Covid-19 | Il virus può tornare a circolare o no dopo l’estate?

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Se per Alberto Zangrillo “gli italiani sono stati terrorizzati abbastanza e in ospedale non entrano più malati”, Andrea Crisanti teme per l’autunno-inverno.

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Dopo l’estate il Coronavirus può tornare a circolare o no? È questa una domanda che tutti si pongono in questi giorni, dove da un lato sembra che il virus si sia attenuato, ma dall’altro c’è ancora lo spettro che possa riprendere la sua avanzata con il ritorno del freddo.

Tornare alle giornate drammatiche di marzo è una paura diffusa tra gli italiani e con l’arrivo dell’inverno si teme che anche il Covid-19 possa fare la sua ricomparsa.

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Oltre all’emergenza sanitaria sarebbe un vero disastro anche per l’economia, già duramente provata da quanto accaduto. I pareri  di Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano e Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare all’Università di Padova sono discordanti.

Crisanti: “Se la pandemia non rallenta il Covid-19 può tornare dopo l’estate”

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Andrea Crisanti (Foto Facebook @graziedottorcrisanti)

Il Covid-19 può tornare o no dopo l’estate? È la domanda che in questo momento gli italiani si pongono. Ascoltando il parere degli esperti cerchiamo di fare chiarezza.

I pareri di Alberto Zangrillo e Andrea Crisanti sono però diversi in merito.

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Da un lato Zangrillo, anche medico di Silvio Berlusconi, sostiene che gli italiani sono stati disinformati e terrorizzati.

“L’ultimo paziente entrato nella terapia intensiva del San Raffaele – spiega – risale al 18 aprile” e “l’ultimo positivo al virus ricoverato in reparto ordinario, con una sintomatologia semplice, è di dieci giorni fa”.

Per il primario del San Raffaele questo significa che “il Covid c’è ancora, non è mutato, ma l’interazione virus-ospite non dà più la malattia”.

Inoltre, sempre secondo Zangrillo gli ultimi tamponi hanno mostrato una carica virale attenuata rispetto a quelli di pochi mesi fa.

L’esperto precisa che “un paziente positivo non è malato. E il numero giornaliero dei contagi non ingrossa le fila dei malati”. Insomma per il medico è importante il riscontro clinico e questo gli dà ragione, perché “in ospedale non entrano più malati”.

Dall’altro lato però c’è il parere di Andrea Crisanti che non è ottimista quanto il collega.

Per il direttore del dipartimento di Medicina molecolare all’Università di Padova i nuovi casi sono costanti e avremmo dovuto sfruttare le temperature alte, quando il virus fatica di più a circolare, per avvicinare allo zero la sua presenza, mentre invece la discesa si è fermata.

“I numeri dell’epidemia sono ora bassi, però c’è un elemento che ci deve fare molto preoccupare: i nuovi casi – spiega Crisanti al Messaggero – sono costanti, non diminuiscono da settimane, gli scostamenti sono poco significativi”.

Zangrillo medico
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Per Crisanti qualcosa non sta funzionando. “Basta guardare i numeri della Lombardia – dice l’esperto – non si sta facendo il tracciamento dei casi, non li si sta cercando e isolando altrimenti il calo sarebbe proseguito”.

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Il sanitario conclude che “è evidente che il virus è sensibile al clima ecco perché aumentano i timori per l’autunno-inverno quando dopo l’estate tornerà il freddo e la situazione sarà favorevole al Covid-19″. Leggi anche Coronavirus | Silvestri: Comparso tra il 6 ottobre e l’11 dicembre

 

(Fonte: agi.it)