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Gravidanza: lo stato d’animo della mamma influisce sul feto

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Gravidanza: gli stati d’animo della mamma influiscono sul feto (Istock Photos)

Lo stato d’animo della mamma influisce sul feto? Quali sono le conseguenze sulla psiche e sul corpo del bimbo dopo la sua nascita e perché è importante la serenità in gravidanza

La gravidanza è un periodo bellissimo nella vita di una donna che, dall’essere singola persona, si trasforma in doppia. Un miracolo nel vero senso della parola che accompagna la donna per nove mesi. Ecco perché è molto importante che durante tutto il periodo della gravidanza la futura mamma adotti un sano ed equilibrato stile di vita, che si avvicini il più possibile alla serenità e alla tranquillità.  L’interconnessione tra madre e figlio durante i 9 mesi di gestazione è fonte di sempre nuove sorprendenti scoperte. Se già si sapeva che il feto può percepire i suoni come, per esempio, il battito cardiaco della mamma, le vibrazioni della musica che lei ascolta… Oggi, un nuovo studio afferma che lo stato mentale della mamma può essere percepito e, in qualche modo, “metabolizzato”, tanto che questo può influire sullo stato di salute futuro del nascituro.

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Durante gli ultimi decenni gli scienziati hanno dimostrato che l’ambiente fetale è molto importante per il bambino. Si postula che tutto quanto accade nella vita della mamma possa influire sullo sviluppo del feto: che sia lo stile di vita, come il fumare o il bere, è risaputo avere effetti molto gravi.
In questo studio, i ricercatori dell’Università della California-Irvine hanno valutato come lo stato psicologico della madre potesse influire sul feto in via di sviluppo. I ricercatori hanno coinvolto un gruppo di donne incinte per poi sottoporle a una serie di esami clinici, tra cui un eventuale stato depressivo, prima e dopo il parto.
Lo studio è proseguito anche quando sono nati i bambini. Le mamme hanno così dovuto eseguire dei test atti a valutare come i piccoli si stavano sviluppando.
Bene, i risultati ottenuti hanno sorpreso gli stessi ricercatori: non era tanto la situazione mentale della mamma – che fosse depressa o meno – ma la coerenza dell’ambiente. Ossia, che la mamma fosse depressa sia prima che dopo il parto o che fosse sana prima e dopo il parto. Quello che invece influiva in negativo sullo sviluppo del bambino era la difformità tra il prima e il dopo, ossia se, per esempio, durante la gravidanza la mamma era depressa e poi non lo era più dopo il parto.

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La particolarità dei risultati potrebbe suggerire che se una madre è depressa prima della nascita, per il bene del bambino non si dovrebbe intervenire. Tuttavia, un approccio più ragionevole propenderebbe per un trattamento delle donne che presentano depressione prenatale in modo da sapere come affrontare la depressione. Il problema, semmai, è che le donne raramente sono sottoposte a screening per la depressione prima della nascita.
Poter sottoporre a screening prenatale le donne a rischio è di estrema importanza per l’effetto che la malattia può avere sul nascituro. L’influenza di questi problemi sul feto potrebbe portare a problemi neurologici e disturbi psichiatrici in futuro.

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Cosa percepisce il feto gli stati d’animo della mamma

Gravidanza: stati d’animo della mamma percepiti dal feto (Istock Photos)

L’utero è un ambiente protetto, ma il feto non si sente per niente fuori dal mondo. Ciò significa che il bimbo nel pancione partecipa alla vita della mamma, sente l’ambiente nel quale nascerà e percepisce i diversi stati d’animo della futura mamma. Questo ovviamente, non da subito. Si stima che il feto possa iniziare a percepire cosa stia avvenendo fuori dal suo “mondo”, solo dopo la ventesima settimana di gestazione. Questa consapevolezza può essere, per la futura mamma, una fonte di stress, poiché molte donne in stato interessante si chiedono: il feto sente davvero proprio tutto quello che provo? E sentirà i miei dubbi, le mie preoccupazioni e le mie necessità, la mia frenesia, la mia rabbia e le mie paure? Che cosa devo fare perché stia bene? Tutti interrogativi leciti per una mamma che si preoccupa del proprio figlio. E a tranquillizzare o ad avvertire sull’argomento le donne incinte c’è la scienza, che sta cercando di dare delle risposte esaustive.

