Covid, coprifuoco a Milano: cala sulla città il silenzio del lockdown

L’aumento dei contagi a Milano ha esercitato non poche pressioni sui governi di ogni settore. Il silenzio che c’è ora porta alla mente ricordi dolorosi.

 

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❌ Da poche ore sono state firmate due ordinanze che entreranno in vigore a partire da domani. La prima ordinanza è del Ministro della Salute, Roberto Speranza, in concerto con la Regione Lombardia, con cui viene disposta la limitazione della circolazione sul territorio lombardo dalle 23:00 alle 05:00. Non parliamo di coprifuoco, parliamo di limitazione della circolazione per mitigare la diffusione del contagio. Questo non vuol dire che il virus colpisca dopo le 23:00, vuol dire che le persone in tarda serata allentano, per non dire fermano, le misure di protezione permettendo al virus di diffondersi. Questo è il punto su cui siamo intervenuti. La seconda Ordinanza è stata voluta dai Sindaci dei capoluoghi lombardi e dalla Regione sentito il Ministro della Salute e riguarda l’apertura dei centri commerciali il sabato e la domenica esclusivamente per i settori alimentari, farmaceutici, sanitari e di prima necessità. Per i mezzi pubblici sappiamo che il rischio del contagio resta alto. Come Regione abbiamo già implementato, in attesa di un maggior supporto economico da parte del Governo, i mezzi al fine di dilatare l’affluenza dei viaggiatori che, con senso civico, ci aiutano attraverso la corretta adozione delle mascherine e del distanziamento fisico. Queste pesanti, ma necessarie misure, resteranno in vigore per tre settimane a partire da domani e saranno sospese o prolungate in relazione alla diffusione del virus. In questo momento agisco con la pesante responsabilità di chi è chiamato a tutelare esclusivamente la salute dei cittadini sapendo che attraverso di essa si potranno anche risolvere i problemi economici collaterali scaturiti da questo momento storico. Sursum corda

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Da come possiamo vedere tramite il profilo social del Governatore Fontana, con un aumento dei contagi alto in tutta Italia alcune decisioni prese sono state molto pesanti ed importanti da parte sia del Governo che delle Regioni, soprattutto in Lombardia.

Per quanto riguarda la Lombardia, se solo volessimo prendere ad esempio il giorno 19 ottobre già da allora vedevamo contagi a dir poco preoccupanti.

Ovviamente se già vogliamo prendere il considerazione la giornata di ieri, lo stesso non troviamo notizie positive.

Milano nello specifico sta attraversando un pessimo periodo a causa della situazione contagi e le purtroppo la situazione non accenna ad avere significativi miglioramenti.

Il coprifuoco è stato pertanto considerata una decisione drastica, ma necessaria.

Il coprifuoco a Milano porta il silenzio del lockdown

Lombardia, Salvini "richiama" Fontana (Getty Images)
Lombardia, Fontana crea un suo percorso duro nella gestione dei contagi (Getty Images)

A seguito del nuovo DPCM è stata lasciata molta rilevanza alle decisioni dei governi delle regioni e delle province.

Per quanto riguarda quindi le decisioni della Regione Lombardia sono state molto pesanti per la cittadinanza.

Il coprifuoco, che è stato imposto su Milano, ha portato un silenzio tombale sulla città assolutamente tipico delle settimane del lockdown della scorsa primavera.

Precisamente, alle ore 23, appena quindi è scattato il divieto di spostamenti sul territorio della Lombardia deciso dalla nuova ordinanza di Governo e Regione per limitare il coronavirus, le strade intorno a piazza XXIV Maggio non erano ancora deserte ma percorse da un paio di tram, qualche auto, qualche motorino, un paio di taxi ed alcuni rider in bici.

Una storiella riportata dall’ANSA è molto significativa su questa faccenda.

Poco distante dalla piazza sopracitata, lungo i Navigli, infatti le pattuglie della Polizia locale hanno verificato che tutti i locali fossero chiusi. I camerieri avevano iniziato a ritirare sedie e tavolini già da mezz’ora.

Caso singolare è stato quello di due amiche che sono state fra gli ultimi clienti ad alzarsi da un locale a metà del Naviglio Grande.

Le due persone in questione, finendo i loro cocktail, hanno definito “una dittatura” il sistema di norme anti-Covid: “Ce la godiamo fino all’ultimo, tanto abitiamo a duecento metri da qua”.

Dopo ciò, nel giro di un quarto d’ora sul quartiere è poi calato il silenzio.

Milano però, nel parere degli esperti presenterebbe davvero una situazione molto più preoccupante.

Il tutto però non si è svolto senza giri di polemiche.

Infatti davanti a Palazzo Lombardia si è tenuta una nuova protesta contro l’ordinanza, dopo quella del pomeriggio che ha coinvolto alcune centinaia di imprenditori di ristoranti, bar e locali notturni.

Quella di ieri infatti è diventata virale nel giro di poco tempo.

Secondo quanto riportato, hanno manifestato una decina di ristoratori, fra cui un gruppo di Codogno, il centro del Lodigiano che in primavera è stato inserito nella prima zona rossa. “Codogno non ci sta più”, lo striscione con cui si sono presentati sotto la sede della Regione.

Assieme a questi ultimi c’era anche un gruppo di tassisti.

La situazione insomma sembra essere davvero delicata e potrebbero esserci equilibri precari che potrebbero portare ad una rottura ancor più totale della fiducia fra cittadini e regione.

In queste ore di difficoltà, Fontana ha optato per un ulteriore appello tramite i social che riportiamo di seguito.

 

 

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Considerati i dati della curva epidemiologica della Lombardia ribadiamo la necessità di decisioni stringenti. Da mesi Regione Lombardia ha posto al centro dell’attenzione del Governo le difficoltà nel settore del trasporto pubblico, chiedendo un intervento volto al potenziamento del servizio soprattutto negli orari di punta. Le risposte, in assenza di provvedimenti, ancora oggi sono: dalla ministra dei Trasporti: il covid non si prende sui mezzi pubblici. dalla ministra della Scuola: il covid non si prende a scuola. In questa situazione abbiamo dovuto decidere per la didattica a distanza delle scuole superiori, se il ministro Azzolina reputa eccessivi e non idonei i nostri provvedimenti può impugnarli, salvo restando che i dati epidemiologici della Lombardia richiedono un intervento deciso e urgente.

Un post condiviso da Attilio Fontana (@fontanaufficiale) in data:

Seguiranno ulteriori aggiornamenti sugli sviluppi a Milano ed in generale nella Regione Lombardia.

 

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