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Il Dono e il Regalo: come capire la differenza se ne riceviamo uno

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Il Dono e il Regalo: qual è la differenza e come capire se ne riceviamo uno? La psicologia del regalo e le varie caratteristiche personali di chi dona e di chi riceve

Il dono e il Regalo quale differenza c’è (Istock)

Ricevere un regalo fa sempre piacere, specie ora che si avvicina il Natale, il regalo è onnipresente in ogni casa. Ma qual è la differenza tra ricevere un regalo o ricevere un dono? Sembrano, a primo acchito, la stessa cosa ma, non è così. Tra i due – regalo e dono – esiste una grande differenza e questa risiede nella persona che fa il regalo o il dono, cioè le sue caratteristiche personali. Ebbene sì, perché alla base del piacere di ricevere un regalo vi è un sintomo più o meno egoistico da parte della persona che, invece, fa il regalo. In base al tipo di regalo (o dono) che riceviamo si nasconde sempre, al suo interno, il tipo di personalità, di chi ha fatto il regalo. Donare non è un gesto banale, può racchiudere in sé molti significati, ci parla della relazione che abbiamo con l’altro ma anche di ciò che è importante per noi. Si può regalare un qualsiasi oggetto materiale ma si può donare anche ciò che il denaro non può comprare. Ci sentiamo in obbligo di fare regali perché sentiamo di dover ricambiare una gentilezza, una cortesia. Possiamo invece donare il nostro tempo, la nostra attenzione, la nostra energia o i nostri sentimenti. Doniamo la vita per vivere la magia di una nascita e anche per lasciare al mondo qualcosa di noi.In entrambi i casi, regalo o dono, il gesto è un segno di affetto, riconoscenza, gratitudine ma donando manifestiamo anche la nostra personalità, sveliamo parte di noi stessi, comunichiamo qualcosa, mostriamo il nostro amore, apriamo il nostro cuore.

Ma cos’è il regalo e cos’è il dono? Sappiamo la differenza? Se la vostra risposta è no, allora non vi resta che continuare ad approfondire la questione, dissolvendo ogni dubbio.

Cos’è il Dono e cos’è il Regalo: Le differenze

Dono o regalo Le differenze (Istock)

Quando doniamo agli altri, anche noi guadagniamo qualcosa, quel qualcosa che non è visibile ad occhio nudo ma che comunque riempie il cuore. Vedere la felicità negli occhi di chi riceve il nostro dono è ciò che ci rende felici. Dobbiamo sottolineare, però, una differenza importante tra regalo e dono.

  • Il regalo appartiene alla sfera delle convenzioni personali o sociali ed è spesso un dare calcolato. La parola regalare deriva da “regalia”, che indica i “diritti del Re”: le prerogative della sovranità che nel Medioevo erano riservate solamente al re, all’imperatore o al sovrano in generale. La parola regalo è associata ad un significato molto sociale dello scambio dove c’è qualcuno che fa’ qualche cosa in cambio di qualcos’altro o per mettersi in mostra. Ad ognuno di noi sarà capitato di osservare che alcuni regali sono fatti con un preciso significato, in una attesa di scambio. I regali si fanno spesso (non sempre) per assolvere a obblighi, normalmente a buoni obblighi, verso famigliari, amici, colleghi, fornitori, clienti, responsabile ufficio acquisti. Se si va a casa di qualcuno, soprattutto nei giorni di festa, e non si porta un regalo, non si adempie a una sorta di obbligo, si infrange una buona convenzione sociale.
  • Il dono: L’origine della parola dono deriva proprio dal verbo dare, ed indica “ciò che si da senza attesa di ricompensa”. Il dono implica la gratuità del dare, il piacere di dimostrare, con il dono, l’affetto ed il significato che quella persona o quella relazione hanno per noi. Donare, esattamente come educare, ha a che fare perciò con la reciprocità. Si dona per tanti motivi ma soprattutto per fare un tuffo negli occhi di chi riceve, occhi che si colorano di gioia, luminosi, sorpresi e immensamente riconoscenti. E’ questa la reciprocità del donare. Il dono è un atto dove il bene principale non è l’oggetto donato ma la relazione tra chi dona e chi riceve. Il dono non è previsto, a volte atteso, sempre eccedente, non legato al merito, sorprendente. È costoso, e le sue principali ‘monete’ sono l’attenzione, la cura, soprattutto il tempo.Il donatore dona per generosità, è una persona profondamente sensibile e raffinata e lo fa perché si sente un privilegiato. Sa di avere fortune che altri non hanno, sa che donando si avvicina a chi ne ha bisogno, sa che non avrà nulla indietro se non la magia del momento in cui, donando, avverte la sensazione di donare un po’ di se stesso.

