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Svezzamento del neonato: tutto quello che devi sapere

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svezzamento neonato
Svezzamento neonato: come iniziarlo (Istock Photos)

Svezzamento del neonato: tutto quello che devi sapere prima di iniziare. Qual’è il momento ideale, come organizzarsi e con quali alimenti è meglio iniziare

Lo svezzamento è un momento delicato nella vita di un neonato, ed è utile avere delle indicazioni pratiche su come iniziarlo nel miglior modo possibile. A volte i pediatra sono un po’ sbrigativi al riguardo e comunque ci forniscono sempre e solo il loro punto di vista. Per una neo mamma, specie se è al suo primo figlio, il momento di iniziare dello svezzamento è piuttosto critico poiché dopo alcuni mesi di duro lavoro si è giunti probabilmente a fatica ad un nuovo equilibrio di ritmi, orari e abitudini e con lo svezzamento è necessario un nuovo adattamento. È quindi normale che ci si possa sentire più sicure ad affidarsi a uno schema di svezzamento fino a quando non si è acquisita sicurezza nella gestione dei pasti e non si nota che anche il bambino è tranquillo e accetta volentieri la pappa. Non per tutte le neo mamme è facile iniziare lo svezzamento. Ci sono neonati che accettano di buon grado l’introduzione di alimenti solidi come pappe e frutta mentre, per altri, diventa più problematico accettare il “cambiamento” ma, con un po’ di pazienza anche quest’ultimi prima o poi, arriverà il momento di apprezzare il buon cibo. A volte, però per mancanza di attenzione alle regole base o, più semplicemente perché si ignorano le condizioni psico-fisiche del proprio bimbo, si può cadere nell’errore di iniziare lo svezzamento con largo anticipo, quando il neonato ancora non è pronto. Questo è, probabilmente uno dei motivi del poco adattamento del bimbo al nuovo regime alimentare impostogli. Ma vediamo di fare chiarezza e partiamo, proprio dall’età del neonato. Quando è più consono iniziare lo svezzamento e come farlo.

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Quando è meglio iniziare lo svezzamento

svezzamento
Svezzamento: quando iniziare? (Istock Photos)

Dovremmo parlare non di svezzamento (che indica più propriamente l’abbandono definitivo del latte materno e/o artificiale), ma di passaggio da una alimentazione esclusivamente a base di latte a una fatta di latte e altri alimenti. Questa integrazione è necessaria perché il latte, a partire dai 6-8 mesi, incomincia a perdere gradualmente la sua completezza per alcune vitamine e sali minerali. Con l’introduzione, altrettanto graduale, di altri alimenti, definiti per questo “complementari”, è possibile supplire a queste progressive carenze e garantire al bambino una nutrizione adeguata e quindi un accrescimento regolare.

Le più importanti organizzazioni sanitarie mondiali, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Fondo per l’Infanzia dell’ONU (UNICEF), considerano il latte umano l’alimento ideale per i bambini fino a 6 mesi di vita, pertanto non è opportuno iniziare lo svezzamento prima della fine del 6° mese. Inoltre il bambino prima di questa età non è fisiologicamente portato ad assumere cibi solidi. A sei mesi il bambino è in grado di deglutire i pasti semiliquidi, apre la bocca al cucchiaio o gira il viso per rifiutarlo, afferra gli oggetti con le mani per portarli alla bocca e riesce a stare seduto sul seggiolone. Dunque partendo proprio dal sesto mese, vediamo le tappe dello sviluppo alimentare del bambino sino ai 3 anni.

  • Da 6 a 12 mesi – È il momento dello svezzamento: un periodo delicato da affrontare gradualmente. Nella maggior parte dei casi i pediatri raccomandano di seguire precise tabelle per l’introduzione dei diversi alimenti; alcuni genitori invece scelgono di seguire modelli alternativi di autosvezzamento o alimentazione complementare a richiesta. Che si segua l’una o l’altra via o un misto di entrambe, il consiglio è sempre quello di proporre cibi sani, naturali e vari. A 6 mesi il neonato inizia la fase di apprendimento della masticazione-deglutizione (coordinamento cervello, mano, lingua, bocca, masticazione, deglutizione) e inizia a partecipare più attivamente alla sua alimentazione e a riconoscere gusti e consistenze. Tra 7 e 10 mesi si passa da alimenti cremosi e semi liquidi a consistenze maggiori, in modo da favorire la masticazione naturale dei cibi. Tra 10 e 15 mesi, il bambino impara a impugnare il cucchiaio e (dopo lunga sperimentazione) impara a raccogliere il cibo e a portarlo alla bocca.
  • Dopo 1 anno – la dieta è ora decisamente più variegata e il bambino può mangiare praticamente di tutto, compreso il latte vaccino. Continuano a valere poche e semplici regole tra cui quella di proporre sempre alimenti diversi, salutari, con poco sale e condimenti grassi e possibilmente senza zuccheri aggiunti.
  • A 2 anni: il bambino ha imparato a mangiare e bere dal bicchiere da solo; di norma se chiede aiuto è perché pigro o per richiedere attenzione.
  • A 3 anni: il bambino è solitamente in grado di tenere correttamente la forchetta e il cucchiaio da solo stando a tavola. A questo punto è possibile introdurre anche il coltello con punta arrotondata e di plastica dura.