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Il nascituro non viene solo nutrito, l’organismo materno gli passa anche un sacco di altre informazioni: la placenta trasmette al bimbo i messaggeri delle sensazioni, gli ormoni. Se, per esempio, la futura mamma è stressata, il livello di cortisolo aumenta. Gli scienziati lo hanno potuto rilevare da misurazioni del sangue del cordone ombelicale: con un ritardo di poche pulsazioni il livello di stress elevato raggiunge anche il feto.

Stress e felicità: due stati d’animo che influiscono sullo sviluppo del feto

sviluppo del feto
Gravidanza: gli stati d’animo influiscono sullo sviluppo del feto (Istock Photos)

Lo stress e la felicità, il negativo e il positivo, sono due stati d’animo opposti e forti allo stesso tempo che il feto, nel pancione, percepisce distintamente. Ma come reagiscono i bambini a questi sbalzi d’umore della mamma?

Per esempio, allo stress i bambini nel pancione reagiscono in modo diverso: alcuni si agitano, i movimenti sono nervosi, altri si fanno piccoli piccoli, portano gambe e braccia vicinissime al corpo. I nascituri soffrono insieme alla mamma quando lei sta male. Fa male anche solo a pensarlo ma, il bimbo nel pancione vive molto al presente. E così, se partecipa alla tristezza della mamma, torna presto sereno quando lo è la mamma. E anche brevi fasi di riconciliazione con il piccolo si riflettono in modo positivo sul suo animo.

Il bimbo partecipa anche alle sensazioni positive della mamma: le endorfine e gli altri ormoni della felicità arrivano al piccolo non appena la mamma si rilassa, è contenta e felice. Ricercatori hanno misurato i flussi cerebrali dei nascituri quando la mamma immaginava una situazione particolarmente piacevole: ebbene, è risultato che le oscillazioni delle curve si facevano sempre più piccole e che quindi il bimbo era in grado di godere dei pensieri positivi della mamma. Non a caso in gravidanza, la sera e la notte quando la mamma è in una condizione di riposo, il bimbo scalpita con maggiore vigore, mentre, durante il giorno, quando la mamma è maggiormente attiva, oppure durante una passeggiata, il bimbo si rilassa poiché si sente cullato dal movimento del pancione.

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Bisogna ricordare che sentimenti ambivalenti o fasi difficili della vita della mamma non danneggiano lo stato d’animo del bambino. Solo se lo stress è altissimo e dura per molto tempo il bambino potrebbe risentirne. Il corpo femminile attiva dei meccanismi di difesa per proteggere il nascituro dallo stress: dal terzo al sesto mese di gravidanza nella placenta si sviluppa un determinato enzima che riesce a disattivare fino a un certo livello il cortisolo, il trasmettitore responsabile dello stress nel sangue, proteggendo così il piccolo. Questi meccanismi non sono sufficienti solo se lo stress è molto elevato e dura per molto tempo. In più, si è riscontrato che non esiste collegamento tra peso, circonferenza della testa, vitalità complessiva del neonato e lo stress della mamma in gravidanza.

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Quali conseguenze può avere lo stress in gravidanza sul feto

Gravidanza e stress: come influisce sul feto(Istock Photos)

Il nervosismo e lo stress in gravidanza può assumere forme e manifestazioni diverse ma, in virtù dell’intimo rapporto che viene a crearsi tra la mamma ed il figlio, sono tutte ugualmente percepibili dal bambino che potrebbe negativamente risentirne. La forte incidenza dello stress sullo stato della gravidanza è dovuta al cortisolo, ovvero l’ormone dello stress la cui produzione aumenta in condizioni particolari di tensione psico-fisica, quale può essere quello a cui una donna gravida è esposta. L’eccessiva produzione di cortisolo comporta una serie di disfunzioni i cui effetti potrebbero interessare sia la mamma che il bambino. Ma quali possono essere i rischi o le conseguenze di uno stato d’animo stressato sullo sviluppo del feto?

