di coltivazione del prodotto.
  • Le indicazioni previste sono: Agricoltura Ue, per prodotti coltivati in uno dei Paesi comunitari;
  • Agricoltura non Ue per i prodotti coltivati in Paesi terzi;
  • Agricoltura Ue / Agricoltura non Ue per i prodotti contenenti materie prime non coltivate in parte in Europa e in parte in Paesi terzi.
  • prodotti biologici non sono mai distribuiti in contenitori di plastica o di altro materiale sintetico.

Se un prodotto è costituito di ingredienti coltivati “solo” in Italia, la dicitura “Agricoltura Ue” può essere sostituita dal nome del Paese, “Italia”. Naturalmente accanto al logo europeo ci potranno essere loghi privati magari affiancati da descrizioni e riferimenti testuali che descrivano l’agricoltura biologica, purché tali elementi non mutino o contrastino con quanto stabilito dalle norme vigenti.

Alimentarsi in modo biologico: sostanze vietate nel bio

Alimentazione biologica sostanze vietate (Istock)

Alimentarsi in modo “biologico” vuol dire anzitutto mangiare in modo più sano: i cibi biologici sono infatti coltivati e prodotti senza l’aggiunta di pesticidi, additivi e concimi chimici. L’assenza di sostanze chimiche di sintesi deve riguardare tutte le fasi del ciclo di produzione agricola (compresa la conservazione), affinché un cibo possa essere considerato biologico a tutti gli effetti. Non essendo utilizzate sostanze chimiche, i prodotti biologici sono ottenuti solo sfruttando i cicli naturali dei terreni e seguendo i ritmi delle stagioni. 
Gli scarti non vengono scaricati nell’ambiente e in più la produzione di cibi biologici richiede meno energia di quanta ne servirebbe per produrre cibi non biologici. Di conseguenza alimentarsi con cibi biologici ha ricadute molto positive non solo sulla propria salute, ma anche sull’ambiente. Ma quando nasce tutto? Non bisogna andare troppo lontano, verso la fine degli anni ’80 vi fu una sorta di “terrorismo alimentare” dove si dichiarava guerra ai pesticidi. Si riteneva, in modo allarmante, che la maggior parte dei prodotti alimentari contenessero centinaia di sostanze cancerogene. Ci si basava spesso su ricerche su animali in cui alle povere bestiole venivano somministrate dosi magari cento o mille volte superiori quelle “normali”. L’errore di fondo era non capire che ogni sostanza è potenzialmente tossica se assunta in dosi enormi. In realtà attualmente sono meno di settanta le sostanze di cui è accertata la cancerogenicità. Certo coloranti e conservanti possono fare altri danni oltre a provocare il cancro (per esempio provocare allergie, ma si è allergici anche a sostanze del tutto naturali!), ma occorre che questi danni siano provati e non siano semplicemente supposti in base a test non riconosciuti dalla scienza ufficiale. Quindi cosa possiamo fare?

  • evitiamo gli alimenti con additivi sospetti
  • evitiamo i conservanti quando esiste un prodotto fresco equivalente facilmente reperibile.
  • limitiamo i coloranti non sospetti perché sono una truffa psicologica (come lo sono le mele lucidate o le arance spacciate per biologiche solo perché colte con il rametto che poi viene anche pagato!).

Quindi, nell’alimentazione biologica non troviamo nessun prodotto che contenga ingredienti OGM (organismi geneticamente modificati) proprio perché anche questi sono esclusi dal regolamento e i produttori che voglio aderire all’agricoltura biologica sono controllati e sottostanno alle normative del settore biologico. Le sostanze come additivi o trattamenti agricoli per le colture o prodotti per l’alimentazione e cura degli animali dall’allevamento sono di derivazione naturale. Ciascuna di queste sostanze è ammessa in un elenco apposito e i produttori che vogliono certificare i loro prodotti come di origine biologica devono attenersi al solo uso delle sostanze ammesse.

Alimentazione biologica verso Industriale: differenze

Alimentazione biologica e industriale (Istock)

Uno dei motivi per il quale mangiare biologico non sempre risulta facile è il suo valore economico nel mercato troppo elevato. Certo, i cibi biologici possono costare un po’ di più ma offrono una serie di vantaggi: hanno un sapore più naturale, quindi sono anche più appaganti e più sazianti per il palato; sono più controllati dal punto di vista della coltivazione e dell’allevamento e non contengono sostanze d’origine chimica; per produrli, è ridotto lo spreco di materie prime, si rispetta la biodiversità e si riduce l’impatto ambientale. Per contro, va anche detto che i cibi biologici freschi (proprio perché naturali e privi di additivi) si conservano meno a lungo: in realtà, questo che sembra un difetto è una garanzia di qualità! Cosa fare? dovremmo scegliere prodotti biologici purché non siano decisamente sfavorevoli dal punto di vista economico.

