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Sonno e bambini: quanto devono dormire ? Le linee guida da seguire

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Quanto devono dormire i bambini? Dal sonno dei neonati sino a quello degli adolescenti: le linee guida da osservare per capire se tuo figlio dorme le giuste ore

Sonno nei bambini (Istock Photos)

Il sonno dei bambini, così come quello dei neonati e degli adolescenti è importante per il loro sviluppo psicofisico. Dormire le giuste ore è, dunque fondamentale per crescere nel modo corretto un bimbo sano e mentalmente tranquillo. Si sa, non tutti i bimbi, specie i neonati, sono uguali e ognuno ha il proprio ritmo sonno-veglia specifico. Ma è anche vero che, se nei primi mesi di vita un neonato deve dormire la maggior parte del giorno e, ovviamente, della notte, è altrettanto vero che spetta ai genitori e alla madre in particolar modo, indirizzare il proprio piccolo a dormire nelle giuste ore e nelle modalità più adeguate. Ricordando sempre che, una mamma tranquilla e paziente, avrà un figlio più tranquillo e tendenzialmente più propenso al sonno. Lo stato d’animo che la mamma ha influisce, quindi, anche sul comportamento del proprio bebè, portando quest’ultimo ad avere anche un sonno disturbato, agitato e discontinuo. Certo, specifichiamo sin da subito che, un neonato nei primi 4 mesi, ha un ciclo del sonno completamente diverso da un bimbo di un anno o un adulto, quindi, stato d’animo della mamma a parte, è normale che il neonato abbia risvegli continui durante la notte, specie se viene allattato al seno. Il neonato che, invece, verrà allattato con latte artificiale, avrà meno risvegli notturni e, conseguentemente, dormirà più ore continuativamente. Questo perché il latte artificiale viene digerito più lentamente rispetto al latte naturale, che al contrario verrà digerito più velocemente e, il bebè si sveglierà così, con maggiore frequenza. Ma a prescindere dal latte materno o artificiale, esistono delle linee guida che dovrebbero essere rispettate da tutti i genitori sin dalla prima settimana di vita del proprio figlio, in modo da regolare il ciclo sonno-veglia del neonato e, di conseguenza, riuscire a dormire meglio (e in tal caso mi riferisco anche ai neogenitori).

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Quanto devono dormire i bambini? Le linee guida del sonno

quanto devono dormire i bambini? (Istock Photos)

Il sonno è molto importante, soprattutto nelle fasi di sviluppo e quindi nei bambini e negli adolescenti. Ecco quindi che dormire meno ore rispetto a quanto necessita il nostro corpo può comportare un reale danno alla salute. Come capire però quante sono le ore di sonno da rispettare quotidianamente? Seguendo le linee guida per i neonati, bambini sino ad arrivare agli adolescenti di 18 anni.

Le linee guida del sonno nei neonati 0-12 mesi

sonno nei neonati (Istock)

Se per i neonati dai 0 ai 4 mesi le ore possono variare, perché le condizioni non sono ancora stabili, per quelli dai 4 mesi fino all’anno di età si parla di un quantitativo che deve andare dalle 12 alle 16 ore. Nel conteggio totale sono compresi anche i pisolini durante il giorno, che in questa fase possono durare ore. Nello specifico, nella prima settimana di vita, un neonato dovrebbe dormire di giorno 8 ore, mentre di notte 8,50 ore. Nel primo mese, quindi intorno le 4 settimane, il neonato dormirà di giorno 6/7 ore, di notte 8/9.

Al terzo mese, il bebè di giorno dormirà 4/5 ore e di notte, dovrebbe dormire 10/11 ore.

A sei mesi, il neonato dormirà di giorno 3 ore al massimo, mentre di notte, dovrebbe dormire 11 ore.

Andando avanti con i mesi e, arrivando al nono mese di vita, le ore di sonno giornaliere diminuiranno, quindi un neonato dormirà di giorno 2,5 ore, mentre di notte 11 ore.

Al suo primo anno di vita, il bimbo dovrebbe dormire sempre 2,5 ore di giorno, mentre di notte aumenterà di un’ora circa, arrivando a dormire 12 ore.

