Coronavirus a Milano, l’infettivologo avverte: “Temo contagio dilagante”

L’infettivologo dell’ospedale Sacco, Massimo Galli, parla dei casi di Coronavirus a Milano ed avverte: “contagio dilagante, bisogna agire”.

coronavirus a Milano
le terapie intensive sono piene (fonte: Pexels)

Il direttore del reparto Malattie Infettive dell’ospedale Sacco non ha dubbi: stiamo per avere quella che lui definisce “la battaglia di Milano“.

Parole, queste, di certo estremamente forti ma probabilmente giustificate.

L’eminente infettivologo, infatti, non è nuovo a dichiarazioni piuttosto forti ma i numeri, purtroppo, sono dalla sua parte.

Coronavirus a Milano, Massimo Galli parla di “contagio dilagante”

infettivologo di Milano Massimo Galli
l’infettivologo di Milano, Massimo Galli (fonte: profilo ufficiale Twitter)

Secondo le parole del luminare, infatti, ci sarebbe da avere davvero paura.

Solo pochi giorni fa, infatti, Massimo Galli sosteneva già che a Milano la situazione era da incubo: “Siamo nella peste” aveva detto a Repubblica.

Oggi, su SkyTg24 invece, vengono riportate alcune dichiarazioni che il professore ha rilasciato durante un’intervista alla trasmissione televisiva Agorà.
E anche queste sono decisamente preoccupanti.

I dati che ho mi dicono che durante il lockdown a Milano avevamo il 7-8% di persone infettate tra i 30 e i 50 anni contro il 40% nella Bergamasca. Ora il timore che l’infezione vada avanti in modo dilagante è reale ed è testimoniato da quello che vediamo negli ospedali“.

Il rischio è, quindi, di ritrovarci in una situazione ben peggiore di quella che avevamo a Marzo.
Secondo Massimo Galli, infatti, la decisione di attuare la quarantena ha evitato il peggio.

Adesso, però, un nuovo lockdown non sarebbe la soluzione.

Come dice anche la Fondazione Gimbe, quella che si occupa di monitorare i casi di Coronavirus in Italia, il nuovo DPCM corre troppo dietro ai numeri.

Evitare una nuova quarantena è fondamentale.

Per farlo, però, bisogna trovare soluzioni più incisive.
Soprattutto in Lombardia, dove la situazione è veramente esplosiva è stato già varato il “coprifuoco”.
Ed i numeri dei contagiati rischiano di salire in maniera esponenziale.
Sembra, poi, che non si possa fare nulla a riguardo.

Milano ha molta più gente suscettibile a infettarsi e le persone si sono mosse in maniera intensiva d’estate. Poi c’è stata la ripresa di numerose attività (…)“.
Questi sono solo alcuni dei motivi che fanno dire a Massimo Galli che “la battaglia di Milano”, scongiurata a Marzo, accadrà comunque nelle prossime settimane.

Come sosteneva anche Ranieri Guerra, infatti, bisogna iniziare a pensare a quali siano i veicoli più effettivi di contagio.

Massimo Galli sostiene che andrebbero ripristinate le didattiche a distanza e, quanto più possibile, lo smart working.
I mezzi pubblici, infatti, sono sempre estremamente affollati e causa di generale malcontento in tutto il nostro paese.

In Sardegna, ad esempio, gli studenti sono in sciopero proprio perché costretti a prendere mezzi pubblici affollatissimi: e non sono gli unici ad avere paura.

L’infettivologo di Milano parla, infatti, di “morti inaccettabili“.
Sono tutte quelle persone che, in questi giorni, stanno perdendo la vita perché le misure del Governo sono insufficienti.

Per Massimo Galli bisogna iniziare ad agire tempestivamente su tutti i possibili focolai. Chiede a gran voce che il Governo la smetta di litigare (per motivazioni puramente di ordine politico) su quali siano le misure da adottare.
Sarebbe necessario, dunque, iniziare a decidere una linea di comportamento continuativa.
Ed il professore si augura che possa essere un lavoro collaborativo.

Ma, comunque, sostiene che adesso è necessario: proprio per evitare che il Coronavirus a Milano (ed in tutta Italia) faccia ancora vittime.

Ci si deve rimboccare molto le maniche per organizzare gli interventi negli ospedali” sostiene ancora Massimo Galli.
Negli ospedali ci si rimbocca le mani ma “con impegno e frustrazione da parte del personale sanitario che sperava di non ritrovarsi di nuovo calato in questo incubo”.

L’infettivologo, infatti, aveva già ricordato su Twitter tutti i colleghi che, a causa del virus, hanno perso la vita combattendo per tutti noi.

Incredibile pensare che, a causa della nostra sconsideratezza, ci potrebbero essere ulteriori vittime tra le file di chi ci cura.
Il monito di Massimo Galli è, quindi, quello di tornare a rispettare le distanze di sicurezza ed indossare la mascherina.
Il governo, invece, dovrebbe pensare ad una soluzione univoca e collaborativa.

I casi di chi si oppone al rispetto delle regole continuano come, ad esempio, i bar che aprono in barba al DPCM.
Di pochi giorni fa, invece, la notizia che dei ragazzi hanno aggredito i carabinieri per non indossare la mascherina.
Difficilmente riusciremo ad uscire da questa situazione se non rispetteremo le regole.

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