Perché scegliamo il prezzo come discriminante? Perché è ovvio che fra un prodotto biologico e uno “normale” non può esserci un’enorme differenza di prezzo; se c’è significa o che la produzione è così complessa che sarebbe impossibile da replicare su larga scala o che chi vende biologico vuole specularci sopra. Sempre più spesso, ormai anche il biologico sta diventando “industriale”, originariamente la contrapposizione con l’artigianale era sinonimo di garanzia. In realtà, è tutto il contrario. Esistono cibi industriali che sono decisamente migliori di prodotti biologici. Quali? Per esempio i surgelati. Molti non sanno che per la conservazione si sfrutta il freddo senza alcun conservante. Quindi dal punto di vista nutrizionale surgelato e prodotto fresco sono esattamente la stessa cosa. Sicuramente sono migliori di prodotti artigianali confezionati con conservanti: anche l’artigiano deve fare i conti con il profitto e la tentazione di certe scorciatoie è sempre forte. I prodotti della grande industria sono in parte garantiti dal nome stesso: nessuna grande azienda metterebbe i propri investimenti (e i propri profitti) a rischio per frodi alimentari più o meno gravi, anche perché sa benissimo di avere sempre i riflettori puntati su di sé. Quindi scegliamo prodotti biologici solo se se la qualità è veramente superiore a quella industriale. Un esempio è rappresentato dal pane che, ovviamente comprato dal panettiere di fiducia o fatto con le nostre mani, avrà una resistenza migliore rispetto al pane comprato al supermercato che dopo mezza giornata è da buttare! Al contrario, invece, la pasta: quella comprata industrialmente è di ottima qualità.

Agricoltura convenzionale verso Biologica: quali differenze

Alimentazione biologica (Istock)

Per agricoltura convenzionale o tradizionale si intende quel metodo di produzione agricola dove le coltivazioni sono generalmente di tipo intensivo con massiccio uso di prodotti chimici di sintesi a scopo fertilizzante ed antiparassitario. Si tratta di un metodo teso ad aumentare i profitti massimizzando la produzione attraverso lo sfruttamento del terreno e la riduzione della manodopera a favore della meccanizzazione. Nata nell’epoca industriale, si è sviluppata nel dopoguerra con l’uso della chimica. Negli ultimi anni questo tipo di agricoltura per poter mantenere i livelli di produzione si è vista costretta a limitare le pratiche di monocoltura e l’impiego continuativo degli stessi principi attivi. Quali sono le differenze rispetto all’agricoltura biologica?  Anzitutto nei prodotti di frutta e verdura di origine biologica sono presenti maggiori quantità di antiossidanti in particolare fenoli e acido salicilico che aiutano a combattere i radicali liberi, responsabili  dell’ossidazione corporea e quindi dei vari processi di invecchiamento.

I prodotti caseari di origine biologica avrebbero maggiori percentuali di omega-3 che è un acido grasso essenziale all’organismo e deve essere inserito con la dieta. In uno studio è stata valutata la composizione di alimenti quali frutta, verdura e cereali provenienti da agricoltura convenzionale e agricoltura biologica. Si è potuto verificare che l’agricoltura biologica apporta una maggiore quantità di sostanze nei suoi prodotti.

Sono emersi ad esempio dati per la vitamina C di un 27% in più rispetto al corrispettivo prodotto convenzionale. Per i minerali il ferro è arrivato al 21% in più e il magnesio al 29% rispetto al prodotto convenzionale. Un altro dato emerso nelle statistiche tra prodotti di origine biologica e convenzionale è la presenza di nitrati inferiore del 50% nei prodotti biologici. I nitrati sono sostanze potenzialmente pericolose perché in particolari condizioni si trasformano in nitriti che tra le loro azioni hanno quella di potersi legare all’emoglobina del sangue e trasformarla in un elemento non più capace di trasportare bene l’ossigeno nel corpo. Si possono capire immediatamente le conseguenze di un asfissia generali per mancanza o parziale riduzione dell’ossigeno alle cellule e ai tessuti in particolare questa situazione è pericolosa per i bambini.

Inoltre i nitriti, spesso presenti come additivi nei prodotti di origine animale come insaccati e formaggi, sono capaci di creare composti cancerognei. I nitriti sono vietati nel settore biologico come additivi e non è possibile utilizzare come concimazione nemmeno i nitrati di sintesi.

