Nanna senza problemi | Il metodo giapponese per far dormire i bambini

Scopriamo il metodo giapponese che unisce dolcezza e ferme regole per far dormire i bambini e garantire anche a mamme e papà un sonno ristoratore.

metodo nanna
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Notti insonni, lo spauracchio di qualsiasi genitore e il vero e proprio incubo di molti tra loro.

Far dormire il proprio bambino non è sempre tra le missioni più abbordabili da parte di mamma e papà: pianti interminabili, risvegli continui, il letto visto come un vero e proprio miraggio, la nanna si trasforma così in una vera e propria lotta, spesso anche impari.

I bambini tendono infatti a trionfare in questo campo e, per quanto tutti ripetano “abbi pazienza, prima o poi passerà”, per i genitori intravedere la luce in fondo al tunnel è veramente ardua.

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Tra le mamme che hanno affrontato questa grande sfida c’è anche lei, Etsuko Shimizu, fisioterapista e specialista nell’assistenza all’infanzia ma soprattutto mamma di una bambina che non dormiva mai.

Stanca di levatacce, notti insonni e non più disposta ad aspettare quel lontano giorno in cui il sonno sarebbe rientrato nella sua vita, Etsuko Shimizu ha messo a punto un metodo per far dormire i bambini, un mix vincente di dolcezza e regole ferree che sembra garantire risultati rapidissimi.

Scopriamo insieme di che cosa si tratta.

Il metodo giapponese per una nanna senza problemi

sonno bambino
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Sogni d’oro per bambini e mamme, edito da Edizione Piemme, è la versione italiana del volume che in Giappone ha venduto già oltre 300mila copie.

Il problema della nanna è, a quanto pare universale, e la soluzione proposta da Etsuko Shimizu appare tanto pragmatica da esser convincente.

Il presupposto di partenza è facile e deciso: tutti i bambini possono imparare a dormire e la tolleranza quindi non serve, bisogna agire.

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Assodato ciò, il metodo si muove poi su diverse tipologie di approccio partendo da un’analisi puntuale delle cause principali per l’interruzione del sonno nei bambini piccoli, cause che, andando a stringere, si riducono in particolare a due moventi: l’orologio biologico e l’orario della nanna.

Per quanto riguarda la prima causa, la regolazione dell’orologio biologico, il consiglio è assai stringato: andare a letto presto e svegliarsi presto.

Il problema si concentra allora sul momento della nanna, sul mettere in atto i giusti rituali per avviare un sonno veramente ristorato e continuativo.

Gli accorgimenti proposti sono i seguenti:

Il significato del pianto – Non si tratta sempre di una richiesta d’aiuto. Anche a noi adulti può capitare in alcune fasi del sonno di parlare o agitarsi. I bambini invece piangono. Assicuratevi allora che un vostro intervento sia realmente necessario: osservate la situazione, spesso si risolverà da sé.

Anticipare l’ora della nanna  – Spesso si ragiona credendo che più si ritarda l’ora di andare a letto pili bambino sarà stanco e dormirà con facilità. Sbagliato! Così si altera il ciclo del sonno e si rischia anche di renderlo più leggero. I bambini dormono meglio se vanno a letto prima.

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Sincronizzarsi con il ciclo giorno/notte degli adulti – Per il bambino la programmazione dell’orologio biologico rispetto al ciclo giorno/notte inizia attorno ai due\quattro mesi di vita. In questa fase è facile rischiare di invertire i due momenti e per evitare ciò si consiglia di introdurre una maggiore rigidità nei momenti di sonno: limitateli a tre, mattino, pomeriggio e sera.

Cambiare i rituali della buonanotte – Ricordate che i bambini sono abitudinari per definizione. Ecco allora che se camminate per farlo addormentare la sera probabilmente richiederà le stessa passeggiate durante i risvegli notturni. Se allora lo abituate la sera, già da molto piccolo, a rituali più che abbordabili eviterete “dipendenze” un po’ troppo scomode.

Infine vi sono i casi particolari: i bambini che si addormentano attaccati al seno e bambini più grandicelli che si svegliano spesso.

Nel primo caso vi consigliamo di sostituire il seno con qualcosa di morbido come una salvietta o un peluche.

Nel caso di bambini oltre i due anni di età che continuano a svegliarsi ripetutamente nel cuore della notte il “giro della buonanotte” è un buon modo per concludere la giornata. Prima di andare a dormite fate una passeggiata per dire buonanotte ai giocattoli, ai mobili, alle stanze, è un metodo eccellente per favorire il rilassamento del bambino e, di conseguenza, diminuire l’agitazione che nuocerebbe al sonno.

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Piccoli gesti, certo, ma che necessiteranno di tanta buona volontà da parte dei genitori per esser perseguiti.

Il consiglio finale? Tenete duro!

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