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Capelli: tinte chimiche verso tinte vegetali, i pro e i contro della bellezza

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Capelli: tinte chimiche verso tinte vegetali, i pro e i contro della bellezza dei capelli. Le differenze, l’impatto sull’ambiente e sulla salute della donna

Tinta chimica e tinta vegetale, le differenze (Istock Photos)

L’estate sta volgendo al termine. Ormai, la naturalezza dei capelli esposti al sole, selvaggi, sciolti e mossi dalla salsedine sembra arrivata al termine. Il rientro dalle vacanze porta con se cambiamenti anche per i capelli, anzi, soprattutto per loro. Il mare, gli agenti atmosferici hanno influito notevolmente sulla chioma rendendola sì, più naturale, ma anche sottoposta a stress. Cosa fare dunque? Sicuramente un trattamento ricostituente e, un nuovo look autunnale. Fresco, naturale e nuovo. Ecco che, dopo le ferie, i saloni degli hairstylist si riempiono di donne intende a rifarsi il look. Il sole, come si sa, schiarisce molto i capelli, togliendo quella luce corposa e avvolgente dai capelli. Quindi, una nuova nuance ridarà nuova linfa vitale ai capelli spenti e arsi dai raggi del sole. Ma quale scegliere? Tinta chimica o tinta vegetale naturale? Per entrambe le soluzioni esistono i pro e i contro. La longevità di una tinta chimica sarà più duratura rispetto ad una tinta vegetale ma quest’ultima sarà decisamente meno aggressiva sul cuoio capelluto e avrà minore impatto ambientale.

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Tingersi i capelli è una scelta strettamente personale, influenzata da molteplici fattori di natura sociale o psicologica e può rappresentare un compromesso, ma deve essere fatta  in maniera assolutamente consapevole perché, ogni volta che scegliamo di cambiare il colore dei capelli, la nostra testa si trasforma in un piccolo laboratorio chimico ed è  necessario, quindi, conoscere quali sostanze manipoliamo, come agiscono sulla struttura del capello e quali effetti possono avere sul nostro organismo e sull’ambiente. Allora, prima di dirigervi verso il vostro parrucchiere di fiducia, scoprite le differenze, i pro e i contro delle tinte naturali e le tinte chimiche e fate la vostra scelta.

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Le tinture per capelli chimiche permanenti: composizione e inquinamento

colore capelli Tinta chimica (Istock Photos)

Le tinte chimiche hanno un impatto ambientale completamente diverso dalle tinte vegetali. Le tinture vegetali, essendo completamente naturali, non inquinano e non recano danni all’ecosistema marino, mentre le tinte chimiche contengono metalli e altre sostanze di sintesi (ammoniaca, parabeni, siliconi, formaldeide) che, non essendo biodegradabili, inquinano il mare e danneggiano la fauna marina. Le tinture per i capelli, a prescindere che siano semipermanenti o permanenti prevedono, in primis, tutte l’utilizzo di una sostanza alcalina, in genere ammoniaca o etanolammina, in grado di sollevare le squame del capello, per permettere al colore di penetrare e fissarsi. Un danno profondo, quindi, che denatura la cheratina dei capelli, rendendo nel tempo i capelli secchi e sfibrati. Inoltre ammoniaca e etanolammina, presentano tossicità acuta, sia per l’ambiente sia per l’uomo e andrebbero manipolate con le giuste precauzioni.

La colorazione permanente o chimica – quella che comunemente troviamo in commercio –  prevede invece l’utilizzo di molecole di piccole dimensioni, inizialmente incolore, che si attivano grazie all’azione dell’acqua ossigenata (questa reazione avviene proprio sulla nostra testa!) e che sono in grado di fissarsi sul fusto del capello. Questa colorazione provoca un cambiamento chimico e fisico della struttura del capello, danneggiandolo irrimediabilmente. I precursori utilizzati in questi prodotti, come la p-fenilendiamina, la p-toluendiamina, resorcinolo, m-amminofenolo  sono stati considerati “non sicuri”, ma vengono ampiamente utilizzati nella maggior parte dei prodotti e richiedono ulteriori approfondimenti sotto il profilo tossicologico.