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Come iniziare lo svezzamento: le regole da seguire

regole per un buon svezzamento (Istock Photos)

E’ indispensabile che l‘introduzione degli alimenti nella dieta avvenga con gradualità, la norma più comune da osservare consiste nel cominciare ad introdurre singolarmente i vari alimenti, sostituendo la poppata delle 12:00 con una pappa con brodo vegetale. Si inizia con piccole dosi, sia per saggiare la tolleranza, sia per abituare il piccolo ai nuovi gusti.  È importante inizialmente non fissare schemi troppo rigidi, per numero, quantità e orario della somministrazione dei pasti, purché vengano soddisfatti i vari bisogni energetici e nutritivi. Di seguito alcune regole d’oro per iniziare lo svezzamento:

  1. Frutta: il primo passo è l’introduzione della frutta per fare abituare il bambino al cucchiaino e ai primi sapori diversi dal latte. L’omogeneizzato di mela o pera può essere somministrato a metà mattina o pomeriggio o anche dopo un pasto di latte se il bambino lo accetta.
  2. Pranzo: dopo un paio di settimane dall’inizio dello svezzamento, si inizia a proporre la pappa all’ora di pranzo inizialmente composta solo da brodo vegetale filtrato e crema di riso o mais e tapioca, per far prendere al bambino confidenza con i nuovi sapori.
  3. Carne: qualche giorno dopo si aggiunge la carne incominciando da agnello, coniglio, tacchino, manzo, vitello e ultimo il pollo. Si può iniziare lo svezzamento della carne con un cucchiaino ed aumentare fino alla quantità totale di mezza bustina di liofilizzato (5 gr.) oppure di mezzo vasetto di omogeneizzato (40 gr.), non di più per non eccedere con le proteine.
  4. Verdura: si aggiungono poi gradualmente 2–3 cucchiai di verdure lessate e finemente passate (possibilmente non frullate).
  5. Cena: un mese circa dopo l’inizio dello svezzamento, se la pappa a pranzo è stata accettata senza difficoltà, si può iniziar a dare la pappa anche la sera. La modalità di preparazione è identica a quella della prima pappa, ma al posto della carne si inserisce il formaggio cominciando dal parmigiano reggiano o grana ben stagionato (un cucchiaio da tavola/10 gr. circa), poi altri formaggi freschi senza conservanti tipo crescenza, caprino poi ricotta (25 gr. circa).

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Quando inizierete lo svezzamento badate bene a rispettare alcune di queste semplici regole come: L’introduzione degli alimenti nuovi deve essere fatto gradualmente, dunque introduceteli uno per volta volta in modo che se insorgono intolleranze si sa a cosa attribuirle. La carne va utilizzata in sostituzione del formaggio e non insieme, e sempre senza esagerare nelle quantità. Non aggiungere zucchero, sale, alimenti contenenti coloranti ed additivi almeno fino ad 1 anno di età.

Quando si inizia lo svezzamento vengono spesso preferiti i liofilizzati perché sono più facilmente digeribili, non aumentano di molto il volume del pasto, permettono una più agevole utilizzo del prodotto a dosi frazionate e si conservano più facilmente una volta aperta la confezione. E’ probabile che con l’inizio dello svezzamento vostro figlio possa soffrire di stipsi. In tal caso utilizzate la crema di mais-tapioca e aumentate la quantità di zucchina; mentre, al contrario, se dovesse sopraggiungere la diarrea, utilizzate la crema di riso e aumentate la quantità di patata e carota. Alimenti, quest’ultimi che tendono a fermare la diarrea. Con l’inizio dello svezzamento introduci anche l’acqua naturale. Il bambino si regolerà da solo sulla quantità, ma bisogna offrirgliela più volte nel corso della giornata. Non dare nessun altro tipo di bevanda. In ultimo, se il bambino assume latte artificiale sostituire progressivamente il latte adattato con il tipo adattato di “proseguimento” (200-250 ml per 2 pasti). Non vanno aggiunti al latte né biscottini né altro. Il latte fresco vaccino non deve essere somministrato prima dei 12 mesi di vita.

