Omicidio di Lecce: il killer aveva la mappa delle telecamere

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Un omicidio crudele ed una coppia distrutta da circa 60 coltellate. Nell’omicidio di Lecce perdono la vita Daniele de Santis e di Eleonora Manta. Oggi nuovi sviluppi.

I carabinieri from pixabay

Questo periodo è stato molto intenso per il popolo italiano, ancor di più per gli omicidi che si sono susseguiti.

Dalla morte di Willy di cui è da poche ore giunta notizia che durante il suo assassinio gli è stato spaccato il cuore in due parti, passando per la morte di Maria Paola a causa del suo amore considerato “proibito”, giungiamo a Daniele de Santis ed Eleonora Manta.

Quest’ultimo è un caso di cronaca di cui bisogna scoprire ancora molto, ma più le indagini svelano dettagli più si rivelano retroscena raccapriccianti.

Secondo gli ultimi dettagli mostrati dalle indagini è ormai certo che sia stato un omicidio fin troppo premeditato, con alcuni dettagli che fanno pensare ad una strategia ben precisa ed a qualcosa che invece è andato storto.

Intanto continua la paura da parte dei vicini di casa che vivono nell’ansia che possa accadere di nuovo qualcosa. La scena è stata troppo crudele da vivere.

Omicidio di Lecce: i nuovi dettagli

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Carabinieri from pixabay

Dopo gli aggiornamenti di ieri sull’omicidio di Lecce sono oggi pervenute nuove notizie.

Subito dopo l’omicidio dei due ragazzi, sin dalle prime ore le testimonianze riportavano di un nome urlato molto forte da una delle vittime. Era quello di un certo Andrea.

Ma chi è Andrea? Un nome sentito da un testimone del delitto, un vicino di casa che sentendo le grida di dolore e di paura è uscito dalla porta ed ha sentito l’aggressione finale alla ragazza avvenuta nella tromba delle scale.

Il testimone in questione risulta essere un certo Andrea e quindi l’urlo di Eleonora potrebbe anche essere stato rivolto a lui.

Questa però non è l’unica pista sul nome Andrea, infatti è anche il nome di un ex fidanzato di Eleonora, un 37enne originario di Aradeo, paesino a pochi kilometri da Seclì, dove risiedeva Eleonora.

L’uomo è stato ascoltato dalle forze della Procura di Lecce, la quale ha poi successivamente smentito di averlo posto in stato di fermo.

Un particolare molto inquietante sulla premeditazione dell’omicidio è rivelato da pochissime ore. L’omicida aveva una mappa delle telecamere della zona.

Il killer aveva infatti creato un biglietto sul quale aveva segnato tutte le telecamere della zona. Attraverso l’utilizzo di questa mappatura avrebbe preparato un percorso di fuga grazie al quale non si sarebbe fatto riprendere.

Come abbiamo avuto modo di appurare, la zona che circonda la palazzina di via Montello, residenza dove la coppia di fidanzati è stata massacrata, presenta installate diverse telecamere di sorveglianza funzionanti.

Se le telecamere erano così tante come mai l’assassino viene ripreso solo da un paio di queste per pochi secondi? La pista più probabile era proprio la mappatura di essere e solo un piccolo errore compiuto che lo ha catturato nelle telecamere che magari non era riuscito ad evitare.

A prova di ciò è stato infatti ritrovato un bigliettino, fatto a pezzi dal killer ma ricostruito dagli inquirenti. Le indagini, in una ricostruzione della scena, hanno mostrato che l’omicida aveva mappato tutte le telecamere della zona e si era costruito un percorso di fuga per lui sicuro.

Bisogna inoltre precisare che nonostante le telecamere abbiano catturato la sua figura, egli è comunque di difficile individuazione in quanto molto ben incappucciato. 

I dettagli inquietanti non finiscono qui. Sembra infatti che il killer abbia indossato una tuta da sub per compiere l’omicidio. 

Inizialmente si pensava che l’omicida avesse indossato una tuta da motociclista o qualcosa di fattura simile. Con l’avanzare delle indagini si è però ipotizzato che quella addosso al fuggitivo fosse una muta da sub.

L’abbigliamento da sub rende più anonimo il corpo e nasconde molti dettagli anche sulla conformazione fisica.

Gli inquirenti, seguendo questo filone ed associando la tuta da sub al coltello da sopravvivenza che era stato rivelato essere l’arma del delitto, hanno iniziato ad indagare anche nel campo dei sommozzatori. I due elementi non sono tipici di ognuno. Chi compra queste attrezzature probabilmente dovrebbe avere un brevetto da sub.


Immaginate un uomo vestito da sub, al buio, fuori dalla vostra porta. Sembrava un film dell’orrore. Purtroppo per Daniele ed Eleonora, per la vita di questi due giovani innamorati, non lo è stato.