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Selfie dismorfia: la nuova tendenza di medicina estetica

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La selfie dismorfia rappresenta l’ultima ed allarmante tendenza in fatto di medicina estetica. Sempre più giovani infatti ricorrerebbero al chirurgo per avere un’immagine confacente a quella regalata dai filtri dei social network. 

Selfie dismorfia, la nuova allarmante tendenza di medicina estetica
Fonte foto: Istock

Incredibile davvero quanto i social network si siano inseriti nel contesto sociale odierno e soprattutto nelle menti dei più giovani e non solo, modificando in modo estremo la percezione che ogni persona ha di se stesso, soprattutto attraverso i ‘filtri’ offerti dalle diverse applicazioni.

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Questi ‘filtri abbellimento’ infatti riescono in pochissimi secondi ad eliminare ogni piccola imperfezione dal viso di una persona, a regalare denti bianchissimi, incarnato perfetto, labbra carnose, e perfino a modificare lineamenti ed ovale del viso, dando origine ad un fenomeno psicologico chiamato ‘dismorfia’.

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Cosa è la selfie dismorfia e chi colpisce

(IStock)

I giovani e non solo, oggi sembrano essere diventati dipendenti dai selfie, gli scatti forografici di se stessi, che pubblicano continuamente sui social network. La nascita di applicazioni per smartphone sempre più complesse e in grado di avere filtri semi professionali, da loro la possibilità di migliorare la propria immagine sino all’inverosimile, come nel caso di filtri in grado di applicare sembianze animali al viso umano, aprendo la porta, in alcuni casi, alla dismorfia da selfie.

Sempre più persone, influenzate dalla loro immagine ‘ritoccata’ tendono ad avere come obiettivo quello di essere in realtà più vicine possibili a quell’immagine di perfezione e lo fanno rivolgendosi al chirurgo estetico per sottoporsi a piccoli interventi o anche ad alcuni più impegnativi. Una tendenza che nasce da una profonda crisi esistenziale e forse da un vuoto interiore molto profondo. Primi fra tutti i giovani statunitensi, ma anche l’Italia vanta una folta rappresentanza di ‘selfie dipendenti’ anche tra le generazioni più mature.

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Oggi l’accettazione di se stessi e la propria autostima passano attraverso la tastiera di un computer o dello smartphone, attraverso un ‘like’ in più o in meno, prime fra tutti le star del cinema e dello spettacolo che ogni giorno pubblicano selfie super ritoccati e che gli regalano 10 anni di meno e delle espressioni facciali tutt’altro che naturali.

Così, ci si rivolge al chirurgo estetico per avere un nasino più piccolo, delle labbra prorompenti, degli zigomi sporgenti attraverso l’applicazione di filler sottocutenei e per i più maturi attraverso vere e proprie operazioni di lifting chirurgico. La dismorfia a quei livelli, diventa patologia e per questo i chirurghi durante i loro colloqui con i pazienti, dovrebbero essere sempre in grado di captare la fragilità mentale di alcuni soggetti e richiedere un incontro con uno psicoterapeuta prima di procedere a qualsiasi tipologia di intervento di medicina estetica. Questo nella maggior parte dei casi non avviene, come abbiamo più volte potuto appurare dai diversi personaggi che popolano il web e la televisione, come il ‘ken umano‘, ‘l’uomo gatto‘o la ‘barbie umana’. Non ci resta che sperare in una importante ‘inversione di rotta’ che riporti tutti ad una profonda accettazione di se stessi e ad una ricerca interiore volta alla vera felicità.

(fonte:saluteperme) 

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