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Come si prepara il primo “brodo vegetale”: la ricetta e i consigli di somministrazione

Come si prepara il brodo vegetale ( Istock)

Mettere nella pentola a bollire: acqua (1 litro), verdure (una patata, una carota, qualche foglia di bieta, una zucchina). Far bollire fino a quando il volume del liquido sarà diventato la metà, togliere le verdure ed utilizzare il solo brodo (circa 200 ml) per preparare la pappa. Non aggiungere sale.
• Crema di riso o farina di mais e tapioca, vanno aggiunte fino a far acquisire la giusta densità al pasto (in genere 8-10g ogni 100 ml di liquido). Non necessitano di cottura. A questa età devono essere escluse tutte le farine che contengono glutine, come le farine multi cereali ed il semolino di grano.
• Liofilizzato di carne di coniglio o agnello, sono le carni con minore potere allergizzante e vengono inserite per prime. Il bambino non è ancora abituato a sapori diversi dal latte, potrà quindi essere opportuno iniziare aggiungendone solo ½ vasetto (5 g) per poi, dopo qualche giorno, passare ad un intero vasetto da 10g.
• Olio extra vergine d’oliva, 1 cucchiaino (5 ml)
• Parmigiano reggiano, un cucchiaino

Una volta che hai capito la quantità di brodo necessaria per raggiungere la consistenza desiderata, metti sempre prima il brodo nel piatto e poi versa dentro la farina e la carne mischiando con una forchetta (anziché con il cucchiaio). Questo renderà la pappa più omogenea e meno grumosa.  

Conserva il brodo in contenitori monodose che siano però abbastanza capienti da potervi poi mischiare dentro la farina e la carne e usali per somministrare direttamente il pasto. Se hai un microonde scegli dei contenitori nei quali potrete anche riscaldare il brodo, così avrai meno cose da lavare dopo il pasto.

Cosa fare se il neonato rifiuta la pappa?

bimbo che mangia
Cosa fare se il bimbo rifiuta la pappa (Istock Photos)

Quando si inizia lo svezzamento potrà non essere facile far accettare la pappa al neonato, oppure il bambino molto probabilmente non riuscirà a finire tutto il pasto. Non fatevi prendere dall’ansia e, cosa importantissima, non proponete subito l’alternativa del seno o biberon. Quindi, cosa fare? Semplicemente anticipare il pasto successivo. E’ importante riuscire a stabilire se la difficoltà è dettata dal sapore, nel qual caso si potrà ridurre o evitare di aggiungere il liofilizzato di carne per qualche giorno, per poi aumentarlo gradualmente fino ad arrivare alla quantità prescritta. Altra difficoltà è il diverso modo di alimentarsi poiché con l’allattamento al seno o con il biberon il flusso del cibo è continuo e regolare e gli intervalli sono gestiti dal bambino e non da chi propone il pasto. A volte è preferibile utilizzare un cucchiaio da minestra piuttosto che il cucchiaino, avvicinandolo alle labbra del bambino, che potrà gradualmente riconoscere il passaggio dalla suzione al cucchiaio. Va evitata l’aggiunta di zucchero o frutta alla pappa, nel tentativo di rendere più gradevole il pasto. Tale abitudine, insieme a quella di somministrare bevande zuccherate, può provocare diarrea e, a lungo andare, carie dentale. La “parola d’ordine” per la riuscita dello svezzamento è “la pazienza“: bisogna sempre cercare di assecondare i tempi di ogni bambino, che anche fra fratelli possono essere assolutamente e fisiologicamente diversi. Mantieni un atteggiamento positivo e sereno verso lo svezzamento, cercando di non trasmettere a tuo figlio la tua eventuale ansia. Evita distrazioni per il bambino quali la televisione o altre persone che gli parlano.

