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Ansia e Depressione | Scrivere un diario segreto può fare miracoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:00
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Ansia e depressione sono stati mentali estremamente pericolosi, che arrivano talvolta a influenzare molto negativamente la vita di una persona. La scrittura di un diario personale, che molti di noi hanno abbandonato durante l’adolescenza, è un’efficace strategia di auto – aiuto: ecco perché.

ansia e depressione
La scrittura come strumento da guarire da ansia e depressione (Foto: Pixabay)

Le persone insicure, che tendono a rimuginare moltissimo sulle situazioni e che spesso sono molto autocritiche, spesso cadono in stati d’ansia e stati depressivi più o meno prolungati.

Gran parte delle energie mentali di questo tipo di persone sono impegnate, per moltissime ore al giorno, ad analizzare ogni minimo avvenimento del passato per capire come e quando hanno sbagliato, in quali occasioni hanno indispettito questa o quella persona, in cosa avrebbero potuto fare meglio o di più.

Coloro che cadono in un leggero stadio depressivo, o che spesso sono preda di attacchi d’ansia più o meno duraturi, fanno molta fatica a confidarsi con qualcuno, spesso convincendosi che nessuno potrebbe capire i loro problemi.

Altre volte hanno talmente paura del giudizio altrui da non avere il coraggio di esporre i propri problemi per timore di essere derisi o umiliati.

In una situazione del genere, dove sembra non esserci alcuna via d’uscita, si può decidere che è vero: ognuno è il miglior amico di se stesso e, per questo motivo, si potrebbe cominciare a confidarsi con il se stesso del futuro.

Come? Attraverso la scrittura di un diario giornaliero o, se troppo impegnativo, attraverso la trascrizione di episodi fondamentali della propria vita, o che costituiscono un problema emotivo irrisolto. 

Mettere le proprie emozioni nero su bianco aiuterà moltissimo a ritrovare quel bandolo della matassa che sembrava essere andato irrimediabilmente perduto e alleggerirà il peso dell’ansia e della depressione (quando si tratta di uno stato momentaneo e non cronico).

Ansia e Depressione: come sono collegati?

depressione
(Foto: Pixabay)

Gli stati d’ansia derivano essenzialmente da uno stress incontrollato percepito come incontrollabile. 

Le situazioni che possono generare ansia sono di vario tipo e, in genere, almeno una volta nella vita, tutti le abbiamo sperimentate. Alcuni esempi tipici sono:

  • percepire di essere in pericolo senza la possibilità di mettersi in salvo (anche se non è una percezione errata)
  • avere molti compiti da svolgere e pensare di non essere in grado di farlo
  • doversi sottoporre a una prova e temere di fallire
  • dover far fronte a una serie di imprevisti che hanno mandato a monte i piani precedentemente organizzati

Sperimentare l’ansia capita a tutti: quando è l’ansia a prendere il controllo di buona parte della vita di una persona, allora è il caso di cominciare a gestire il problema.

La depressione come possibile conseguenza dell’ansia

Provare un sottile ma continuo stato d’ansia o sperimentare dei veri e propri attacchi di panico, può minare in maniera gravissima l’autostima di una persona.

La persona in questione si convincerà di non essere in grado di affrontare le sfide che la vita di ogni giorno ci mette davanti e, per questo motivo, tenderà a evitarle ritirandosi il più possibile in se stessa.

Questo, inevitabilmente, porterà a uno stato depressivo da cui sarà sempre più difficile uscire, soprattutto se si tratta di una condizione che perdura nel tempo.

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Scrivere contro ansia e depressione

Scrivere diario
(Fonte: Pixabay)

Da giovani, tenere nota delle nostre piccole e grandi avventure quotidiane in un diario personale, meglio ancora se segreto, costituiva principalmente uno sfogo, ma aveva una funzione di cui probabilmente, non ci rendevamo conto.

Scrivere a mano impone alla nostra memoria di rimettere in ordine gli avvenimenti e di riesaminarli sotto un’altra luce, magari in maniera più attenta e oggettiva.

Oltre a trascrivere i fatti, è particolarmente utile mettere per iscritto le nostre emozioni, soprattutto quelle che si generano intorno a momenti o situazioni critiche.

Scrivere, ad esempio, come ci sentiamo dopo un litigio, o cosa ci ha fatto provare l’allontanamento di una persona cara, o ancora la perdita del nostro amico a quattro zampe ci aiuterà a comprendere meglio le cause delle nostre emozioni e, lentamente, ad accettarle.

In momenti di confusione, in cui abbiamo sensazioni e stati d’animo che si alternano rapidamente e che spesso sono discordanti, tenerne nota ci aiuterà a ripercorrere i nostri pensieri quando saremo più calmi, fornendoci magari una giusta chiave di lettura per sciogliere i nodi emotivi più difficili.

Come si scrive un diario?

Lo sforzo principale nello scrivere un diario sarà quello di raccontare gli avvenimenti in maniera compiuta, impiegando qualche riga a descrivere il luogo e il tempo in cui si sono svolti i fatti.

Ci si dovrà poi impegnare a scrivere il diario in maniera ordinata e compiuta, facendo quasi in modo che assomigli, possibilmente, a un romanzo o a una serie di racconti.

Per quanto questa possa sembrare una fatica inutile un’impresa proibitiva, il dare forma alla propria storia come un romanziere fa con quella dei suoi personaggi, avrà diversi effetti positivi: innanzitutto si sperimenterà una sensazione di controllo e di ordine che calmerà moltissimo la sensazione di ansia, confusione e panico che si genera in certi momenti di down emotivo; in seconda battuta, raccontare la propria storia senza filtri e senza dover fingere o nascondere nulla delle proprie emozioni può essere estremamente terapeutico e liberatorio.

Dal momento che, scritto in questa maniera, un diario conduce ai più profondi segreti dell’animo del suo autore, sarà bene fare in modo di tenerlo assolutamente segreto per assicurarsi la massima libertà emotiva nel momento in cui si sfogliano e si scrivono le sue pagine.

liberarsi ansia cronica
(Foto: Instagram)

La scrittura dei sentimenti, inoltre, aiuta a gestire il dolore. Molte persone, quando provano sentimenti negativi o autodistruttivi, decidono semplicemente di non pensarci, nella speranza che seppellendo il dolore in fondo alla propria psiche questo, prima o poi, cesserà di esistere.

Si tratta di una pessima strategia: parlare a se stessi del proprio dolore, capirlo, accettarlo, lasciarlo sfogare dandogli la forma ordinata della scrittura è l’unico modo sano per prendersi cura di se stessi e del proprio benessere interiore.

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