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In tutti i casi i coloranti sintetici impiegati, sia di tipo diretto sia i precursori e i loro prodotti di reazione, hanno un pessimo impatto ambientale, possono causare gravi reazioni allergiche e per molti è stata riconosciuta anche teratogenicità e cancerogenità, mentre per altri il mondo scientifico continua a discutere. Il rischio naturalmente si estende non solo all’utilizzatore finale ma, anche e soprattutto, ai parrucchieri che, quotidianamente, vengono in contatto con coloranti e solventi pericolosi, presenti nelle tinture, e per i quali le aziende produttrici dovrebbero fornire vere e proprie schede di sicurezza per preservare la salute dell’operatore. Inoltre queste sostanze sono veicolate in un mezzo che spesso prevede l’utilizzo dei soliti ingredienti petrolchimici, siliconi e conservanti problematici, inquinanti per pelle e ambiente.

Tinture chimiche per capelli: gli effetti nocivi sull’organismo

capelli bianchi tinte chimiche, gli effetti nocivi (Istock)

Le tinte chimiche o permanenti sui capelli hanno un grande impatto, non solo sull’ambiente e sull’inquinamento di esso, ma soprattutto sul nostro organismo. Alcuni tra gli effetti nocivi sulla nostra salute sono:

  • bruciori, irritazioni,
  • dermatiti da contatto,
  • eruzioni cutanee,
  • reazioni allergiche,
  • difficoltà respiratorie o shock anafilattico,

E questi sono solo alcuni effetti e dei rischi cui ci espone l’uso sistematico e continuativo delle tinte convenzionali. Studi scientifici hanno dimostrato infatti che sussiste una correlazione tra tinture chimiche e tumori, in particolare leucemia, linfoma non-Hodgkin e carcinoma alla vescica. Alcune ricerche condotte da diverse università americane hanno provato la maggiore incidenza percentuale di tumori nelle persone che avevano fatto largo uso di tinte chimiche.

Sotto accusa sono le cosiddette ammine aromatiche, sostanze tossiche contenute in passato in molte tinte commerciali. Esse penetrano nell’organismo attraverso il contatto con le dita e il cuoio capelluto, inducendo il fegato a produrre sostanze cancerogene per metabolizzarle. È necessario precisare che, proprio a causa della loro tossicità, le ammine aromatiche sono state ufficialmente bandite dall’Unione europea all’inizio degli anni ’90. Tuttavia, esiste la possibilità che alcune tinte sintetiche le contengano ancora, aggirando il divieto imposto dall’Ue. Una conferma indiretta è stata fornita da una ricerca condotta dall’Università svedese di Lund, da cui risultava la presenza di un’ammina chiamata toluidina nel sangue di alcuni parrucchieri del campione di studio.I  numerosi composti sintetici contenuti al loro interno sono suscettibili di innescare reazioni chimiche impreviste e imprevedibili, sprigionando eventualmente anche sostanze tossiche per l’organismo.

Negli ultimi anni si è parlato di un aumento del rischio di tumori in correlazione all’uso delle tinture permanenti. I ricercatori hanno studiato un possibile meccanismo d’azione dei composti contenuti nelle tinture permanenti. In realtà, ciò che hanno osservato è una mera evidenza: ci sarebbe una possibile associazione tra l’uso di tinture permanenti in maniera prolungata del tempo (numero di anni) e in base alla frequenza d’uro (quante volte si applica la tintura nell’arco di un anno).

La ricerca ha osservato che chi fa un uso frequente e prolungato della tintura per capelli, potrebbe essere più esposto ad alcuni tumori come quello a carico della vescica, le leucemie e il linfoma non Hodgkin.

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Gli effetti dannosi delle tinte chimiche sui capelli

Tinte chimiche gli effetti sui capelli Photo by iStock

Anche sui capelli l’uso continuativo delle tinture chimiche comportano effetti nocivi sulla chioma. Le tinte commerciali, soprattutto nel lungo periodo, tendono a sfibrare, inaridire e indebolire il capello, sottraendogli corpo e appiattendone il colore.

La tintura permanente è dannosa per il fusto del capello, cioè per la parte più interna del capello. Le tinture permanenti sono usate per coprire i capelli bianchi o per modificare, in modo radicale, il colore naturale dei capelli.