Donare implica appunto dimostrare affetto, calore. Il dono si basa su una condivisione profonda ed è il simbolo di ciò che ci lega all’altro. Quando doniamo, ciò che ci preme è che la persona che riceve il dono oltre a gradirlo si ricordi che è nostro. Donare è un gesto gratuito che non si fa per ricevere qualcosa in cambio (a differenza del regalo) e che deve considerare le due persone protagoniste del dono: chi dona e chi riceve. Donare è un’azione sociale e in quanto tale è rivestita di aspetti psicologici ed è governata dalle regole sociali che qualificano le relazioni. Il dono è un messaggio personale con cui manifestiamo aspetti di personalità. La sua natura sociale ci permette di individuare dei rituali sia in chi fa il regalo, sia in chi lo riceve.

Fare un regalo è facile, se ne possono fare decine in un paio di frenetici pomeriggi di shopping. Fare un dono è difficile, per questo se ne fanno e ricevono pochi. Per il dono c’è bisogno di un investimento di tempo, di entrare in profonda sintonia con l’altro, di creatività, fatica, e rischiare anche l’ingratitudine. Quando il dono si esprime anche con un oggetto donato, quel dono incorporerà per sempre quell’atto d’amore, quel bene relazionale da cui è nato e che a sua volta fa rinascere.

Il regalo è un’azione ricca di significati. Non tutti fanno i regali, non tutti donano allo stesso modo e soprattutto i doni sono differenti anche a seconda di chi deve ricevere un presente. La psicologia si è interessata del regalo proprio in virtù degli aspetti psicologici che ci sono dietro: predisposizione personale, processo decisionale e dinamiche sociali.

Dimmi cosa regali e ti dirò chi sei: la psicologia del regalo

regalo e dono le differenze (Istock Photos)

Che correlazione c’è tra regalo e colui che fa il regalo? La correlazione non è conscia ma solitamente ogni regalo che si fa viene scelto sempre in base al tipo di persona che siamo, insomma alla nostra personalità. Quindi, quando riceverete un regalo, la prossima volta, fate attenzione a cosa ricevete, perché potrete capire molto della persona che vi ha fatto quel regalo. La psicologia del regalo è giunta alla conclusione che è possibile conoscere le caratteristiche di una persona attraverso le informazioni che si nascondono dietro al modo in cui fa i regali.

Ciò che regalate e il modo in cui lo presentate è strettamente collegato alla vostra personalità. Nonostante ciò, bisogna anche prendere in considerazione la persona a cui è destinato il regalo, poiché non è lo stesso fare un dono per obbligo, che farlo perché ci va davvero per qualcuno che apprezziamo. Acquistate i regali con molto anticipo o li lasciate per l’ultimo minuto? State attenti anche a come li incartate o non vi sembra importante? Cercate di fare regali unici o preferite cose più semplici? Insomma, in base al tipo di regalo che fate (o ricevete) si nasconde dietro la persona in tutto il suo “splendore”. Esiste sicuramente una predisposizione personale al regalo che non deve essere confusa con l’altruismo. Gli altruisti sono coloro che compiono azioni che implicano un costo personale a favore dell’altro, mentre il generoso compra e dona, senza che ci sia necessariamente un sacrificio. Lo stesso modo di fare regali è una sorta di messaggio con cui si esprimono caratteristiche di personalità.

Il narcisistico: regalo esclusivo e poco comune

regalo e dono differenze (Istock)

Le persone che hanno una personalità narcisista di solito fanno regali esclusivi o poco comuni. In questo modo, riescono a sentirsi unici e speciali e vogliono far sentire allo stesso modo la persona che riceve il dono. I narcisistici vogliono sottolineare che il loro regalo è speciale ed indimenticabile. Non faranno mai un dono semplice e ci rifletteranno bene in modo da lasciare un’impronta positiva nella persona che apprezzano. Per questo motivo, non pensano che un regalo poco costoso soddisferà mai nessuno. Se vi ritrovate in questo gruppo di persone non vuol dire che siete persone molto narcisiste,  semplicemente avete una personalità dai tratti simili a queste.

Il negligente regala ciò che piace a lui

regalo e dono differenze (Istock)

Le persone negligenti scelgono il regalo in base a ciò che più piace loro. Questi tipi di persone hanno poca empatia con l’altro, sono quelle che acquistano la prima cosa che trovano, non si fermano a pensare alla personalità dell’altro per regalargli qualcosa che vada bene per lui. Tendono a lasciare tutto per l’ultimo momento e poi, con la fretta, lo incartano senza curarsi dei dettagli. Non gli importa se la carta da regalo è bella o no, tanto poi viene buttata.

