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Nuovo governo, consultazioni: Di Maio, Salvini e la terza ipotesi

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(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Nuovo governo ancora in alto mare, dopodomani nuovo giro di consultazioni: tra le opzioni, Luigi Di Maio, Matteo Salvini e la terza ipotesi, l’ex ministro Flick.

Prosegue l’iter per la nascita del nuovo esecutivo, dopo l’elezione dei presidenti delle due Camere. Un buco nell’acqua si sono rivelate le consultazioni della settimana scorsa portate avanti dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Così, il Capo dello Stato rivedrà i partiti e le massime cariche istituzionali sia giovedì che venerdì e cercherà di capire quali sono le loro intenzioni. Al momento sembra lontana comunque l’ipotesi di un ritorno al voto nel breve periodo, che viste le forze in campo non dovrebbe servire a uscire dallo stallo. L’unica soluzione è una maggioranza variabile, ma l’ipotesi di un governo tra Movimento 5 Stelle e Lega Nord, che sembrava essere quella più probabile, si sta allontanando sempre di più.

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Il calendario delle nuove consultazioni e ipotesi di maggioranza

Stavolta Sergio Mattarella ha scelto di incontrare prima i partiti e poi le alte cariche istituzionali. In base al calendario, giovedì vedrà nell’ordine il gruppo Per le Autonomie (SVP-PATT, UV) del Senato della Repubblica, il Gruppo Misto del Senato della Repubblica, il Gruppo Misto della Camera dei deputati, i deputati di “Liberi e Uguali”, i gruppi del Pd, una delegazione unitaria del centrodestra e il Movimento 5 Stelle. Nella mattinata di venerdì, gli incontri con il Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e il Presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati. La novità importante è che, rispetto alla scorsa settimana, il centrodestra si presenterà unito alle consultazioni. Le maggioranze possibili sono diverse, ma gli accordi sembrano lontani: dovrebbero avere i numeri maggioranze variabili tra Movimento 5 Stelle e Pd e pentastellati con la Lega Nord; larghe intese potrebbero esserci tra centrodestra unito e Movimento 5 Stelle, che però ha detto un no secco a Berlusconi, e tra centrodestra e Pd. Un eventuale governo M5S-Pd troverebbe il sostegno di Liberi e Uguali.

Di Maio premier: le quotazioni del candidato Movimento 5 Stelle

Luigi Di Maio non intende arretrare e insiste sul fatto che dovrebbe essere lui il presidente del Consiglio. Ieri ha twittato: “C’è lo zero per cento di possibilità che il Movimento 5 Stelle vada al governo con Berlusconi e con l’ammucchiata di centrodestra”. Porte aperte dunque, eventualmente, solo alla Lega Nord, anche se Di Maio spiega di non aver intenzione di incontrare Salvini prima di salire al Colle: “Dobbiamo chiarire un paio di premesse, e valgono sia per il Pd sia per la Lega. Prima di tutto, qualunque tipo di contratto di governo partirà dai nostri temi. Poi inizierà la contrattazione con gli altri”, queste le sue parole al ‘Fatto Quotidiano’. E se non fosse chiaro: “Se dobbiamo farlo per dirci Berlusconi sì, Berlusconi no, non serve”. Quindi in un messaggio su Facebook: “O si va al governo per cambiare le cose o non ne vale la pena:No ad un governo a tutti i costi e Sì ad un governo del cambiamento, e su questo sono molto fiducioso. Anche questa volta saremo gli ultimi ad essere ascoltati:sarà un’occasione per parlare al Presidente e dirgli dei passi avanti che abbiamo fatto rispetto alle ultime consultazioni per la formazione del governo. Le forze politiche hanno bisogno di un po’ di tempo e noi glielo daremo”. Insomma, Luigi Di Maio si dice disponibile ad attendere gli sviluppi dei prossimi giorni.