Mediante un processo di ossidazione, riescono a tingere il capello in modo duraturo: il colore non verrà mai rimosso dallo shampoo e l’utente dovrà provvedere solo alla cosiddetta “ricrescita“. Non esistono tinture permanenti che non fanno male perché tutte contengono parafenilendiamina o suoi derivati, una sostanza che può causare dermatiti, ipersensibilizzare la cute del capello e innescare allergie.

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La tinta per capelli vegetale: una scelta naturale

tinte vegetali (Istock)

Le tinte naturali vegetali si ottengono dalla polverizzazione di foglie o radici di piante contenenti un pigmento colorante. Impiegate spesso nella tintura dei tessili, sono in grado di riflessare o tingere anche i nostri capelli. Costituiscono un’alternativa completamente naturale alle tinte chimiche, rispetto alle quali hanno il notevole vantaggio di rendere i capelli più forti, lucidi e voluminosi, senza controindicazioni per la salute o l’ambiente. Una delle tendenze dominanti del mondo della bellezza per i prossimi anni è proprio quella “green”. Siamo sempre più attenti non solo agli ingredienti che troviamo nei prodotti, ma anche al loro impatto sull’ambiente, a come vengono coltivati e utilizzati gli estratti vegetali. E rispetto ad altri territori della cosmesi, quello della colorazione e delle tinte per capelli è ancora un passo indietro in ambito “verde”. Le tinture vegetali, però, hanno sì molti vantaggi a livello ambientale e sul nostro organismo ma, intorno a questo “circolo green” non tutto risulta completamente chiaro. Specie per ciò che riguarda la composizione di tali tinture naturali. Le stesse sostanze o simili presenti nelle tinte chimiche, possono essere presenti anche nelle così dette “tinture naturali”, vendute spesso in sostituzione di quelle “chimiche”, perché considerate più delicate e applicabili anche in gravidanza o in allattamento che, dietro il paravento degli estratti vegetali e dei vari “senza”, nascondono invece gli stessi rischi di quelle tradizionali. Pertanto, attenzione agli ecofurbi!

Se volete colorare i capelli in maniera davvero naturale, dovete affidarvi a “tinture vegetali” prodotti, cioè, contenenti esclusivamente hennè o miscele di erbe tintorie, come indingo, cassia, noce, curcuma e badare che non presentino, invece, intensificatori del colore, come il picrammato di sodio ed altri coloranti sintetici (anche le tinture vegetali, soprattutto l’hennè, possono causare reazioni allergiche, fate sempre una piccola prova, la prima volta che le utilizzate testando il prodotto sull’avambraccio o dietro l’orecchio). Nel tempo donerete splendidi riflessi ai vostri capelli mantenendoli sani e forti. Naturalmente, la colorazione non sarà in grado di coprire il 100 per 100 dei capelli bianchi.

Tinte vegetali per capelli: i contro

tinta vegetale, i contro (Istock Photos)

Queste tinte vegetali sono ottime, come abbiamo già accennato, sia sull’inquinamento, riducendone drasticamente il suo impatto ambientale, sia sulla salute del nostro organismo. Ma, a differenza delle tinte chimiche, queste risultano, per la longevità della loro tenuta, meno durature. Una tinta vegetale, non coprirà mai del tutto i capelli bianchi e, non avrà la stessa durata di una colorazione permanente. La tinta vegetale, essendo costituita da erbe naturali, ovviamente, tenderà a scomparire facilmente, anche dopo un solo lavaggio. In più, l’applicazione della stessa tinta non determina lo stesso risultato su tutte le persone, come avviene nel caso delle tinte chimiche, in quanto il rispettivo modus operandi è differente. Le tinte sintetiche sollevano la cuticola per fissare il colore, penetrando non solo all’interno del capello, ma addirittura nel bulbo pilifero.

I benefici delle tinte vegetali: i pro

tinta vegetale e tinta chimica (Istock)

Le erbe tintorie, e quindi le tinte vegetali, colorano secondo il principio del “tono su tono”, andando in qualche modo ad aggiungersi alla colorazione di partenza. Pertanto non alterano la struttura del capello, ma creano una sorta di rivestimento sul fusto, determinando il caratteristico effetto volumizzante e “sommandosi” al colore di partenza. Questo è il motivo per cui il risultato finale dipenderà in gran parte dal colore di base di ognuno di noi, per cui ad esempio lo stesso impacco tintorio avrà effetti completamente diversi a seconda che venga applicato sui capelli chiari o molto scuri. Le tinte naturali esercitano una straordinaria azione benefica sulla nostra capigliatura, in termini di volume, luminosità e morbidezza. Il colore conferito inoltre risulta più pieno, multi sfaccettato e ricco di sfumature.

