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Mindfulness | Cos’è e come può aiutarci nel superare ansia e dolore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:09
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La Mindfulness è una pratica di educazione emotiva che consente di superare le situazioni stressanti che si presentano nella vita quotidiana. Le armi della Mindfulness sono consapevolezza, calma e accettazione: ecco perché è così preziosa.

Mindfulness
(Foto: Pixabay)

La parola Mindfulness può essere tradotta in italiano con il termine Consapevolezza. 

Il concetto alla base della Mindfulness è che un essere umano deve essere calato nel momento presente e soprattutto deve essere in grado di accettare il bene come il male durante ogni giorno della sua vita, imparando ad adattarsi e a vivere serenamente qualsiasi cosa capiti intorno a lui.

Sotto il nome di Mindfulness, estremamente diffuso nel mondo occidentale contemporaneo, vengono comprese moltissime discipline filosofiche e religiose che l’umanità ha manifestato in diverse culture nel corso dei millenni: è il segno che da sempre l’uomo ha cercati di procurarsi gli strumenti per raggiungere la serenità spirituale.

Come si possono mettere in pratica, nella società attuale, le antichissime pratiche meditative che ci sono state tramandate dall’antichità? E in che modo possono giovare all’umanità moderna?

Mindfulness: cosa significa?

mindfulness meditazione
(Foto: Pixabay)

Minfulness significa sviluppare una profonda attenzione al momento presente per riuscire a vivere la propria relazione con il mondo esterno in maniera curiosa e non giudicante, imparando ad accettarne ogni aspetto e sviluppando un rapporto fruttuoso con tutto ciò che è all’esterno di noi e che non possiamo controllare in alcun modo.

Anche se può apparire paradossale, la Mindfulness invita ad accettare il negativo per essere felici. Quando il male non si può evitare occorre comprenderlo, reagire ad esso in maniera costruttiva e possibilmente sviluppare delle strategie di gestione del dolore e dello stress.

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La storia

Le origini di tutto quello che oggi va sotto il nome di Mindfulness va ritrovato nelle più antiche manifestazioni culturali della storia: dalla Cina alla Grecia, in un periodo che va tra i 2800 e i 2200 anni fa,  si sono sviluppate delle dottrine filosofiche e religiose che conducevano i praticanti lungo una “via di consapevolezza e di illuminazione”, verso una vita serena.

Tra queste dottrine vanno sicuramente ricordate la venerazione del profeta Zarathustra in Persia e il Buddhismo in India, il Confucianesimo e il Taoismo che si svilupparono in Cina e anche gli insegnamenti dei profeti di religione ebraica che operarono in Palestina nonché molti filosofi greci.

Tra tutte però il Buddhismo è quella che più profondamente ha incarnato il tema di fondo di quella che oggi conosciamo come Mindfulness, ovvero la consapevolezza, cioè la capacità di vivere appieno ogni esperienza della vita senza rifiutarne o sminuirne nessuna.

Il primo a “traghettare” le idee alla base delle dottrine orientali nella cultura occidentale è stato Jon Kabat – Zinn, un professore statunitense che introdusse la meditazione all’interno delle strutture sanitarie per aiutare i pazienti a gestire la sofferenza e lo stress procurati sia dalla malattia sia dalle cure a cui erano costretti a sottoporsi.

Grazie al suo lavoro, che nel corso degli anni è poi “uscito” dai reparti ospedalieri per entrare nella vita di tutti i giorni, oggi in Occidente si parla in maniera diffusa e concreta di Mindfulness.

Gli scopi della Mindfulness nel mondo contemporaneo

Ansia mindfulness
(Foto: Pixabay)

La Mindfulness nel mondo contemporaneo si pone in totale opposizione al cosiddetto pensiero ruminativo che utilizziamo tutti i giorni per gestire i nostri impegni pubblici e privati anche se non ne siamo consapevoli.

Il pensiero ruminativo è quel tipo di pensiero che si focalizza sui “se”, che esamina in continuazione i risultati appena ottenuti per capire come se ne potranno ottenere di migliori in futuro, è quel tipo di pensiero che ci porta a ripensare continuamente alle nostre azioni al fine di capire come e quando avremmo potuto agire diversamente e, ancora più spesso, dove abbiamo sbagliato.

Questo pensiero, concentrato sul passato e sul futuro, distrae completamente l’essere umano dal momento presente, generando un continuo stato di stress mentale. 

La Mindfulness ci dice di dover imparare a vivere nel presente per instaurare con il mondo un rapporto privo di stress più sereno, cambiando noi stessi quando non è possibile cambiare le situazioni che ci circondano.

Come ridurre l’ansia?

Molti stati di ansia si generano nel nostro cervello nel momento in cui cerchiamo di gestire più situazioni contemporaneamente, in quel multitasking che sembra diventato sempre più necessario nella nostra vita.

Un approccio più consapevole al presente sarebbe quello di organizzare molto bene le attività di un certo periodo (di un giorno, di una settimana, di un mese) e tentare di rispettare la scaletta concentrandosi su una cosa alla volta.

Come gestire il dolore?

L’epoca contemporanea ha prodotto generazioni che non sono in grado di gestire il dolore. Quando ci troviamo di fronte a situazioni dolorose o che ci provocano un forte stress emotivo, nella maggior parte dei casi tentiamo di non pensarci dedicandoci ad altro. 

Purtroppo si tratta di una strategia terribilmente sbagliata, poiché si limita a nascondere il dolore senza accettarlo.

La Mindfulness insegna che il primo passo per superare il dolore è viverlo senza nascondersi, accettando l’idea che il bene come il male nella vita sono inevitabili e che dobbiamo solo trovare il modo giusto per affrontarli.

Inoltre quando una persona incapace di gestire lo stress si trova ad affrontare momenti dolorosi o situazioni che non coincidono coni suoi desideri, finisce per cadere in stati depressivi di lieve o grave entità.

In uno stato depressivo si sviluppano schemi di pensieri tossici o negativi come “sono sfortunato”, “sono incapace”, “non merito la felicità”, “gli altri mi perseguitano”.

La Mindfulness ci insegna a non escludere questi pensieri negativi ma a sviluppare strategie per evitare che diventino stabili.

Libri sulla Mindfulness

Mindfulness serenità
(Foto: Pixabay)

Secondo un celebre detto, “nessuno ha più necessità di praticare la Mindfulness di coloro che non hanno tempo per farlo”.

corsi di Mindfulness, molto popolari e molto attivi in tantissime città del mondo, prevedono appuntamenti, sessioni di meditazione, attività di gruppo e molto altro.

Chi non ha tempo e modo di dedicarsi con tanto impegno alla pratica della Mindfulness può però optare per l’acquisto di un libro che spieghi come muovere i primi passi verso la serenità.

Libera La Mente di Andy Puddicombe

Andy Puddicombe è un ex monaco buddista, fondatore della piattaforma digitale per la salute mentale Headspace.

L’obiettivo del libro è di insegnare a praticare la meditazione per dieci minuti al giorno, al fine id cominciare un percorso di consapevolezza ritagliato su misura per le proprie esigenze.

Equilibrio
(Foto: Pixabay)

Mindfulness per chi è a pezzi di Ruby Wax

È un libro scritto da una donna che ha convissuto per anni con la depressione e che ha trovato nella Mindfulness l’unica via di uscita dal suo dolore emotivo. Il libro include un corso di sei settimane scritto in collaborazione con lo psichiatra Mark Williams. Nel corso sono illustrati veri e propri esercizi di mindfulness consigli utili per adulti e bambini.

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