I vantaggi di un’alimentazione biologica

Alimentazione biologica (Istock)

Mangiare biologico è salutare, questo è ormai noto a tutti ma quali vantaggi apporta un alimento o prodotto biologico al nostro organismo? I motivi sono molti e non del tutto scontati. Vediamoli insieme:

  • il cibo biologico ha effetti positivi sulla salute poiché è privo di tossine e ricco di sostanze curative e protettive che il corpo assorbe con rapidità.
  • Previene il deposito di tossine chimiche nel corpo e velocizza lo smaltimento di quelle eventualmente già presenti
  • rinforza il metabolismo e le difese essendo naturalmente puro e non contaminato da sostanze chimiche;
  • Ha un effetto protettivo, ricostituente e anti invecchiamento.
  • Accelera la guarigione e stimola la rigenerazione di organi e tessuti

Il cibo biologico è davvero più nutriente?

Alimentazione biologica (Istock Photos)

Una domanda che in molti si pongono è: ma il cibo biologico è davvero più nutriente? La risposta è semplice e secca: No! Il cibo biologico non è ritenuto più nutriente ma, semplicemente più buono. Nonostante la percezione diffusa che gli alimenti organici siano più nutrienti rispetto alle alternative convenzionali, mancano le evidenze a sostegno. Si sa che alcuni cibi biologici hanno una concentrazione più alta di vitamina C e fosforo, ma non vi è dimostrazione che sia associata a un beneficio per la salute di grandi e bambini. I limiti per micotossine, nitrati, metalli e diossine (“solo” il 5%) sono gli stessi imposti dalla legge per gli alimenti convenzionali, a differenza di quanto previsto per i cibi destinati all’infanzia. E’ altresì vero però che nei consumatori abituali di cibi di origine biologica è stata dimostrata la minore esposizione a residui di pesticidi o fitofarmaci, ma è tutta da accertare la rilevanza clinica di questo dato. La scelta di utilizzare prodotti di agricoltura biologica nella dieta di un adulto e di un bambino è rispettabile e rappresenta una valida alternativa. Ciò che conta, però, è trasmettere la consapevolezza del vero significato di agricoltura o allevamento biologico e di cosa ci si possa attendere da questa scelta sulla base delle evidenze disponibili.

La lista dei cibi più contaminati

Alimentazione biologica la lista degli alimenti più contaminati (Istock)

Prima di recarvi al supermercato controllate la lista nera dei cibi più contaminati. Ve ne sono di diversi e alcuni (quasi) insospettabili. Ecco di seguito la blacklist dei cibi più contaminati. (Fonte. Coldiretti)

  1. Broccoli cinesi: per cui il 92% dei campioni risultano non sicuri e irregolari per la presenza di contaminanti e residui chimici.
  2. Prezzemolo vietnamita, con il 78% di casi trovati irregolari,
  3. Basilico indiano.
  4. Melagrana e arance dell’Egitto
  5. Fragole africane
  6. Menta marocchina
  7. Piselli del Kenia
  8. Peperoncino Thailandese
  9. Meloni e cocomeri della Repubblica Domenicana

La pericolosità sta anche nel fatto che in Marocco, per esempio, viene consentito l’uso di pesticidi ritenuti dannosi e vietati a livello europeo. Quando acquistate frutta e verdura biologica cercate di non comprare quella già lavata e pronta da mangiare, perché vi costerà il doppio. Comprate prodotti locali quando sono di stagione e congelateli per averli a disposizione tutto l’anno. Cercate un mercato contadino vicino casa vostra. In questo modo potrete acquistare più frutta e verdura di stagione. E locale, soprattutto, quindi meno trattata con la chimica e con pesticidi, dal momento che il percorso del cibo è quello dalla raccolta alla vendita diretta in loco, senza vari passaggi intermedi tipici della Grande Distribuzione. Fate amicizia con gli agricoltori locali, create rapporti personali e non abbiate paura di contrattare. Inoltre quando le merci arrivano dall’estero, sono sempre più soggette a trattamenti conservativi vari (devono resistere e conservarsi per lunghi periodi) e anche più soggette a contaminazioni microbiche come quelle delle micotossine (ad es. grano, mais, frutta secca). La forma di tutela migliore rimane quindi sempre il privilegiare i prodotti locali e freschi. Ecco perché è fondamentale acquistare prodotti di origine Italiana. Il nostro Bel Paese può avere tanti lati negativi ma in fatto di agricoltura risulta essere uno tra i Paesi più green d’Europa.

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