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Autostima, come incrementarla allenando la nostra mente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:26
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Il Decoded Neurofeedback è una tecnica che consente di allenare la zona del nostro cervello deputata allo sviluppo dell’autostima così da alimentarla sempre più.

autostima, come conquistarla

Si dice che esistano segni inequivocabili della poca autostima che caratterizza al giorno d’oggi numerose persone, veri e propri marchi distintivi che, ahimé, notiamo diffondersi sempre più tra coloro che ci circondano e, forse, anche su noi stessi.

A chi infatti non è mai capitato di dubitare della propria capacità di giudizio o della personale autorevolezza nel prendere una decisione? Tutte abbiamo avuto i nostri momenti di scarsa autostima, naturalmente chi più e chi meno, e nella nostra mente è balenato il desiderio di migliorare, di non sentirci più inadeguate, di allenarci per essere più sicure di noi stesse.

Già, allenarci, perché, in fin dei conti, essere una versione migliorata di noi stesse è pur sempre frutto di uno sforzo, un allenamento appunto. E se su ciò aveste ancora qualche dubbio ecco che uno studio condotto presso l’Istituto internazionale di ricerca in telecomunicazioni di Kyoto assieme al dipartimento di psicologia della UCLA chiarirà definitivamente ogni perplessità: per alimentare la propria autostima occorre proprio una forma di allenamento.

Autostima, possiamo allenarla con il Decoded Neurofeedback

Il primo passo di questo interessante studio ha consentito di individuare la zona del cervello deputata a regolare il livello di autostima di una persona.

Fatto ciò la domanda è apparsa quasi spontanea: è possibile potenziare quest’area della nostra mente? Così come si può implementare la la memoria o migliorare le capacità cognitive di un individuo, perché non dovrebbe esser possibile sviluppare l’autostima?

Con tale obbiettivo dunque i ricercatori hanno selezionato diciassette persone su cui condurre un esperimento per valutare la possibilità di “allenare” quella specifica area del cervello.

A quanto pare, già durante l’esperimento, molti candidati hanno asserito di sentirsi, man mano, sempre più sicuri, come se il solo fatto di accennare l’allenamento già influisse positivamente sulla loro autostima.

Ma in che cosa consiste questo “training”? Agli ignari partecipanti è stato chiesto di compiere una semplice azione per valutare il loro livello di autostima percepito. La prima constatazione che è stato possibile compiere ha evidenziato come più elevata era la ricompensa proposta, più i soggetti manifestavano sicurezza nelle loro risposte. Si è allora tentato di invertire la tendenza: se l’elevata ricompensa fosse stata legata a una bassa sicurezza nelle risposte? Il meccanismo ha funzionato allo stesso modo: i volontari hanno iniziato a sottostimare la propria capacità di dare la giusta risposta.

“In questo studio la sicurezza di sé è stata misurata quantitativamente, in maniera psicofisica, assicurandosi che non fosse un effetto dovuto a un cambio d’umore o a un semplice calcolo. – spiega il dottor Hakwan Lau – I cambiamenti di percezione della sicurezza sono avvenuti anche se la performance dei partecipanti è sempre stata la stessa.”

L’impegno dunque paga sempre, anche quando si tratta di allenare la propria mente o, meglio, la propria autostima. Migliorare si può!

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