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  • Disturbi comportamentali: Le donne che soffrono di nervosismo in gravidanza hanno più probabilità di mettere alla luce bambini con problemi comportamentali, che possono consistere nell’iperattività oppure nel mancato  sviluppo del senso di autocontrollo.
  • La manualità del bambino: una forte esposizione agli ormoni dello stress incide sulle capacità manuali del bambino che non solo saranno sviluppate in età tardiva rispetto alla norma, ma anche in maniera del tutto singolare (ad esempio utilizzerà la mano destra esclusivamente per alcune attività e la mano sinistra per certe altre azioni).
  • Nascita prematura: una mamma con un eccessivo stress in gravidanza va più facilmente incontro ad un parto prematuro. I danni che la nascita pre termine può provocare al bambino sono diversi e di gravità differente. In caso di prematurità grave, tra i casi più frequenti troviamo l’incompleto sviluppo dei polmoni (con conseguenti problemi respiratori) e le malattie cardiache.
  • Nascita sottopeso: anche le problematiche salutari legate alla nascita sotto peso espongono il bambino ad una serie di pericoli sin dal momento della nascita, tra questi i problemi respiratori, intestinali e difetti cardiaci.
  • Danni al sistema neurologico: Affrontare la gravidanza in una condizione di costante stress compromette le normali funzionalità della placenta. Una disfunzione placentare potrebbe arrecare  danni al sistema neurologico del bambino e\o determinare una nascita sotto peso, dovuta proprio ad una cattiva alimentazione.
  • Esposizione maggiore alle infezioni: uno stato di stress prolungato può portare, a lungo termine, ad un abbassamento notevole delle difese immunitarie esponendo il feto, dopo la nascita e nei suoi primi anni di vita a riscontrare maggiori infezioni e malattie.

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L’udito sviluppato del feto: come tranquillizzarlo nel pancione

l'udito del feto
Gravidanza: come tranquillizzare il feto tramite la musica e le parole (Istock Photos)

L’udito nel bambino si sviluppa già a partire dalla venticinquesima settimana di gestazione. Questo è uno dei sensi, tra quelli in via di sviluppo, più importante per il feto che, all’interno del pancione, inizia a percepire cosa l’aspetterà una volta nato. Dunque è di fondamentale importanza che il bimbo stia il più sereno possibile e che, come la futura mamma, anche lui/lei capisca che fuori ciò che l’attende è una mamma e un papà sereni e tranquilli. Non sempre è facile per i futuri genitori rispettare questi parametri di tranquillità per l’intera gravidanza. E’ normale che la madre possa avere sbalzi d’umore frequenti (uno dei sintomi più diffusi in gravidanza a causa degli ormoni che regolano l’umore è proprio questo), l’importante è che questi “stati alterati” o di stress non si protraggono per molto tempo. Se la madre si preoccupa già prima che il figlio venga al mondo è normale ma questo non deve essere, per lei, fonte di ulteriore stress. Esistono molti modi per tranquillizzare il feto e trasmettergli le giuste vibrazioni positive. Vediamone alcune.

  • La parola alla mamma: quando la mamma parla al pancione, quindi al feto, quest’ultimo si rilassa e si tranquillizza. Presto i nascituri riescono a distinguere i rumori “buoni” da quelli “cattivi”. I messaggi d’amore della mamma sono sempre ben accetti: quando parla al bimbo in pancia, lui si calma o si dimena felice. Mamma e bambino sono legati intimamente, anche se questa via di comunicazione non si può dimostrare a livello biochimico o con gli ultrasuoni dell’ecografia. Il nascituro percepisce lo stato d’animo della mamma, sente i suoi pensieri e questo è un fatto assodato. Di conseguenza saper comunicare al proprio bimbo sensazioni positive è utile per iniziare un percorso di sviluppo sano.
  • La musica: uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Taiwan ha individuato nella musica un efficace strumento anti-stress. I risultati dello studio, assegnano alla musica un ruolo di particolare rilievo per la gestione dello stress prenatale che interessa una sempre crescente percentuale di donne in gravidanza.  I dati emersi hanno dimostrato una notevole diminuzione dei livelli di cortisolo nelle donne che ascoltano musica rilassante, in particolare la musica classica, le ninne nanne, i suoni della natura e la musica per bambini, per almeno trenta minuti al giorno. È stato anche evidenziato un effetto per cui si rileva una riduzione dell’ansia e degli stati depressivi. I ricercatori spiegano che l’effetto positivo della musica, e il suo potere rilassante, può essere attribuito a stimoli sensoriali che interessano il sistema nervoso e gli ormoni, e che placano la risposta fisiologica allo stress quotidiano.

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Consigli per una gravidanza serena

consigli gravidanza
gravidanza: consigli di serenità (Istock Photos)

La gravidanza deve essere un periodo il più possibile sereno e rilassante. Spesso, la frenesia, gli ormoni “impazziti”, il lavoro stressante non aiutano affatto. Ma voi, future mamme, avete il dovere di proteggere il vostro piccolo bimbo dallo stress e, come fare? Anzitutto partendo da voi, seguendo uno stile di vita sereno e rilassante appena possibile. Di seguito alcune regole basi che vi aiuteranno ad eliminare possibili fonti di stress e nervosismo.

