Quarantena | Sbalzi d’umore: perché si verificano e come affrontarli

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Durante questo periodo di isolamento legato alla quarantena e al Coronavirus non è raro cadere in periodici sbalzi d’umore. Scopriamo perché e come affrontarli.

sbalzi di umore in quarantena
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Dall’ottimismo delle canzoni gridate dal balcone, alla più totale negatività nell’ascoltare il quotidiano bollettino della protezione civile.

Questa quarantena è fatta anche di tutto ciò, momenti di euforia e voglia di fare che si alternano ad altri all’insegna del pessimismo e della più profonda apatia. Nella nostra mente e nel nostro cuore c’è un mix di emozioni difficile da districare, un gomitolo di sentimenti contrastanti che sfociano poi, inevitabilmente, in sempre più frequenti sbalzi d’umore.

Non è raro passare dal momento up a quello down che più down non si potrebbe. ma perché accade tutto ciò e, soprattutto, che cosa dovremmo fare per affrontare simili difficili sbalzi d’umore?

Proviamo a capire meglio.

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Sbalzi d’umore in quarantena: che cosa sono e come affrontarli

sbalzi d'umore
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Abbiamo approcciato questo isolamento forzato con tanta carica ed energia ma più il tempo passava più capivamo che la quarantena non sarebbe stata la breve parentesi che speravamo: un lungo periodo in casa ci attende e con questa nuova consapevolezza avanza anche il senso di smarrimento, la paura, l’impotenza e quel famoso “groviglio emotivo”.

Sara Zamperlin, psicologa, spiega a Mashable Italia come l’attuale isolamento forzato tocchi la nostra mente:

“Lo sbalzo di umore è fisiologico, non solo in questi periodi, adesso però possono diventare più frequenti, forti e più repentini. La situazione che viviamo tocca i nostri nervi scoperti, l’umore è una manifestazione di come facciamo i conti a livello emotivo con quello che succede. I cambiamenti rapidi del tono dell’umore derivano dal fatto che non abbiamo l’esperienza, il repertorio di reazioni emotive e comportamentali, i modelli da cui attingere, sono un segnale del ‘non so dove andare a parare'”

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Se comunque, in simili frangenti, il pensiero negativo è quasi giustificabile, meno comprensibile appare quello positivo. Non che l’ottimismo non sia una buona cosa ma le motivazioni profonde possono non essere così ovvie e, a volte, anche non essere così genuine.

Spiega a tal proposito Paola Vittorielli, che lavora nella provincia di Brescia, una delle più colpite dall’emergenza:

“In questo periodo viviamo tante emozioni contrapposte: paura, ansia, insieme a euforia e distacco dalla realtà. Credo che la paura sia sana, perché ci mette in allerta, ci salva. Dall’altra parte, negare la realtà ci porta a momenti euforici e maniacali, a un eccesso di ottimismo, al pensiero ‘non mi accadrà mai, è tutto lontano’. Sono segnali di un atteggiamento infantile. La chiave è rispettare i limiti imposti in questo periodo e così contenere questa paura, rispettare le regole che ci rimandano al fatto che non siamo invincibili e questo potrebbe essere positivo, portare a una generazione meno narcisista”.

Di diverso avviso la Dott.ssa Luisa Dipino, psicologa e psicoterapeuta, che rintraccia altre possibili motivazioni a questi momenti di “eccessiva positività”:

“Questo isolamento è di fatto un tempo sospeso, di ritiro temporaneo dal mondo: per un po’, possiamo alleggerirci dalle richieste dell’Altro, ma anche dal bisogno di conferme dall’Altro. Proprio stasera un mio paziente adolescente mi spiegava di sentirsi molto felice in isolamento: ‘Così so che nessuno mi invita ad uscire non perché sono io che non vado bene, ma perché tanto non esce nessuno’. Ci scrolliamo di dosso certe catene. Tuttavia, credo che chi si ferma qui rischierà di cadere in picchiata quando poi ritorneremo nel mondo, alla normalità. […] C’è però, io credo, un’altra dimensione dell’euforia, che non è di tipo ‘liberatorio’, ma di stampo ‘generativo’ perché legata al darsi una possibilità: in questo periodo sospeso, facciamo esperienza di un rivolgere lo sguardo solo su noi stessi. Viviamo quindi come in una crisalide, possiamo essere tutto. E così anche chi è sempre stato un tipo da divano, ora ha la possibilità di pensarsi in un modo nuovo, persino con gli scarpini da corsa. È questo un tempo incerto, e quindi ricco di potenzialità. Euforia, quindi, va a braccetto col desiderio. Con la possibilità di ripartire. È il ‘time out’ in cui si radunano le forze, ci si leccano le ferite e si studiano nuovi schemi di gioco. Poi si scende in campo, di nuovo, per giocarsela tutta, fino in fondo. E sono convinta che poi la partita la si vinca pure”.

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Che si tratti allora di incoscienza o di desiderio di evasione, resta il fatto che ondeggiare continuamente tra positivo e negativo rischia di essere spossante, nonché di difficile gestione.

Come si dovrebbero affrontare allora gli sbalzi d’umore in quarantena?

Il primo step è senza dubbio evitare di guardare troppo oltre: rivolgersi a un futuro incerto non aiuta e, generalmente, non fa che ingenerare ansia. Non possiamo sapere che cosa ci attende quindi non abbiamo alcuna base per ricamarci su.

E poi?

“Il consiglio per combattere i crolli emotivi è accettare la situazione dell’isolamento, farci i conti – spiega Sara Zamperlin – e lavorare sulla causa dei momenti di down, se derivano, per esempio, dalla preoccupazione per la salute dei propri genitori allora stare in casa può farci sentire più tranquilli”

Mettere a fuoco il problema è dunque ancora una volta la migliore delle strade: occorre trovare la forza di guardarsi dentro, scavare a fondo e capire da dove nascono le emozioni che proviamo.

Anche la dieta può però, a quanto pare, esser d’aiuto. Un’alimentazione corretta, varia e ricca di frutta e verdura, nonché, più in generale, una vita sana, cercando di fare movimento ogni giorno e prendersi del tempo per se stessi, aiuta a ritrovare l’equilibrio interiore.

“Leggere un buon libro, guardare un film divertente, ascoltare buona musica, tenere in ordine e pulita la propria casa, curare una piantina, cucinare – spiega Letizia Attanasio, che si occupa anche di problemi alimentari – ognuno di noi ha la sua personale “cassetta” di risorse che gli permettono di ricaricarsi e avere esperienze di vita piacevoli. Dedica qualche minuto a fare il tuo elenco, chiudi gli occhi e respira”

regola dei 20 secondi
6 droghe della felicità (Istock)

L’equilibrio è, per così dire, dentro di noi. Ciò che facciamo certo può aiutarci a ritrovarlo ma, ancora una volta, sta a noi guardarci nel profondo e comprendere come vivere al meglio sentimenti e piccoli o grandi problemi che, inevitabilmente, possono raggiugnere ciascuno di noi.

Sentirsi sotto-sopra è normale, trovare un modo per affrontare questa normalità è la chiave di volta per viverla al meglio.