Serie tv | Sex Education 2, la nuova stagione arriva su Netflix il 17 gennaio

Sex Education, la serie tv che affronta problemi e tabù degli adolescenti contemporanei, sta per tornare con un nuovo capitolo. Su Netflix dal 17 gennaio. 

Una scena della prima stagione di "Sex Education"
Una scena della prima stagione di “Sex Education” (Instagram)

Sex Education sta per tornare, la seconda stagione della serie americana ideata e creata per gli adolescenti – in grado di far riflettere anche gli adulti – arriva su Netflix il 17 gennaio con un nuovo capitolo. Fare i conti con la propria sessualità, in adolescenza, è solo il primo di tanti step da superare nel quale più di qualcuno rimane spaesato: le crisi ormonali, i primi dubbi sull’adeguatezza della propria fisicità, i primi conflitti interiori per capire l’essenza del proprio essere.

Tutto questo che, apparentemente, potrebbe destare angoscia e tristezza viene riproposto in chiave ironico satirica per scuotere le coscienze e abbattere determinati tabù. Se un paio di mesi fa, non appena sono trapelate le prime indiscrezioni dal set durante le riprese, i fan hanno reagito con giubilo e curiosità, ora non stanno più nella pelle e iniziano a contare i giorni (soltanto nove, oramai) che mancano al 17 del mese corrente. Colpa, o merito, del finale aperto lasciato nella vicenda della prima stagione che servirà, appunto, da apripista in questo secondo capitolo della saga.

Sex Education, l’accettazione di sé stessi attraverso le proprie passioni più intime

"Sex Education", una foto dal set della seconda stagione
“Sex Education”, una foto dal set della seconda stagione (Instagram)

Infatti, Sex Education non è da considerarsi come American Pie, restando in tema di contenuti che affrontano temi privati e intimi con goliardia e sfrontatezza. Differentemente dai film diretti da Chris e Paul Weitz, in questo contesto c’è l’esigenza di porsi anche domande esistenziali: andare oltre lo steccato del pregiudizio attraverso un’analisi mirata atta a smontare gli stereotipi che non si celano soltanto sotto le coperte durante i rapporti intimi.

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Sex Education, per l’appunto, è un’educazione alla convivenza civile e allo sviluppo di un’etica sociale attraverso le proprie passioni e pulsioni più intime: una salsa cocktail fra 50 Sfumature di Grigio e Dawson’s Creek con meno paranoie e più propositi di confronto: il liceo Moordale, un istituto di provincia inglese, dove sono ambientate le vicende dei ragazzi, non è altro che l’anticamera della società tutta. Ricca e variegata, permeata di complessità, dubbi, gioie, dolori, tensioni e motivi per sorridere.

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Alla base di tutto c’è lo scambio di effusioni, seguito da reiterati rapporti intimi: parecchie, infatti, sono le curiosità in tal senso grazie allo sviluppo e approfondimento del personaggio di Otis Milburn (Asa Butterfield). Il giovane terapista che dai bagni del liceo spiega i ‘segreti’ dell’accoppiamento a coetanei dubbiosi e smarriti. In realtà il primo a sentirsi un pesce fuor d’acqua è lui a causa dell’ingombrante figura materna che, pur facendo la terapista di coppia per mestiere, ha sempre avuto una parabola sentimentale sconclusionata e nevrotica cercando di colmare le proprie lacune con l’analisi e lo studio. Riverserà, anche quest’anno, le proprie ansie e tensioni sul giovane che cercherà di esorcizzare questo bagaglio di frustrazioni anche con l’aiuto dei suoi compari Maeve Wiley ed Eric Effong (rispettivamente Emma Mackey e Ncuti Gatwa). Ci sarà modo di affrontare tematiche come il razzismo, l’integrazione sociale e l’inclusione, passando attraverso l’omosessualità e i differenti tipi di gender fluid a cui dobbiamo abituarci alle soglie del primo ventennio del Duemila. L’attesa è finita, la campanella al liceo Moordale sta per suonare di nuovo.

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