Ipotesi Matteo Salvini e l’unità del centrodestra

Come sottolineato, il centrodestra si presenterà unito davanti al Capo dello Stato e dovrebbe esserci unità anche rispetto al nome di Matteo Salvini, leader della Lega primo partito della coalizione. Il segretario del Carroccio ha trascorso qualche giorno a Ischia, nelle vacanze pasquali, insieme alla compagna Elisa Isoardi, ed è stato paparazzato mentre è affacciato su un balcone e fuma una sigaretta, sfoggiando un boxer nero attillato. Non si è fatta attendere l’ironia del web: “A Salvini gli sono rimaste solo le mutande”. Gossip a parte, il nome di Matteo Salvini non sembra perdere quota all’interno della coalizione e anzi alcuni sondaggi danno la Lega in ulteriore crescita e Forza Italia messa sempre più all’angolo. Insomma, sebbene il centrodestra non abbia i numeri per governare in autonomia, pochi sono i dubbi che sia unito e che a guidarlo, in questo momento, sia il leader della Lega. Stando però a quanto scrive il quotidiano ‘La Stampa’, Luigi Di Maio crederebbe ancora in un possibile ticket con Matteo Salvini. Avrebbe detto ai suoi collaboratori: “Dobbiamo prendere tempo. Vinceremo le elezioni in Friuli, i consensi di Forza Italia crolleranno e allora potrà chiede a Silvio Berlusconi di farsi da parte”. Una frase che però il Movimento 5 Stelle non solo non conferma, ma smentisce decisamente.

La terza ipotesi: l’ex ministro Flick, un premier tecnico

In questo clima di indecisione prende quota l’ipotesi di un presidente del Consiglio “tecnico”, ma a capo di un esecutivo politico che vede l’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico. Il nome che si fa in queste ore è quello dell’ex Presidente della Consulta, Giovanni Maria Flick. L’ex ministro del governo Prodi ha sottolineato a Rainews24: “C’è una trattativa politica che è più adatta a un clima pre-elettorale”. Quindi ha ricordato che “le elezioni sono finite, sembra che qualcuno non se ne accorga, si continua a fare un discorso politico che non è in sintonia con il momento attuale”.  Inoltre ha sottolineato come “i nostri padri e nonni non parlavano di contratti quando scrissero la Costituzione che era un bel compromesso, non un inciucio, non vedo perché dobbiamo parlarne adesso. Non riesco a capire un atteggiamento di questo genere ma forse sono demodé”. Insomma, Flick “boccia” il contratto proposto da Di Maio, poi in un incontro – a chi gli chiede cosa ne pensa del fatto che circoli il suo nome come presidente del Consiglio – non ha remore nel sostenere: “Sarei un buon premier come tanti altri”.

Da parte sua, Luigi Di Maio non cede alla logica di terze ipotesi e da Termoli, dove si trova per la campagna elettorale per le Regionali, domanda: “Per Palazzo Chigi sento parlare di Cottarelli, Severino, Cantone… ma se hanno preso zero voti? Non si sono candidati e rispetto la loro posizione ma in Europa secondo voi avrebbe più credibilità un premier che ha preso zero voti o uno che ne ha presi 11 milioni?”. Intanto, il Partito democratico, nel corso dell’assemblea dei gruppi parlamentari, sembra proseguire nella linea dell’opposizione. Non si tira invece del tutto indietro il segretario reggente Maurizio Martina: “Non possiamo immaginare la strada proposta da Di Maio, la sua è una logica irricevibile. Pd e Lega non sono certo interscambiabili. Denunciare questo non significa essere indifferenti a quello che accade. Dobbiamo interpretare fino in fondo una posizione onesta e limpida, dicendo chiaramente che noi siamo parte di una iniziativa che si svilupperà per le vie parlamentari, senza stare alla finestra”.

Botta e risposta invece tra il ministro uscente Dario Franceschini e il presidente Pd Matteo Orfini. “Io credo che non basti assistere a quello che avviene” – sostiene l’ex segretario dem – “Nessuno ha vinto in modo tale da poter governare il Paese e allora penso che non basti più soltanto assistere. La prima fase, con la direzione che ha dato la linea dell’opposizione, penso sia stata giusta, ma oggi dobbiamo prepararci a una seconda fase. Non sto proponendo un governo con M5S o di entrare in un governo Di Maio”. Orfini gli risponde: “Qui nessuno pensa che voi vogliate fare i ministri in un governo Di Maio ma dobbiamo chiudere il ragionamento di Dario ricordando che il 50% degli italiani ha votato i sovranisti. Noi li abbiamo contrastati nella legislatura scorsa, oggi hanno l’onere primo di tentare di governare l’Italia”. Infine, per il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, Michele Emiliano, la strada è una sola: “Adesso bisogna che Martina incontri Di Maio, stabiliscano i punti di governo e facciano il governo. È molto semplice. Lo devono fare, non c’è nessuna alternativa”.

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A cura di Gabriele Mastroleo