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Le linee guida del sonno nei bambini 2-12 anni

Insonnia nei bambini (Istock Photos)

Salendo in età, per i bimbi dagli 1 ai 2 anni, si scende nel numero di ore di sonno necessarie all’organismo: si passa alle 11-14. Tra i 3 e i 5 anni invece, i bambini hanno bisogno di dormire dalle 10 alle 13 ore, che diventano 9-12 dai 6 anni ai 12. Nello specifico:

A due anni il bimbo dormirà di giorno 1,5 ore e di notte, invece, dormirà 11,5 ore.

A tre anni il bambino tenderà a diminuire ancor di più le ore di sonno di giorno, arrivando a dormire da 0 a 45 minuti, mentre la notte, al contrario, dormirà di più: 12 ore.

Dai 4 anni in poi, sarà difficile che il bimbo dormirà di giorno, mentre di notte dormirà 12,5 ore.

Dai 5 ai 6 anni il sonno notturno passerà gradualmente a 11 ore, per poi arrivare a 10 ore dai 7 anni in poi e scendere sino alle 9 ore dai 10 anni sino ai 12 anni.

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Le linee guida del sonno nell’adolescenza (sino ai 18 anni)

Disturbi del sonno in adolescenza (Istock Photos)

Il sonno è importante in qualunque stadio della vita, che sia il neonato, il bambino o l’adolescente, è fondamentale dormire le giuste ore per notte. Una carenza di sonno comporta, a lungo tempo, degli scompensi a livello fisico-motorio e psicologico. Nell’adolescenza, poi, è determinante il riposo e, in modo particolare, il buon riposo. Il bambino passa, in questa fase, a un maggiore sforzo dovuti agli impegni mnemonici che la scuola richiede, e non solo. Insomma, dormire qui è molto importante per svolgere al meglio tutti gli impegni che, oggi, un adolescente ha. Nello specifico, un adolescente di 12 anni, dovrebbe dormire 9 ore e mezza di notte, per arrivare, all’età matura – 18 anni – a dover dormire 9 ore totali di notte.

Dobbiamo specificare che durante l’adolescenza (fino ai 18 anni) le ore possono anche variare dalle 8 alle 10 ore di sonno durante la notte. Secondo alcune fonti nella difficile fase dell’adolescenza dormire poco potrebbe addirittura far aumentare l’autolesionismo e l’aggressività. Il limite minimo delle 8 ore è un’indicazione non sempre facile da rispettare, perché il ritmo biologico del sonno dei ragazzi è diverso da quello dei bambini e degli adulti. Gli adolescenti avrebbero un ritmo sonno-veglia alterato dai cambiamenti ormonali, ecco che una vita regolare può aiutare a rispettare gli orari corretti.

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I rischi e le conseguenze del dormire poco

Sonno e cause legate ad una carenza di esso nei bambini (Istock)

Il sonno, come ormai sappiamo, è indispensabile in qualsiasi fascia d’età e il non dormire bene o il dormire poco espone il neonato, il bimbo e l’adolescente a dei rischi che possono portare a conseguenze fisiche e comportamentali a rischio. Quindi il sonno, o meglio, la mancanza di esso, può portare all’aumento di manifestazioni come:

  • obesità (perché di giorno tendono a consumare più zuccheri per rimanere svegli),
  • irritabilità,
  • iperattività.

Sotto i livelli minimi è consigliato di non andare. Ci sono parecchi studi che indicano come condizioni di sonno, sia quantitativamente che qualitativamente buone, incidano positivamente sulla salute fisica e mentale, influenzando anche l’apprendimento e il comportamento. Prolungare nel tempo situazioni di carenza di sonno invece può aumentare, a lungo andare, il rischio di patologie come obesità, diabete, depressione. Nei bambini e negli adolescenti, gli ormoni che stimolano la crescita vengono rilasciati durante il sonno. Questi “ormoni del sonno” aiutano a costruire la massa muscolare e riparano cellule e tessuti. Il sonno è fondamentale per lo sviluppo durante la pubertà.

La mancanza di sonno lascia il cervello esausto, quindi non può svolgere bene i suoi compiti. L’effetto più evidente è la sonnolenza. Si potrebbe vedere un bambino o un adolescente  sbadigliare molto e sentirsi pigro. Non dormire abbastanza interferisce , poi, con la capacità di concentrarsi e di imparare cose nuove.

