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Quarantena | 5 Consigli per resistere allo smart working solitario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:15
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La quarantena ha imposto su larga scala l’adozione dello smartworking, cioè del lavoro d’ufficio svolto da casa. Questo modello di lavoro contemporaneo porta una lunghissima serie di vantaggi, soprattutto quando si parla di contenimento del Coronavirus, ma presenta delle insidie. Chi non è abituato a lavorare da casa e per giunta abita da solo può uscire a pezzi da un mese di smartworking in solitaria, per questo ci sono delle buone abitudini da adottare fin da subito.

Smartworking in quarantena
(Fonte: Pixabay)

Quando le regole quotidiane vengono sospese, quando la giornata non è più scandita da impegni precisi, quando (teoricamente) non esistono più orari, è il momento di darsi regole, mantenere gli impegni e imporsi degli orari.

Perché tutto questo? Per rispettare la regola principale dello smart working in solitaria, che è “non abbrutirsi”.

Ecco quali sono gli aspetti della vita quotidiana in quarantena a cui uno smart worker alle prime armi deve prestare particolarmente attenzione.

Smart working in quarantena: cosa cambia? Tutto

Smart working
(Fonte: Pixabay)

Quando una persona abituata a lavorare alla scrivania del proprio ufficio viene obbligata dalle circostanze a trasferire il proprio lavoro a casa penserà, almeno all’inizio, che il suo lavoro non cambierà affatto: del resto anche a casa potrà organizzare senza troppo sforzo una posizione di lavoro efficiente quanto quella che aveva in ufficio, con un telefono, un computer e una tazza di caffè.

I cambiamenti, se proprio avverranno, saranno certamente in meglio: si dorme di più, non si rimane imbottigliati nel traffico, non si dovrà avere a che fare con superiori o colleghi insopportabili, si potrà rimanere in tuta tutto il giorno. Meraviglioso, no? No.

Riorganizzare il proprio tempo e i propri impegni di lavoro in completa autonomia, soprattutto per chi vive da solo può essere molto difficile. 

Se si fallisce, i rischi sono diversi: innanzitutto l’umore peggiorerà, quindi la produttività calerà drasticamente e, infine, l’energia mentale e fisica saranno al minimo storico.

Vivere la quarantena insieme alla propria famiglia è certamente difficile, ma di certo vivere la quarantena completamente da soli presenta altri tipi di difficoltà che non vanno assolutamente sottovalutati.

Per questo motivo bisogna essere certi di non lasciarsi andare da nessun punto di vista, rimanendo lucidi e organizzati sotto ogni aspetto, soprattutto se, come molti degli smartworker attuali, non si è lavoratori dipendenti ma titolari di Partita IVA.

1 – Alimentazione (sana)

Sembrerà una banalità assoluta ma, quando si lavora in smart working durante la quarantena è importante ricordarsi di mangiare e soprattutto mangiare regolarmente, senza saltare pasti o lasciandosi andare ad abitudini alimentari poco salutari.

Chi ha deciso di osservare un regime alimentare controllato, per non ritrovarsi alla fine della quarantena con troppi chili in più più, potrebbe incorrere nell’errore opposto ed eliminare cibi necessari al buon funzionamento del cervello.

Gli alimenti zuccherini sono fondamentali per mantenere vivo e attivo il nostro cervello. Per questo motivo, dal momento che il cervello è lo strumento principale del lavoro di uno smartworker, è assolutamente necessario non eliminare del tutto gli zuccheri. Caffè, biscotti, miele o marmellata a colazione sono assolutamente necessari.

Il batch cooking è un vero e proprio salvavita in questi casi: aiuterà a mangiare cibi salutari, non saltare i pasti e risparmiare tempo per la preparazione.

2 – Organizzazione (del tempo)

(Thinkstock)

Il rischio principale che si corre quando si ha la possibilità di lavorare da casa e di non fare altro che lavorare. 

In genere, infatti, sussiste una separazione spaziale tra il luogo del lavoro e il luogo del relax: il primo è l’ufficio, il secondo è la casa. La transizione da un luogo all’altro (il famigerato tragitto casa – lavoro) induce un meccanismo mentale tale per cui il cervello “si spegne” arrivando a casa, e riesce a dedicarsi ad altre attività che sono comunque necessarie alla vita di un individuo.

Come si può intuire facilmente, dal momento che praticando smartworking in quarantena il tragitto casa – lavoro non esiste, si finisce per non riuscire più ad applicare la “transizione” tra la vita lavorativa e la vita personale.