La persona semplice regala con il cuore

regalo e dono differenze (Istock Photos)

Per queste persone ciò che conta davvero non è il regalo di per sé ma “il pensiero” che vogliono trasmettere con il regalo che fanno. Le persone semplici tendono a non dare importanza al prezzo di ciò che regalano mentre il loro obiettivo è quello di mostrare il semplice e puro affetto alla persona che riceverà il regalo e per questo fanno una dedica personalizzata o regalano persino qualcosa che hanno fatto con le loro mani.

Il perfezionista: il regalo previdente

regalo e dono le differenze (Istock Photos)

La persona che presenta tratti perfezionistici tenderà a pianificare tutto con largo anticipo. Esso è colui che acquista il regalo in anticipo, che pensa a tutto nei minimi dettagli, carta, fiocco ecc. Tenderà a regalare qualcosa di previdente, poiché così sarà sicuro che il regalo donato sarà ben apprezzato. Non è la persona che vi regalerà qualcosa di inaspettato. Tutto deve essere perfetto e un’imperfezione nell’incarto può essere un motivo valido per ricominciare tutto da capo. Ci tengono a fare agli altri regali ben presentati, perfetti e con una carta da regalo bella e ben sistemata.

La persona avventurosa: il regalo fuori dagli schemi

regalo e dono le differenze (Istock Photos)

Agli antipodi del perfezionista risiede la persona avventurosa, attiva. Questo genere di persona sarà colui che non ama particolarmente la quotidianità ed è per tale motivo che non farà mai (o quasi) come regalo un oggetto. La persona avventurosa tenderà a regalare qualcosa che va fuori dagli schemi classici del regalo, qualcosa di inaspettato come un viaggio, un’esperienza sensoriale, un’avventura fuori dal comune. Cercano un regalo innovativo che sorprenda l’altra persona, come una sessione personalizzata dal parrucchiere o dall’estetista, una giornata alla spa o alle terme, una cena al ristorante, ecc.

Chi dona e chi riceve: due facce della stessa medaglia?

regalo e dono le differenze (Istock Photos)

Dobbiamo ricordare che chi dona e chi riceve siamo sempre noi. Una volta siamo i donatori, altre siamo coloro che ricevono il dono. Alla luce di questo, come ci comportiamo da riceventi? E come da donatori? Una differenza sostanziale oppure la stessa faccia della medaglia? Anzitutto dobbiamo fare una distinzione tra chi dona e chi riceve:

  • Chi dona infatti, può volere come “ricompensa”, la soddisfazione dell’altra persona e quindi cerca non solo un pensiero che rifletta i gusti di chi lo riceve ma che rechi anche l’impronta di chi dona, perché quel dono sia riconoscibile in mezzo agli altri. In questo senso il dono porta con sé l’impronta personale di chi dona e allo stesso tempo il riconoscimento del ricevente (desideri, gusti ecc.) e del legame tra chi dona e chi riceve. Spesso i doni più apprezzati sono quelli che fanno riferimento alla relazione o al vissuto di condivisione tra uno o più persone.
  • Chi riceve ha delle aspettative, può nel dono riconoscere lo stile dell’altro e di contro, considerando la gratuità del dono può essere difficile criticare quanto ricevuto, per la filosofia che “è il pensiero che conta”. Inoltre alcune persone possono sentirsi in debito se ricevono un dono e nella condizione di dover ricambiare a tutti i costi, anche se questo non è previsto dall’atto di donare (perché è un gesto gratuito).

La psicologia sociale si è interessata alle regole sociali, spesso non dette e apprese fin dalla tenera età, circa il donare e il saper ricevere regali. Donare è un’azione sociale ed in quanto tale è investita di aspetti psicologici ed è governata dalle regole sociali che qualificano le relazioni. Nell’offrire un dono, soprattutto quando lo si deve dare ad una persona cara, si condensano un insieme di attese e di aspettative cariche emotivamente.

Nell’offrire un regalo, soprattutto quando lo si deve dare ad una persona cara, si condensano un insieme di attese e di aspettative emotivamente cariche. Innanzitutto si tratta di un gesto gratuito che non si fa per ricevere qualcosa in cambio e che quindi anche a livello simbolico deve condensare le due persone protagoniste del dono: chi dona e chi riceve.