Non dormire ha un impatto negativo, quindi,  sia sulla memoria a breve termine che sulla memoria a lungo termine. Il processo decisionale e offuscato così come la creatività. Anche le emozioni vengono colpite, aumentando la probabilità di avere un temperamento lunatico con molti sbalzi d’umore. La funzione cognitiva complessiva sarà così compromessa.

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Aiutare il neonato a dormire bene: consigli per neo genitori

Il rituale della buonanotte (Istock)

È molto importante aiutare il neonato a comprende fin da subito la differenza tra giorno e notte, per esempio durante le ore di luce:tenere le tende aperte, favorire il gioco, non preoccuparsi troppo per il rumore durante i riposini del bimbo. Mentre, durante la notte: abbassare le luci, parlare poco e a voce bassa, mettere a letto il neonato dopo averlo allattato e cambiato, non cambiare il bimbo se non necessario, non giocare.

Per i primi sei mesi il neonato dovrebbe dormire giorno e notte nella stessa camera della mamma (ma non nello stesso letto, anche e soprattutto per motivi di sicurezza). Come ci rendiamo conto che il neonato è pronto per essere messo a letto? Esistono una serie di segnali che proprio il piccolo ci indica se è l’ora di andare a fare la ninna. Tra questi, dobbiamo notare:

  • lo stropicciarsi gli occhi,
  • sbadigliare,
  • guardare lontano.

Tuttavia è chiaro che non tutti i bambini sono in grado inizialmente di mettersi a dormire da soli e spesso li si abitua ad essere cullati o allattati; il principio di costruire una routine è condivisibile e consigliabile, ma è opportuno che venga pianificata correttamente per favorire l’acquisizione di un corretto ritmo sonno-veglia, oltre a garantire un piccolo arco di tempo esclusivo dedicato solo a lui/lei.

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La routine prima di andare a letto: cosa fare

sonno nei neonati, le linee guida (Istock)

  • bagno caldo
  • cambio del pannolino
  • lavaggio dei denti,
  • messa a letto,
  • lettura di una storia,
  • abbassamento delle luci,
  • bacio e abbraccio della buona notte,
  • ninna-nanna.

Con il passare dei mesi e degli anni sicuramente subentreranno dei cambiamenti, ma l’idea è accompagnarlo a letto riducendo le attività stimolanti ed eccitanti, per farlo invece rilassare con qualcosa di più tranquillo.

Si consiglia infine di far passare sempre un pochino di tempo tra il pasto e il sonno, per evitare di creargli la necessità di essere allattato per addormentarsi. Nei primi mesi di vita è del tutto normale che il neonato vada incontro a frequenti risvegli e il papà può sicuramente essere d’aiuto per dare sollievo alla mamma.

Quando il bambino non vuole andare a letto: come comportarsi?

Bambini che ridono di fronte al rimprovero bambini che non vogliono dormire (Istock)

Ci sono bambini che sono più propensi a dormire di notte, mentre altri meno. Le cause a volte sono da ritrovare semplicemente nel temperamento del bimbo che predilige dormire di più la mattina invece di andare a letto presto alla sera. Ma, queste abitudini sbagliate possono essere corrette se prese in tempo. Come? Seguendo la tabella guida di seguito:

  1. Decidere l’ora di messa a letto.
  2. Quando si avvicina l’orario in cui normalmente il bimbo si addormenta, avviare una routine della durata di circa 20 minuti con cui accompagnarlo nel sonno; nelle settimane successive anticipare la routine di 5-15 minuti a settimana fino a raggiungere l’orario prefissato.
  3. Impostare un limite sul tempo da passare con lui prima di dormire, per esempio il necessario a leggere una storia, dopodiché dare la buonanotte e lasciarlo riposare.
  4. Permettere l’uso del ciuccio o lasciargli tenere il suo peluche o gioco preferito.
  5. Lasciargli un bicchiere d’acqua a portata di mano e una lucina se necessario.
  6. Se il bambino si alza riaccompagnarlo a letto, la coerenza è tutto (potrebbero essere necessarie diverse notti).