Per scampare all’enorme pericolo di non staccare mai dal lavoro, lavorando dal mattino fino a notte fonda, è necessario darsi degli orari. Se prima si lavorava per un certo numero di ore, in un certo periodo del giorno, sarà meglio mantenere gli stessi orari e mettere in atto delle pratiche simboliche per “rappresentare” la transizione tra il momento lavorativo della giornata e il momento in cui ci si dedica alla propria vita personale.

Chiudere il computer, bere un caffè accanto alla finestra, dedicare una mezz’ora o un’ora ai social network, potrebbero essere attività simboliche “di transizione” molto efficaci.

3 – Condivisione / Separazione (il dilemma)

(Foto: Pixabay)

Se si vive da soli, i contatti sociali avvengono esclusivamente fuori di casa. Se non si può più uscire, inevitabilmente, si perderà gran parte della propria vita sociale e si finirà per cercare la condivisione attraverso altri mezzi, come chat, videochiamate, telefonate, social network eccetera.

Si tratta di un meccanismo inevitabile che un enorme numero di persone metterà in pratica allo stesso momento per le stesse necessità.

Per questo motivo è assolutamente necessario controllarlo. Essere continuamente interrotti da messaggi e chiamate “perché tanto non sei in ufficio” renderà stressante e improduttiva una giornata di lavoro in smart working, e la quarantena non aiuterà ad alleviare lo stress con una passeggiata.

A fronte della condivisione (necessaria per mantenere la socialità di cui la quarantena ci ha privato) è fondamentale anche attivare strategie di separazione o di isolamento. Ricordate ai vostri amici che state lavorando, che il lavoro in smart working è comunque lavoro e che, per questo motivo, non va interrotto di continuo.

Se i vostri contatti dovessero rivelarsi duri di comprendonio, non aprire i social o silenziare le notifiche può essere non solo intelligente, ma anche strettamente necessario. Le persone intelligenti capiranno, delle altre si riuscirà a fare a meno.

4 – Coltivazione (di sé)

meditare
Istock

Molte persone concentrano le proprie attività ricreative e i propri hobby fuori di casa. Con palestre e scuole di ballo chiuse, con i parchi pubblici e le spiagge interdette è praticamente impossibile coltivare quelle attività fisiche che riempivano le ore della nostra vita non dedicate al lavoro.

In quarantena è importante dedicarsi ad attività sostitutive che si possono praticare in casa, come l’arte, il decoupage, la lettura.

L’importante è non lasciarsi sopraffare dalla noia quando non si lavora. Se la noia (sensazione perfettamente lecita e innocua per un periodo di tempo limitato) diventa uno stato mentale prolungato può portare rapidamente alla depressione, una condizione assolutamente da evitare in quarantena.

Per evitare la noia, e la tentazione di lasciarsi completamente andare dal punto di vista fisico al grido di “tanto non devo mica uscire”, è fondamentale imporsi una routine. 

Può sembrare scontato ma non lo è affatto: lavarsi tutti i giorni è importante, così come è importante mantenere un ambiente pulito e ordinato intorno a noi.

La riorganizzazione della casa e la sua trasformazione in un nido confortevole può essere un’attività fondamentale per trovare la serenità d’animo che ci darà la forza di continuare a essere produttivi anche in quarantena attraverso lo smart working.

5 – Comunicazione (corretta)

La comunicazione durante la quarantena è più difficile del solito, anche se non è affatto impossibile. Lo smart working si basa sulla possibilità di comunicare informazioni e dati a grande distanza e con la massima efficacia, mentre i social network e le varie app per la comunicazione via chat ci permettono di rimanere in collegamento costante con le persone care.

Tutto questo però ci potrebbe portare a una sovraesposizione alla comunicazione. Quando si affronta la quarantena da soli, dovendo anche continuare a lavorare, è fondamentale concentrarsi soltanto sulla comunicazione di qualità che non provoca stress.

Assolutamente da evitare la tentazione di partecipare a discussioni sui social, che tendono rapidamente a degenerare in esempi di comunicazione tossica e aggressiva. Sì invece alle video chiamate di gruppo con gli amici di sempre, agli aperitivi virtuali, alle videochat con la mamma o con il papà rimasti a casa e che si preferisce non raggiungere per questioni di sicurezza.

relax in quarantena
(Fonte: Pixabay)

Conclusioni

L’obiettivo di fondo, per chi lavora in smart working durante la quarantena è trovare il giusto equilibrio per ascoltare le proprie necessità fisiche ed emotive riuscendo ad armonizzarle con le nuove necessità lavorative e sociali.

Rimanere centrati e sereni è una delle armi più importanti per superare la quarantena.

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