In più, le tinte vegetali sono più adatte alle gravidanze perché non penetrano nel capello, i limiti ancora insuperati delle colorazioni vegetali sono i toni molto scuri, la decolorazione e tutti i tipi di schiaritura, come shatush e balayage, che vanno ancora eseguiti con metodi tradizionali e sono sempre più richiesti in salone. L’approccio alle tinte vegetali non è facile né immediato. In genere sono necessarie diverse applicazioni prima di ottenere risultati visibili. É importante conoscere le caratteristiche delle singole erbe, avere pazienza e perseveranza, senza pretendere risultati immediati. E soprattutto è fondamentale la voglia di sperimentare. Le tinte vegetali sono di gran lunga preferibili alle tinte chimiche, poiché rappresentano la via naturale al benessere dei nostri capelli, senza rischi per la nostra salute e in armonia con l’ambiente che ci circonda. Esercitano eccezionali proprietà benefiche sulla nostra chioma, rendendola lucida, voluminosa, serica e splendente. Conferiscono corpo e profondità a colorazioni ormai spente e sbiadite, illuminando e ravvivando le nostre nuances naturali. Valorizzano la nostra individualità, perché ci consentono di sfoggiare colorazioni uniche, completamente naturali e all’insegna dell’originalità e dell’antiserialità.

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Colorazione temporanea e semi-permanente: le differenze

colorazione permanente e semipermanente (Istock )

La colorazione temporanea, meglio conosciuta come shampoo riflessante, risulta meno aggressiva della tintura permanente o chimica, in quanto non richiede la presenza di sostanze alcaline, poiché i composti impiegati si depositano direttamente sulla cuticola senza penetrarvi; tende quindi a modificare temporaneamente e superficialmente la tonalità naturale, conferendo riflessi di tonalità diverse dal proprio colore. Vengono impiegati coloranti diretti di natura organica, cioè,  che non necessitano di una reazione chimica per la colorazione e sono identificati in etichetta in base al Colour Index.

La tintura temporanea hanno breve durata, possono essere rimosse con un solo shampoo e sono poco dannose. Le tinture temporanee si sfruttano per dare ai capelli tonalità più scura o più chiara, non riescono a cambiare completamente un colore. Chi ha pochi capelli bianchi, per esempio, può attutire il problema sfruttando queste tinte temporanee. Queste tinture sono realizzate con coloranti simili a quelli sfruttati dall’industria tessile, danneggiano poco il capello perché hanno un tempo di permanenza breve e solo raramente causano allergie.

La tintura semipermanente prevede l’utilizzo di coloranti diretti ma, in questo caso, si tratta di molecole di media dimensione che penetrano nella corteccia del capello, grazie al sollevamento della cuticola. L’affinità dei coloranti per i capelli è bassa e la colorazione resiste per circa 4-5 lavaggi.

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Queste tinture, nel mondo delle acconciature sono usate per modificare, leggermente, il colore naturale dei capelli. Servono per modificare il colore dei capelli di una o due tonalità. Anche in questo caso possono essere utili nelle persone con pochi capelli bianchi da coprire (meno del 30%).

Le tinture semi-permanenti possono essere poco dannose e ciò dipende dall’origine. In commercio si trovano tinture per capelli a base di composti chimici o tinte di origine vegetale. Anche l’henné è un colorante semi-permanente. Infatti, l’henné, è un estratto vegetale ottenuto dalle foglie della pianta Lawsonia inermis. La tintura naturale a base di henné è ritenuta una tinta semi-permanente in grado di offrire riflessi rosso mogano ai capelli e di coprire i capelli bianchi.

Che tu possa optare per una tinta chimica, commerciale, o una tinta vegetale, l’importante in questo caso, è avere sempre cura della propria capigliatura. Rispettando l’ambiente, il tuo benessere e, ovviamente, il tuo desiderio di sentirti bella fuori e dentro.

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