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Nuovo governo, calendario delle consultazioni: chi sarà il nuovo premier?

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Verso il nuovo governo, stabilito il calendario delle consultazioni da parte di Sergio Mattarella: si parte domattina, chi sarà il nuovo premier?

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Dopo l’elezione dei presidenti delle due Camere, avvenuta l’altro sabato, domani inizieranno le consultazioni, decisive per la formazione del nuovo governo. Nei giorni scorsi, vi avevamo spiegato qual è l’iter per la nascita del nuovo esecutivo, che praticamente nelle prossime ore entrerà davvero nel vivo. Entra in gioco il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che visti i numeri non avrà compito facile. Il Capo dello Stato, infatti, potrà conferire un incarico esplorativo o pieno a un presidente del Consiglio. Sarà questi che dovrà presentarsi in Parlamento e provare a ottenere la fiducia, dopo aver presentato la lista dei ministri al Colle, una volta sciolta la riserva. Numeri alla mano, poiché nessuno dei tre blocchi principali che si sono presentati alle elezioni, ovvero centrodestra, Movimento 5 Stelle e centrosinistra, ha la maggioranza dei seggi, la formazione del governo è davvero complessa. Qualsiasi esecutivo sarà soggetto a maggioranza variabile. Ad esempio, alla Camera dei Deputati la maggioranza è fissata a 315. Queste sono le varie opzioni in campo: centrodestra (265) e M5S (227), totale 492 voti; centrodestra (265) e Pd (112), 387 voti. M5S (227) e Lega (125), 352 voti; M5S (227) Pd (112) e Leu (14), 363 voti.

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Il calendario delle consultazioni del Presidente della Repubblica

Domani, la partita entra nel vivo, dicevamo. Mattarella farà almeno due giri di consultazioni: nel primo, si limiterà ad ascoltare le posizioni delle forze politiche, cercando di capire eventuali intese trasversali; quindi terrà un nuovo giro di consultazioni, nel quale capirà quali sono le volontà di dialogo e si farà “portavoce delle esigenze dei cittadini”, stando a sentire quanto riportato dall’Ansa. La prima a salire domani al Quirinale, nella Loggia d’onore vicino al Bronzino e allo studio del presidente sarà la seconda carica dello Stato, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Gli ultimi, invece, giovedì nel tardo pomeriggio, saranno gli esponenti del Movimento 5 Stelle. Domattina, Mattarella incontrerà anche il presidente della Camera, Roberto Fico, e il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nel pomeriggio, a partire dalle 16, saranno ricevuti il Gruppo per le Autonomie, i gruppi misti alla Camera e al Senato, infine Fratelli d’Italia. Le posizioni di questi gruppi sono variegate: gli autonomisti sono contrari a un governo M5S-Lega, ma non precludono appoggi sulle singole questioni, nei gruppi misti le posizioni sono diversificate, Fratelli d’Italia sarebbe per Matteo Salvini premier. Si riparte poi giovedì mattina, con il Partito democratico, diviso tra area renziana, disposta a fare opposizione, e chi spinge per un confronto in particolare con il M5S. Poi toccherà a Forza Italia, che rivendica autonomia nella coalizione, ma contemporaneamente vuole una premiership di centrodestra. Chiudono la Lega, che punta tutto su Matteo Salvini, anche se il leader del Carroccio ha spiegato di essere pronto a fare un passo indietro sul proprio nome se resta il programma del centrodestra, e il Movimento 5 Stelle, che invece non cede sul nome di Luigi Di Maio.

Chi sarà il nuovo presidente del Consiglio?

Questa è la domanda che in queste ore si stanno facendo molti italiani ed è davvero difficile dare una risposta, anche se finora l’inedito asse tra centrodestra e Movimento 5 Stelle ha retto nell’elezione delle cariche istituzionali. Va sottolineato che non è assolutamente semplice uscire dall’impasse e vi sono precedenti che lo dimostrano. Si pensi alle lunghe crisi che hanno caratterizzato il governo Dini (127 giorni nel 1996), l’Andreotti V (1979, 126 giorni di crisi), l’Andreotti I (con 121 giorni di crisi) e – un decennio fa – il Prodi II (2008, 104 giorni). Ugualmente, vi sono stati governi la cui formazione è stata tribolata: nel 2013, Enrico Letta ricevette il mandato il 23 aprile e sciolse le riserve il giorno dopo. Alle elezioni si era andati a fine febbraio. Ci vollero dunque ben 61 giorni per scegliere chi sarebbe stato il nuovo presidente del Consiglio, ma quell’esperienza non ebbe una vita lunghissima: durò dieci mesi. Dunque, la strada per il governo è in salita, ma non è completamente sbarrata. Sembra perdere quota l’ipotesi Matteo Salvini, poiché egli stesso ha fatto un mezzo passo indietro ponendo appunto l’attenzione sui programmi. Non molla invece Luigi Di Maio. Stando però ai sondaggi, la maggioranza degli italiani ritiene che il presidente del Consiglio dovrebbe essere una terza persona, che però dovrebbe godere di una maggioranza trasversale, sostenuta sia dal Movimento 5 Stelle che dalla Lega. Inoltre, secondo un sondaggio dell’Istituto Piepoli, reso noto da SkyTg24, un governo M5S-Lega scontenta quasi sei italiani su dieci e solo il 38% si ritiene soddisfatto.

A cura di Gabriele Mastroleo