  1. Stop alle abitudini dannose:  Durante la gravidanza bisogna cercare di porre fine alle abitudini più dannose per la salute del bambino. Il fumo è chiaramente da bandire, per l’alcool alcuni studi dicono che un consumo moderato durante i pasti non comporta rischi ma nel dubbio, dato che non è un elemento nutritivo vitale, è meglio evitarlo per qualche mese.
  2. Dieta equilibrata: segui il più possibile un regime alimentare consono alla tua situazione. Quindi prediligi alimenti nutritivi sani, equilibrati, leggeri ma anche sostanziosi. La frutta, in particolar modo quella secca,come mandorle, noci, ti aiuteranno a riequilibrare i livelli ormonali poiché questi, incidono sul giusto equilibrio tra corpo e mente. Evita il caffè e le bevande troppo zuccherine, specie di sera, in quanto lo zucchero in circolo nel sangue non favorisce un buon sonno.
  3. Sonno: Dormire riveste la stessa importanza dell’alimentazione per la crescita del vostro bambino. E’ importante riposarsi bene nei mesi di gravidanza puntando sia sulla quantità che sulla qualità del sonno. Specie negli ultimi mesi dormire può diventare difficoltoso a causa delle dimensioni del pancione e del bisogno costante di urinare. In questi casi può essere utile utilizzare diversi cuscini e rinforzare il sonno notturno con un riposino pomeridiano. Non dimenticate che il vostro bambino sente tutto e che i vostri momenti di silenzio, buio e riposo sono percepiti anche da lui e lo aiutano fin dall’inizio a prendere dei ritmi regolari. Oltre a questo c’è da dire che prima dell’arrivo di un neonato conviene fare una piccola scorta di sonno. sicuramente vi tornerà utile per i primi mesi di vita!
  4. Evitate ansie e preoccupazioni prima del parto: Ovviamente non è possibile eliminare la trepidazione per l’arrivo di un bebè, ma bisogna sempre cercare di mantenerla in un contorno positivo e sereno, senza farsi sopraffare. Ricordate che spesso durante l’attesa di un bambino ci si affanna per cose che dopo la nascita vi sembreranno del tutto insignificanti e banali, quindi se vi accorgete che siete stressate perché non riuscite a scegliere il giusto passeggino o il completino da letto migliore, rilassatevi e pensate che vostro figlio avrà maggiori benefici dalla vostra serenità piuttosto che dalle spese pazze.
  5. Fate attività fisica: se la vostra situazione vi permetterà di farlo, un buon esercizio fisico, costante e rilassante, vi aiuterà a scacciare via i brutti pensieri, mantenervi in forma e vedere la vita sotto un altro punto di vista, sicuramente positivo. Svolgere anche brevi passeggiate all’aria aperta o seguire un corso per gestanti come nuoto prenatale o yoga, vi aiuterà al pari di una seduta psicoanalitica. In più arriverete in forma nel giorno più importante della vostra vita.
  6. Tenete lontana la noia: specie nell’ultimo periodo di gestazione quando sarete, per ovvie ragioni, a casa per la maggior parte del tempo, badate a tenervi sempre impegnate. Non eccessivamente facendo lavori pesanti o altro, ma fate in modo di avere la mente occupata da cose belle. Anche vedere un film, leggere un libro, preparare la cameretta del bimbo aiuta il corpo e la mente a rimanere attivi senza stress.
  7. Fatevi aiutare dalla vostra famiglia: Non dimenticate di coinvolgere il vostro compagno e di appoggiarvi a lui fin dai primi mesi di attesa. Specie nel caso di un primo figlio la vostra vita di coppia subirà un grande cambiamento dopo la nascita. Sfruttate questi nove mesi per prepararvi e stare insieme il più possibile. Godete di questa intimità a due più che potete, consapevoli che a breve i momenti di intimità a due si dovranno incastrare negli spiragli di tempo lasciati liberi dalla nuova “intimità a tre” che sarà la vostra famiglia.

Una volta che avrete tra le braccia il vostro pargoletto, vi renderete conto di quanto inutili siano stati i vostri timori e preoccupazioni per cose, a volte, senza senso. Il bambino, nel suo bozzolo, ora, ha bisogno di tutta la vostra attenzione, calma e serenità. Fate in modo di pensare positivo perché proprio in questo periodo, nella vostra vita non c’è nulla di negativo!

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