Se invece, il problema riguarda il non voler dormire nel suo letto ma, predilige il dormire nel lettone con mamma e papà, anche qui, è fondamentale seguire una linea coerente e avere molta pazienza. Specifichiamo che questa tecnica può aiutare i bambini dai 12 mesi in poi ad abituarsi a dormire da soli ma può essere utilizzata anche se il bambino si sveglia nel cuore della notte.

  1. Impostare una routine che lo tranquillizzi prima di coricarlo.
  2. Mettere a letto il bimbo quando inizia ad avere sonno, dandogli il bacio della buona notte.
  3. Promettergli di tornare dopo pochi istanti per dargli un altro bacio.
  4. Ritornare quasi subito.
  5. Fare qualche passo verso la porta, poi tornare immediatamente per un altro bacio.
  6. Promettergli di tornare dopo pochi istanti per dargli un altro bacio.
  7. Mettere qualcosa in ordine in camera per poi dargli un bacio.
  8. Finché il bambino rimane a letto, continuare a tornare per baciarlo.
  9. Fare qualcosa fuori dalla sua camera e poi tornare per un altro bacio.
  10. Se il bambino esce dal letto promettergli un altro bacio se torna nel letto da solo.
  11. Tornare spesso per dare baci fino a quando non si addormenta.

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Il sonno negli adolescenti: sempre meno e disturbato

insonnia negli adolescenti (Istock)

Mai come in questo periodo storico gli adolescenti sono privi di sonno. Causa gli eccessivi stimoli tecnologici che rendono l’adolescente sempre più patologicamente insonne. I cambiamenti fisici, le pressioni sociali e fattori esterni di vario genere contribuiscono di fatto a un riposo notturno insufficiente e alterazioni del tono dell’umore, che si ripercuotono anche sull’educazione scolastica attraverso un peggioramento di memoria e capacità di concentrazione. Stanno nascendo a questo proposito diversi interrogativi su possibili collegamenti tra carenza di sonno e patologie come l’obesità e le malattie cardiovascolari e la ricerca in questo campo riveste quindi un’importanza sempre maggiore. Per ovviare a questi problemi nel caso degli adolescenti l’approccio necessario è sicuramente diverso, più maturo rispetto a quanto visto per i neonati e i bambini. Si consiglia infatti di seguire alcuni importanti accorgimenti a riguardo:

  • Parlare con il proprio figlio dei problemi legati al riposo notturno, delle difficoltà a prendere sonno la sera o quelle legate al risveglio del mattino.
  • Parlargli apertamente dei benefici e dell’importanza di dedicare il giusto tempo al riposo notturno, sia in termini di benessere, che di attenzione e memoria durante il giorno.
  • Praticare regolare attività fisica migliora la qualità del sonno e lo stato di salute generale. Gli adolescenti dovrebbero praticare almeno un’ora al giorno di attività fisica.
  • Ridurre la quantità di caffeina consumata, si pensi per esempio alle bevande a base di cola e/o agli energy drink.
  • È molto importante andare a letto dopo una giusta cena, né troppo abbondante, né troppo scarsa.
  • Mantenere una buona routine, o almeno una certa coerenza negli orari migliora il riposo notturno.
  • Costruire il giusto ambiente è essenziale per un riposo rigenerante; la camera deve essere buia, fresca, silenziosa e comoda.
  • È opportuno evitare l’esposizione alla luce artificiale di televisori, monitor per PC, tablet e smartphone prima di dormire, in quanto in grado di alterare il ritmo sonno veglia.
  • È importante che il materasso sia comodo.
  • Poiché le abitudini sullo stile di vita acquisite in adolescenza vengono spesso mantenute anche da adulti, è molto importante lavorarci con efficacia per goderne dei benefici negli anni che seguiranno.

In conclusione, il sonno nella vita di un essere umano è fondamentale e come tale deve essere tenuto molto in considerazione, specie se si parla di bambini e adolescenti. Un buon sonno ristoratore aiuta a prevenire molti disturbi psicofisici e a vedere la vita sotto un altro punto di vista, più sereno, tranquillo e distensivo. Perché dormire è una cosa seria!

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