Alberto Angela spiazza tutti: “Mi hanno rapito, ho temuto di morire”

Alberto Angela ha raccontato di essere stato vittima, insieme alla sua troupe, di un rapimento nel 2002 mentre era intento a lavorare alla realizzazione di un servizio per Ulisse – il piacere della scoperta

Alberto Angela racconta del suo rapimento
Angela (Instagram)

Alberto Angela è uno dei divulgatori scientifici più amati del piccolo schermo. L’unico che è riuscito a far collezionare ottimi ascolti, battendo tutta la concorrenza legata all’intrattenimento, con i suoi programmi di approfondimento.

Nessuno però si sarebbe mai aspettato che i rischi del suo lavoro potessero essere alquanto pericolosi, ma a raccontarci quest’altra faccia della medaglia è stato il diretto interessato attraverso un’intervista su Di Più, dove ha confidato che durante la realizzazione di un servizio per Ulisse – il piacere della scoperta è stato rapito insieme a tutta la sua troupe.

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“Era il 2002, quando mi trovavo con la mia troupe tra il Niger e l’Algeria per la realizzazione di un servizio per Ulisse” ha raccontato il presentatore, che di recente ha lanciato un appello per il coronavirus. “Quando dal nulla è spuntato un veicolo che ci ha bloccato la strada, da lì sono usciti tre uomini armati che ci hanno rapito” ha proseguito. “Hanno picchiato per ore me e i miei collaboratori. Abbiamo temuto di morire” ha concluso.

Alberto Angela è stato rapito mentre realizzava un servizio, ma nonostante ciò non ha mai pensato di abbandonare il suo lavoro.

Alberto Angela dopo il rapimento confessa: “Non ho mai pensato di abbandonare il mio lavoro”

Alberto Angelo vicino la torre di Pisa
Angela (Rai)

Alberto Angela ha confidato che i suoi rapitori erano convinti che lui e la sua troupe, che si trovano in quelle zone soltanto per realizzare un servizio per Ulisse, il programma Rai, fossero delle spie e per questo motivo li hanno bloccati e malmenati.

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“Pensavano fossimo delle spie, che volevamo cogliere delle informazioni” ha spiegato il conduttore, che non molto tempo fa ha litigato con un paparazzo per suo figlio. “Poi ci hanno chiesto se avevamo droga o alcol con noi, poi ci hanno picchiato per ore” ha proseguito. “Il rapimento è durato 15 ore, poi ci hanno improvvisamente liberato. Pensavamo saremmo morti, abbiamo provato a sostenerci a vicenda, a farci coraggio” ha spiegato Alberto Angela sul suo rapimento del 2002.

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Nonostante questo spiacevole episodio, il figlio di Piero Angela non ha mai pensato di abbandonare il suo lavoro, continuando senza sosta con quella che da anni è la sua professione di divulgatore scientifico.

“Ora ho la fortuna di potervi raccontare quello che è successo all’epoca perché sono ancora qui” ha osservato. “Ma nonostante la grande paura che io e i miei collaboratori abbiamo provato, non ho mai pensato di smettere con il mio lavoro”.

 

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Una montagna viva: sembra quasi che voglia essere presente nei racconti dell’uomo fin da quando popola queste aree. #Meraviglie #Rai1 @parcoetna . . . 📷 @barbaraleddaphotographer #Meraviglie #Rai1 #AlbertoAngela #Etna #etnavolcano #etnavulcano #vulcanoetna #vulcanology #discoveritaly #beniculturali30 #italia360gradi #storiadellarte #tesori_italiani #storiaitaliana #artlovers #achaelogoy #history #arteitaliana

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Alberto Angela ha raccontato di essere stato rapito. Nessuno dei suoi fan o quelli di suo padre, che di recente ha bacchettato gli italiani indisciplinati, si aspettava una rivelazione del genere.

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