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Clamidia che cosa è, quali sono i sintomi e come curarla

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La clamidia è una malattia che si trasmette sessualmente, colpisce non solo le donne, spesso è sottovalutata perchè è asintomatica

Clamidia Fonte: Istock-Photos

 

La clamidia è una delle malattie infettive, molto diffusa nelle donne soprattutto nelle adolescenti. Generalmente si trasmette attraverso rapporti sessuali, è un’infezione che spesso si presenta senza particolari sintomi, infatti il più delle volte vengono confusi per disturbi di altro genere.

L’origine dell’infezione è batterica,  colpisce le donne che sono sessualmente attive, ma può essere contratta anche dagli uomini. Secondo una ricerca effettuata dall’ Istituto Superiore di Sanità, il 30% delle donne a cui non viene curata, l’infezione può sviluppare la malattia infiammatoria pelvica che è causa di infertilità.

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Clamidia: i sintomi

odori vaginali

L’infezione da clamidia viene definita “silenziosa” perché, nella maggior parte dei casi, si presenta senza sintomi o con dei sintomi che vengono confusi con altre patologie. E’ una malattie silente, i sintomi compaiono dopo due settimane in seguito ad un rapporto sessuale non protetto.

In questo lasso di tempo la clamidia è contagiosa, quindi si può trasmettere l’infezione ad altri senza esserne consapevoli. I sintomi della clamidia sono simili a quelli della cistite o ad altre infezioni delle vie urinarie o infezioni vaginali. I sintomi più comuni sono:

  • prurito intimo;
  • bruciore intimo;
  • perdite vaginali di colore bianco-giallastro;
  • sensazione di irritazione;
  • bruciore durante i rapporti;
  • dolore durante la minzione;
  • arrossamenti;
  • dolore al basso ventre;
  • nausea;
  • febbre;
  • perdite di sangue.

La clamidia se non viene curata bene può causare infertilità nella donna. Se non ci si sottopone a delle cure specifiche, l’infezione si propaga alla cervice e all’utero, risale fino alle tube di Falloppio e alle ovaie. Questo può causare infiammazioni localizzate che causano la malattia infiammatoria pelvica, che si manifesta con febbre alta, dolori addominali e pelvici cronici.

Diagnosi

Le donne che sospettano di aver contratto la clamidia, devono recarsi dal ginecologo, per avere conferma. Il medico effettuerà un tampone cervicale o vaginale, oppure un tampone uretrale o anale in entrambi i sessi. Esistono anche delle tecniche più moderne come le reazioni di immunofluorescenza e saggi immunoenzimatici, anche questi esami si effettuano prelevando i campioni di urina o tamponi cervicali, uretrali, vaginali, rettali e orali.

Dopo aver diagnosticato l’infezione da clamidia, si procede con una cura antibiotica, si effettua un antibiogramma in modo da identificare il farmaco più efficace. La terapia farmacologica prescritta dal medico dev’essere seguita in modo corretto e scrupoloso, questo perchè si evitano ricadute e limita la comparsa di pericolose resistenze agli antibiotici.

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Informazioni importanti

La cura va estesa anche al proprio partner, anche se non ha alcun sintomo, è importante la prevenzione in questi casi in modo da evitare il cosiddetto effetto ping-pong. In caso contrario, l’infezione passa reciprocamente dalla donna all’uomo,  diffondendo la clamidia ad altri soggetti, soprattutto se non si ha un partner stabile.

Durante la cura farmacologica il paziente deve assolutamente astenersi dai rapporti sessuali fino alla completa guarigione. Il tempo sarà stabilito dal medico, perchè dopo la cura farà ripetere gli esami nuovamente per avere conferma che l’infezione da clamidia non è più presente.

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Come prevenirla

La clamidia, come già ribadito è difficile da riconoscere, quindi è consigliabile effettuare un controllo ginecologico almeno una volta all’anno, soprattutto per le donne sessualmente attive. Per ridurre il rischio di contrarre la clamidia, è consigliabile:

  • limitare il numero di partners
  • utilizzare le dovute protezioni

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