Home Attualità

Governo, nuove consultazioni e divisioni nel Pd: militanti contro sinistra

CONDIVIDI
governo consultazioni
Gianni Cuperlo e Andrea Orlando (Facebook)

La formazione del Governo è ancora in alto mare, vi va verso nuove consultazioni e ci sono delle divisioni nel Pd: militanti contro sinistra rispetto alle aperture al Movimento 5 Stelle.

Va avanti l’iter per la nascita del nuovo esecutivo, dopo l’elezione dei presidenti delle due Camere. La situazione, stando a quelle che sono le sensazioni al momento, sembra essere ancora in alto mare. A ben poco, se non a capire quali siano le posizioni di ogni singolo schieramento, sono servite le consultazioni della settimana scorsa portate avanti dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’unica soluzione è una maggioranza variabile, ma l’ipotesi di un governo tra Movimento 5 Stelle e Lega Nord, che sembrava essere quella più probabile, si sta allontanando sempre di più. Per ottenere la maggioranza alla Camera, per esempio, servono 315 deputati. Queste sono le varie opzioni in campo: centrodestra (265) e M5S (227), totale 492 voti; centrodestra (265) e Pd (112), 387 voti. M5S (227) e Lega (125), 352 voti; M5S (227) Pd (112) e Leu (14), 363 voti. Un governo che metta insieme i pentastellati e le forze più di centrosinistra sembra dunque un’alternativa, ma trova l’ostacolo dell’ala renziana del Partito democratico.

Leggi anche –> Chi è Maria Elisabetta Casellati, nuovo presidente del Senato: prima donna nella storia

Chi è Roberto Fico, nuovo presidente della Camera

VIDEO NEWSLETTER

I militanti del Pd su Facebook: “Fuori Orlando, Franceschini, Emiliano”

Sono soprattutto i militanti a essere contrari a una soluzione del genere e anzi non solo respingono al mittente le proposte di un “contratto” avanzate da Luigi Di Maio. Particolarmente attiva è la pagina Facebook “Osservatorio Democratico“, che ha come immagine del profilo il simbolo del Pd e qualche giorno rilanciava un tweet del segretario reggente Maurizio Martina: “Caro Luigi Di Maio, noi non ci prestiamo a questi giochetti: chi tenta di dividere il Pd non ci riuscirà”. Una didascalia a supporto del tweet usa parole non certo accomodanti nei confronti della minoranza del partito: “Fuori dal Pd chi vuole dialogare con Di Maio. Fuori Orlando, Franceschini, Emiliano”. A queste parole ne seguono altre e si chiede di condividere una petizione per l’espulsione dell’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, dell’ex presidente del partito Gianni Cuperlo, del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e dell’ex sottosegretario Francesco Boccia. Infine il sondaggio lanciato appena un’ora fa: “Secondo te il comportamento politico di Andrea Orlando è politicamente corretto o sta danneggiando l’immagine del Pd al punto da meritare l’espulsione?”. Oltre 200 persone hanno votato e l’82% si schiera al momento a favore dell’espulsione del leader della minoranza dem. Insomma, in casa Pd c’è maretta tra i militanti, sebbene gran parte di loro attacchi nei commenti i gestori della pagina. “Poi ci lamentiamo se ci chiamano pidioti. Archiviate questa pagina da mentecatti”, attacca un militante. Un altro domanda: “Ma anche Renzi, quando faceva opposizione interna, doveva essere espulso?”.

Le reazioni della minoranza Pd alle richieste dei militanti

I diretti interessati prendono parola rispetto alla pagina Osservatorio Democratico e replicano alle richieste di espulsione. L’ex ministro Orlando sottolinea: “Un fantomatico Osservatorio Democratico lancia la petizione per espellermi dal Pd, assieme a Gianni Cuperlo, Michele Emiliano e Francesco Boccia. Questo è un esempio di quello che dicevo, non c’è una contro argomentazione rispetto a posizioni peraltro tra loro diverse. C’è il bisogno di colpire l’interlocutore”. Aggiunge Boccia: “Volevo segnalare questo fantomatico Osservatorio democratico (con tanto di logo Pd) che di democratico non ha nulla. Anzi, per la verità propone espulsioni, purghe e cos’altro? La lapidazione per tutti quelli che la pensano in modo diverso? Questi metodi fascisti non hanno nulla a che fare con la storia e con la cultura del PD. Michele, Andrea, Gianni, io e tanti altri certamente non cambieremo il modo di concepire la partecipazione alla vita politica per iniziative così miserevoli”.

A Cura di Gabriele Mastroleo