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Il cervello delle donne funziona di più

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cervello donna

Che a livello cerebrale ci fossero delle sostanziali differenze tra uomini e donne è qualcosa che si è sempre saputo, vuoi per comportamenti del tutto diversi che per modi di pensare e di ragionare che, alle volte, si trovano decisamente agli antipodi. Un recente studio, però, ha svolto un’interessante analisi dalla quale è emerso che alla base di alcune delle tante differenze riscontrabili tra un uomo ed una donna ci sia anche un funzionamento diverso, riscontrabile proprio a livello cerebrale. Il cervello delle donne risulta, infatti, essere più attivo, sopratutto nelle aree legate alle emozioni ed in quella della corteccia prefrontale che regola ragione ed autocontrollo.

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Scopriamo perché il cervello delle donne funziona diversamente da quello degli uomini

Lo studio in questione è quello condotto dal fondatore della Amen Clinics Inc, Daniel Amen che ha analizzato 119 volontari sani e 26.683 pazienti con diverse condizioni psichiatriche quali traumi cranici, disturbi bipolari o schizofrenia. L’esame è stato condotto mediante l’uso di alcune tecniche in grado di visualizzare l’attività cerebrale dei soggetti coinvolti mentre svolgevano determinati compiti. Dai risultati che si basavano sull’affluenza di sangue nella aree specifiche analizzate di volta in volta, è emerso che il cervello delle donne è solitamente più attivo rispetto a quello degli uomini. Quest’attività si è manifestata particolarmente nella corteccia prefrontale, legata a concentrazione ed autocontrollo e al sistema limbico, legato invece alla sfera emotiva.
Il cervello degli uomini è risultato invece più attivo nelle arie della coordinazione motoria ed in quella della visione.

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Questo studio, interessante per diversi aspetti, potrebbe aprire le porte a nuovi studi volti a comprendere maggiormente l’origine di alcuni disturbi di tipo mentale. È risaputo, infatti che di norma, le donne sono più soggette a sviluppare problemi come depressione e morbo di Alzheimer mentre gli uomini tendono per lo più a manifestare problemi come deficit dell’attenzione o eccessiva aggressività. È quindi ipotizzabile che alla base di queste differenze ci siano quelle sopracitate e che attraverso nuovi studi si possa giungere, se non ad una soluzione, almeno a nuove ipotesi in grado di migliorare gli studi di determinate patologie di origine psichiatrica.