Stress Cronico: come riconoscere i sintomi e imparare a gestirli

stress cronico
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Lo stress, esattamente come altre condizioni fisiche e psicologiche può diventare cronico. Ecco quali sono i suoi sintomi e perché è fondamentale imparare a disinnescarli.

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Lo stress è una condizione mentale in cui il nostro corpo e la nostra psiche sono messi sotto pressione da una serie di condizioni esterne alle quali ci viene imposto di reagire in determinati modi, offrendo determinate prestazioni per soddisfare tutte le richieste a cui siamo chiamati a far fronte.

Un individuo sano riesce a reagire molto bene allo stress, a patto che questo si verifichi per periodi di breve durata. Se ben gestito e incanalato, infatti, lo stress ci permette di ottenere risultati molto migliori del solito, arrivando in alcune occasioni addirittura a sorprendere noi stessi per quello che siamo stati in grado di fare se posti sotto il “pungolo” dello stress.

Quando lo stress è positivo si parla di eustress, (il prefisso “eu” in greco antico significa buono, dolce, positivo), mentre quando lo stress diventa cronico e finisce per avere conseguenze negative per la qualità della vita dell’individuo si parla di distress (sempre dal greco, il prefisso “dis” significa cattivo, negativo).

I sintomi dello stress cronico o distress investono sia la sfera fisica sia quella psicologica e relazionale di un individuo e può arrivare ad avere pessime conseguenze sull’interezza della sua vita.

Definire e riconoscere lo stress cronico: i sintomi

problemi sonno insonnia
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Per potersi definire cronico, cioè che perdura a lungo, lo stress “normale” deve “evolversi” attraverso varie fasi che, come vedremo, vanno a intaccare tutti gli aspetti della vita di un individuo.

Stanchezza Cronica

La prima fase della cronicizzazione dello stress si manifesta nel momento in cui un individuo si sente mentalmente e fisicamente spossato e comincia a sentire il bisogno di sostanze stimolanti come tè, caffè, guaranà, per riuscire a reggere il ritmo degli impegni di cui si è fatto carico o che ha il compito di svolgere.

Molto spesso in questa fase il soggetto comincia a riposare male o a soffrire di insonnia vera e propriaNaturalmente questo comporta che durante il giorno il suo livello di energia sarà drammaticamente basso, sviluppando il bisogno continuo di riposarsi o almeno il desiderio continuo di prendersi una pausa.

Nel momento in cui diventa faticoso anche alzarsi dal letto, si può dire che questa prima fase dello stress cronico sia giunta al suo apice.

Problemi relazionali

Dal momento che si dorme male e si posseggono energie mentali sempre minori per far fronte alle incombenze di ogni giorno, un soggetto particolarmente stressato finisce per sviluppare una grande irritabilità, che può scattare letteralmente per qualsiasi motivo. Aggressività e scoppi di rabbia diventeranno sempre più frequenti e il soggetto diventerà sempre più difficile da gestire a livello relazionale.

Le conseguenze di questo stato di cose saranno due: in prima battuta le persone che circondano la persona che sta attraversando un periodo di stress cronico tenderanno ad allontanarsi, poiché l’interazione con una persona stressata è assolutamente spiacevole; in secondo luogo la persona stressata sentirà il bisogno di isolarsi il più possibile al fine di diminuire le occasioni di stress. 

Purtroppo questo isolamento sfocia anche nella sfera emotiva e non soltanto in quella fisica. Le persone che cominciano a soffrire di stress cronico tendono a non confidarsi, a non riuscire più a raggiungere un’intimità emotiva con compagni, amici e parenti, si sentono sempre più sole e abbandonate.

Problemi di stabilità emotiva

In questa fase del distress o stress cronico, i sintomi cominciano a invadere la sfera emotiva e l’autostima. Da un certo punto in poi la persona stressata smette di rivolgere l’aggressività verso le altre persone, arrivando a puntare il dito verso se stessa, cominciando a sentirsi inadatto alla vita sociale ma anche estremamente insicuri, confusi, infelici.

Com’è ovvio che sia, una persona in queste condizioni non sarà più in grado di prendere decisioni importanti e quindi finirà per trasformarsi in una persona apatica e distaccata, incapace di esprimere un’opinione o di prendere una risoluzione qualsiasi. La depressione a questo punto è dietro l’angolo.

A causa della forte instabilità emotiva la persona stressata farà una fatica enorme a gestire gli impegni lavorativi e anche il suo rendimento professionale crollerà in maniera irreparabile, incrinando ancora di più l’autostima del soggetto.

sintomi stress cronico
(Chedonna)

Sintomi psicosomatici

La penultima fase della cronicizzazione dello stress consiste nell’influenza negativa dello stress sull’intero organismo.

Cominciano a manifestarsi dolori di varia natura: alla schiena e alle articolazioni, ma anche alla mandibola. Alla difficoltà a prendere sonno si somma la tendenza a digrignare i denti (chiamata scientificamente bruxismo) che oltre a consumare i denti peggiore ulteriormente la qualità del riposo.

Compaiono anche i cosiddetti mal di testa da week end: si tratta di una cefalea dovuta al cambio di pressione sanguigna nei vasi che servono il cervello e tutta la testa. Nel momento in cui la tensione scema, i muscoli si rilassano e l’intero organismo torna in una condizione normale, la pressione sanguigna si abbassa e il corpo risente del cambiamento manifestando un mal di testa persistente e fastidioso che, paradossalmente, sparisce nel momento in cui si torna a essere sottoposti a condizioni di stress.

Distress o stress cronico: patologie

L’ultima fase di trasformazione dello stress normale in stress cronico è quella dell’esaurimento. Dopo aver resistito per un periodo di tempo più o meno lungo alle condizioni di stress sopra elencate, il corpo e la psiche esauriscono le proprie energie e comincia una fase discendente del benessere complessivo della persona, che va a intaccare anche il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Le persone affette da stress cronico sono più esposte a patologie di varia natura, soprattutto a quelle di origine virale. Possono contrarre raffreddori e influenze con estrema facilità, ma possono sviluppare anche vere e proprie malattie di origine psicosomatica come ulcera, colite, ipertensione.

Lo stress cronico si può gestire?

Stress da lavoro correlato
(Pexels)

Il distress o stress cronico si può facilmente riconoscere dal fatto che la persona stressata, oltre a manifestare i sintomi classici dello stress e i disturbi stress – correlati riportati finora finora, non riesce mai a rilassarsi in maniera da “sospendere” la tensione mentale causata dalla pressione a cui si sottopone o è sottoposta ogni giorno.

Lo stress cronico implica molto spesso anche la comparsa di forme d’ansia difficili da sopportare a lungo. A questo proposito sarà bene cominciare ad applicare varie tecniche di gestione dell’ansia, le più adatte al proprio stile di vita.

Praticare sport o danza, migliorare la propria alimentazione e liberarsi dagli impegni di troppo cominciando a delegare ad altri i propri compiti è sicuramente il primo passo da compiere dopo aver riconosciuto di avere tutti i sintomi dello stress cronico.

Spesso però la terapia psicologica è l’unica soluzione efficace per gestire stati di stress cronico particolarmente lunghi e profondi.