Mentre, il ricevente può sperare in un dono anche molto diverso o perché il regalo non lo rispecchia o perché la relazione viene vissuta in modo differente. Si pensi alla delusione che si può provare se qualcuno a cui tiene regala qualcosa di assolutamente impersonale. Ovviamente la gratuità del dono implica che non ci si può permettere di criticare il regalo: è il pensiero che conta. Un secondo elemento da considerare è che il non poter ricambiare questo gesto, da alcune persone può essere vissuto negativamente.

Regalare è un atto volto a riconoscere un merito o a compensare un debito. A volte solleva da un’incombenza, altre volte colma vuoti affettivi di una quotidianità distratta. Donare, invece, è dare in modo incondizionato, un omaggio ai sentimenti, è dire “ti amo perché sei tu”, non perché è Natale o perché festeggi il tuo compleanno. Il regalo è quantitativo, il dono é qualitativo. Un dono è un simbolo che trasmette amore, stima e amicizia. E’ come dire “sei importante per me”.  (Enrico Maria Secci)

Se ci soffermiamo un momento sul significato etimologico dei termini “dono” “regalo” ne ricaviamo informazioni molto interessanti. Se il donare rimanda ad una matrice più altruistica del dare incondizionatamente senza chiedere nulla in cambio; il regalare allude più specificatamente ad uno scambio di onorificenze che sancisce un reciproco riconoscimento fra i diversi  attori sociali. Fare regali, quindi, sarebbe tutt’altro che un’offerta disinteressata, ma un atto che va a soddisfare i desideri di due persone; essendo da un lato un sostituto simbolico di sé stessi e dall’altro un modo per riconoscere e onorare l’altro: un vero e proprio rituale, quello dello scambio di regali, volto a celebrare i rapporti che ci uniscono agli altri. Se vuoi scoprire di più sulla psicologia e le relazioni umane CLICCA QUI!

Quando il regalo diventa un rito “obbligato”

regalo e dono le differenze (Istock Photos)

Lo scambio di regali è una usanza che appartiene da lungo tempo alla nostra società, ma il nostro vivere sociale spesso ha trasformato un elemento di coesione tra individui in un semplice esercizio di consumo. Il significato che è alla base del donare è un dare senza ricevere nulla in cambio.  Tuttavia il nostro ambiente sociale mette in risalto spesso solo l’aspetto consumistico del regalo, l’acquisto.
Nella vita quotidiana il dono è quasi sempre associato ad una occasione, un evento particolare. Il regalo così diventa come un rito obbligato, un qualcosa da ripetere più per dovere che per iniziativa personale. Ecco che accade di ridursi “all’ultimo momento” e di non sapere cosa regalare, perché il tutto non nasce da un sentimento individuale. Più che il desiderio di donare qualcosa a qualcuno permane semmai il sentimento verso il rito, verso la tradizione.
Nei fatti spesso purtroppo accade che il dono natalizio non nasca dall’esigenza di esprimere una forma di affetto destinata all’altro, a chi ci circonda, ma da un sentimento che ha origine nella festa stessa, che è di tutti coloro che condividono il nostro ambiente culturale.
Ma il senso del dono va al di là dell’occasione, è prima di tutto un elemento di relazione fra individui, un modo per sentirsi più uniti, un modo per suggellare il proprio affetto o dimostrare la propria stima verso l’altro. E’ un mezzo di comunicazione , e può essere usato laddove con altri mezzi si è poco capaci o preparati: è un gesto che può sostituire le parole e può davvero aiutare a colmare alcune incomunicabilità, purché venga fatto nel modo giusto.
E’ questo un aspetto fondamentale del donare: il dono deve avere cura del destinatario. Presupposto fondamentale per questo è che, in principio, venga focalizzata l’attenzione sulle persone (e non sull’oggetto da acquistare). Innanzitutto bisogna sapere cosa è gradito al destinatario, e quindi richiamare alla memoria la nostra conoscenza di quella persona, come la valutiamo, cosa abbiamo in comune e cosa non condividiamo, cosa egli vorrebbe. Ma dobbiamo anche riflettere su di noi, e in particolare su cosa vogliamo comunicare con quel dono: si tratta di stima? Amicizia? Amore? Interesse?
Quindi donare è anche un modo per conoscersi e per riconoscersi, è un momento di introspezione e allo stesso tempo di indagine verso qualcun altro. Donare e regalare non sono, dunque due facce della stessa medaglia ma, quando riceveremo o regaleremo il prossimo dono, staremo un po’ più attenti a ciò che stiamo facendo, semplicemente mettendoci il cuore

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