Binge Eating: trasformare l’autostima in un’arma per sconfiggerlo è possibile

Il Binge Eating è un disturbo dell’alimentazione subdolo e molto pericoloso, che mina profondamente l’autostima degli individui: proprio l’autostima però può trasformarsi in un’arma importantissima contro questo tipo di comportamenti.

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Il Binge Eating è un disturbo alimentare a tutti gli effetti che risulta però molto meno conosciuto rispetto a bulimia e anoressia.

Esattamente come la bulimia comporta un rapporto sbilanciato con il cibo: in determinati momenti chi soffre di binge eating, cioè chi si lascia andare ad abbuffate di cibo, perde completamente il controllo e finisce per continuare a mangiare anche quando ormai è sazio. Chi soffre di binge eating continua a ingerire cibo fino ad avere le sensazione di stare per scoppiare: solo a quel punto si ferma.

A differenza della bulimia però, chi soffre di binge eating non mette in atto strategie di regolazione del peso corporeo. Questo significa che in linea generale le persone che soffrono di bulimia vomitano quanto hanno appena mangiato, del tutto o almeno in parte, al fine di contenere l’apporto calorico mantenere il peso sotto controllo.

Nel binge eating invece il cibo viene solo ingerito, quindi digerito e assimilato. Chi soffre di questo disturbo alimentare, quindi, tende a ingrassare in maniera considerevole e a sviluppare seri problemi di autostima.

“Sono grassa, nessuno mi vuole”: quando il Binge Eating distrugge l’Autostima

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Le persone che soffrono di binge eating purtroppo soffrono moltissimo le conseguenze del loro rapporto con il cibo, poiché provano un profondissimo senso di vergogna.

Le abbuffate infatti, vengono consumate esclusivamente quando il soggetto è solo e nessuno può vederlo ingerire enormi quantità di cibo. Nel momento in cui l’episodio di binge eating si è esaurito, infatti, le persone che ne soffrono hanno bisogno di rimanere sole a commiserarsi per quello che hanno appena fatto: il senso di colpa è sempre gigantesco e finisce per far sentire le persone che soffrono di binge eating inadeguate fallite.

Soprattutto le donne soffrono enormemente per il confronto con modelli estetici che la società impone e a cui non riescono ad adeguarsi.

“Sono grassa, nessuno mi vuole” diventa quindi una sorta di mantra auto distruttivo che danneggia molto in profondità chi vive un rapporto così conflittuale con il cibo.

Si può intuire facilmente, quindi, quanto il binge eating sia strettamente correlato all’autostima. Sarebbe errato però ritenere che si tratti di una “relazione a senso unico”. Se infatti il binge eating distrugge l’autostima, molto spesso i problemi di autostima inducono il binge eating.

Si tratta quindi di un circolo vizioso che con il passare del tempo può diventare sempre più difficile spezzare.

Fortunatamente ci sono diversi approcci per poter tenere il binge eating sotto controllo, ma imparare a gestire il rapporto con il cibo è solo uno di esso. Potrebbe essere molto più utile lavorare contemporaneamente anche sull’autostima.

Rimedi pratici contro il Binde Eating

La regolarità dei pasti e un rapporto con il cibo equilibrato sono i due grandi obiettivi di chi soffre di binge eating.

Per raggiungerli è possibile tentare varie strategie:

  • Mangiare abbastanza durante i pasti

Molte persone che intendono concedersi una grande abbuffata a tarda notte (il momento in cui è più facile sfuggire al controllo o semplicemente alla compagnia di chi ci sta intorno) “preparano” il proprio organismo evitando di mangiare durante il giorno. 

Mangiare regolarmente a pranzo e a cena sicuramente aiuterà a spezzare la fame e a limitare la quantità di cibo che si riuscirà a mangiare nel corso dell’abbuffata.

  • Dedicare alcuni momenti della giornata solo al cibo

Molte delle persone che soffrono di binge eating mangiano mentre fanno altre attività, come guardare la televisione o stare al computer. Mentre lo fanno, quasi “non si rendono conto” di star mangiando.

Dedicare un breve spazio all’interno della giornata solo al cibo, quindi mangiare senza fare nient’altro, consentirà di concentrarsi solo sul cibo, aumenterà il piacere che deriva dal cibo e aiuterà a sviluppare un rapporto più consapevole con quello che si mangia, come insegna il Mindful Eating.

  •  Sostituire il piacere del cibo con altri piaceri

Per chi si lascia andare a regolari abbuffate, il cibo è il principale piacere della vita. Per limitare il consumo di cibo si dovrebbe imparare a sostituire il piacere generato dal cibo con altri tipi di piacere, imparando a generare felicità attraverso attività differenti.

Migliorare l’autostima per sconfiggere il Binge Eating

Chi soffre di binge eating molto spesso ha sofferto di obesità infantile, traumi emotivi vissuti durante l’infanzia o l’adolescenza (addirittura violenze sessuali) o bullismo durante gli anni della scuola.

Tutte queste esperienze, spesso assolutamente devastanti, hanno portato grandissimi danni all’autostima di questi individui. La conseguenza più naturale è lo sviluppo di un rapporto squilibrato con il cibo, utilizzato per “sostituire” l’affetto e l’amore che non si ricevevano attraverso i rapporti sociali.

Mentre si tenta di “riformulare” le proprie abitudini alimentari per uscire dal binge eating, quindi, si dovrebbe tentare di lavorare con molto impegno sulla propria autostima, mettendo in atto delle iniziative e delle strategie tali da consentire la “ricostruzione” dell’amore verso se stessi.

Il primo passo per farlo è capire innanzitutto quale rapporto si ha con la propria autostima: per farlo è necessario porsi le domande giuste e rispondere onestamente.

Successivamente si potrebbe cominciare a intraprendere un percorso di crescita personale. Esistono moltissimi percorsi destinati esclusivamente alle donneche affrontano cioè tutti i tipici problemi femminili che sono correlati all’autostima e alla percezione di sé.

 

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Infine, delle letture leggere e divertenti, ma in grado di aprire la mente a nuovi orizzonti possono essere di grande aiuto per chi soffre di binge watching. Questo perché, provando un’estrema vergogna per il proprio comportamento, queste persone sono estremamente restie a rivolgersi a uno psicologo per “mettere a nudo” i propri problemi e superarli.

Prima di arrivare al confronto con un professionista e di iniziare un vero e proprio cammino di guarigione è fondamentale, quindi, che chi soffre di binge eating cominci a prendersi cura della propria mente: la salute del corpo e il rapporto con il cibo miglioreranno di conseguenza, secondo i tempi e i modi più adeguati a ogni individuo.

Guarire dai disturbi alimentari è principalmente un percorso interiore, e non dovrebbe mai, in nessun caso, trasformarsi in una corsa contro il tempo per “stare al passo” con qualche aspettativa.

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