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Non aspettare che il bambino inizi a dimostrare di avere fame ma gioca di anticipo evitando che diventi irritabile. Scegli il cucchiaino giusto per lo svezzamento e dai tempo al bambino di abituarvisi attraverso la somministrazione prima della frutta. I cucchiaini in silicone per esempio sono molto morbidi e quindi più facili da accettare ma hanno lo svantaggio di rovinarsi con il tempo perché assorbono il colore e il sapore della pappa. La consistenza della pappa è importantissima per far accettare lo svezzamento al bimbo. Ogni bambino ha preferenze diverse, c’è chi la vuole più liquida come passaggio dal latte, chi la gradisce più densa magari perché gli è piaciuta l’esperienza con la frutta. Fai varie prove e cerca di capire qual è la consistenza che accetta meglio. Se ti sembra che tuo figlio sia abbastanza flessibile allora regolati su una consistenza più densa che renderà più semplice la somministrazione e ti aiuterà a sporcare meno. Perché lo svezzamento sia più piacevole la pappa deve essere somministrata alla temperatura giusta. La farina tende a far raffreddare velocemente il brodo che quindi va ben riscaldato prima di mischiarlo gli altri ingredienti. Se il bambino è lento a mangiare esistono piattini con un serbatoio sottostante dove inserire acqua calda per mantenere la temperatura della pappa nel piattino. Non avere paura di provare cose nuove e aggiungere varietà: durante lo svezzamento abitua il bambino a mangiare di tutto e aggiungi sapore usando spezie e condimenti (prezzemolo, rosmarino, aglio, etc.).

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Intolleranze alimentari e allergie: prevenzione e sintomi

Svezzamento e allergie (Istock Photos)

Al giorno d’oggi sentiamo sempre più spesso di neonati e bimbi piccoli con intolleranze alimentari o allergie. Questo, purtroppo è spesso dovuto ad un errato svezzamento. Si introducono alimenti in modo del tutto sbagliato. Ma non solo, le allergie alimentari possono essere anche ereditarie. Il bambino potrebbe ereditare la tendenza ad avere allergie ma non l’allergia a uno specifico alimento. Se uno dei genitori ha qualche tipo di allergia, i figli hanno il 50% di probabilità di averla, se entrambi la hanno la probabilità sale al 75%. Quindi, un corretto svezzamento assume un importante ruolo nel prevenire patologie quali le allergie, le intolleranze alimentari e le malattie cronico degenerative dell’adulto, o comunque ne attenua sicuramente il decorso. Per la prevenzione dello sviluppo di allergie, la strategia consigliata è quella di evitare la somministrazione di latte vaccino fresco, prescrivendo, dopo il latte materno o quello adattato, il latte di proseguimento fino all’anno di vita.
È anche consigliabile introdurre gradualmente i nuovi alimenti, usando per primi quelli meno allergizzanti, rappresentati da cereali; preferibilmente, in ordine di tempo:

  • Riso
  • Mais
  • Tapioca
  • Avena
  • Grano

Le carni, i legumi, i vegetali e  la frutta possono essere somministrati successivamente, introducendoli uno alla volta. Inoltre va ritardata a giusta età l’ introduzione dei cibi più allergizzanti quali:

• L’uovo
• Il pesce
• Alcune verdure
• Le arachidi

La somministrazione andrà fatta comunque con un alimento per volta, che dovrà essere ben cotto e in quantità non troppo elevata, per saggiare la tolleranza del bambino.

Come riconoscere se il bambino ha un’allergia alimentare o un’intolleranza? Se il bambino ha un’allergia alimentare, quando ingerisce il cibo a cui è allergico il suo corpo lancia un attacco del sistema immunitario e rilascia istamine che causano i sintomi allergici. Se invece ha una semplice intolleranza alimentare il suo corpo ha difficoltà a digerire l’alimento.

Per ciò che riguarda i sintomi di un’allergia o un’intolleranza, questi possono essere lievi o gravi, a seconda della gravità del disturbo. Possono presentarsi subito dopo il pasto o anche a distanza di ore dall’ingerimento. Quindi, fate attenzione a questi sintomi qualora si dovessero presentare:

  • reazioni cutanee
  • gonfiore in viso
  • occhi che lacrimano
  • starnuti, naso che cola, sintomi simili al raffreddore
  • aria nell’intestino, mal di pancia
  • vomito
  • feci molli o diarrea
  • difficoltà respiratorie

Se noti qualcuno di questi sintomi durante il pasto o subito dopo chiama immediatamente il 118 perché la reazione potrebbe intensificarsi anche molto rapidamente. Se invece noti costantemente delle lievi reazioni entro un paio d’ore dal pasto, parlane con i pediatra per effettuare dei test delle allergie o delle analisi del sangue. 

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