Covid-19 | Roberto Burioni | Primo Vaccino che funziona

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In un Tweet il Virologo Roberto Burioni ha annunciato un importante passo avanti nella ricerca sul vaccino per il Covid-19. La scoperta di un primo vaccino che funzionerebbe perfettamente sugli animali. 

Covid-19| roberto burioni primo vaccino che funziona
Foto: AdobeStock

 

 

 

Il virologo italiano Roberto Burioni nelle ultime ore avrebbe annunciato in un Tweet diventato virale in poche ore, dei primi risultati molto confortanti sulla ricerca per il vaccino per il Covid-19.

“Finalmente una notizia davvero ottima: un primo vaccino funziona benissimo negli animali. Come vi avevo detto, le notizie importanti le leggeremo su Science e non su Whatsapp. Stasera c’è da andare a letto felici” 

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I risultati della ricerca, pubblicati su Science, aprono uno scenario decisamente nuovo, soprattutto nei cuori e nelle menti di chi la scienza non la pratica,  ma attende che faccia i suoi passi avanti per poter tornare presto a vivere una vita in piena libertà e senza paura. Burioni ha dedicato un approfondimento alla pubblicazione di questi risultati positivi sulla ricerca del vaccino,  nel suo sito ‘Medical Facts’, dove ha anche lanciato delle ipotesi di previsioni per l’estate 2020 che ci apprestiamo a vivere. 

Vaccino Covid-19 | primi risultati positivi sugli animali | l’approfondimento di Roberto Burioni

Roberto Burioni vaccino covid-19
Foto: Tweet Roberto Burioni

 

 

Il virologo Roberto Burioni, dopo aver annunciato attraverso i social un risultato importantissimo raggiunto dai ricercatori cinesi sul vaccino per il Covid-19 pubblicato su Science, ha dedicato un approfondimento sul tipo di ricerca effettuato e su come funzioni la creazione di un vaccino esaltando l’approccio classico in ambito vaccinale.

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Su Medical Facts, Burioni spiega in modo semplice e comprensibile a tutti cosa significhi vaccinare, portando come esempio il morbillo. Una persona che si ammala di morbillo, sviluppa poi una protezione che dura tutta la vita:

“Vaccinare, dunque, significa in un certo senso mettere un paziente nelle condizioni di chi si è ammalato ed è guarito senza fargli correre i rischi e i disagi causati dalla malattia”

Poi spiega che per creare un vaccino si isola il virus, facendolo crescere in laboratorio per poi purificarlo e attraverso delle sostanze chimiche e procedimenti fisici basati sul calore inattivarlo. In questo modo, il virus inoculato in una persona, non sarà in grado di replicarsi ma invece di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi.

Specifica che:

“In questo caso, sostanzialmente, non si inietta più nel paziente un virus, ma delle proteine inerti che stimolano una risposta contro il virus dal quale provengono. La questione non è banale: se il virus viene danneggiato troppo, non è più in grado di stimolare una risposta immune; ma se lo danneggiamo troppo poco è ancora vivo e,non essendo attenuato, può ovviamente causare la malattia. Se però si trova la giusta misura, il vaccino può essere preparato”

Il risultato dei ricercatori cinesi che stanno lavorando per creare il vaccino per il Covid-19, pubblicato sulla rivista Science dunque sarebbe davvero sorprendente quanto importante, ed è stato raggiunto, come sottolinea il virologo, seguendo un metodo tradizionale:

“I risultati sono stati ottimi: non solo i vaccini non hanno dimostrato alcuna tossicità, ma hanno fatto produrre ai macachi una quantità molto alta di anticorpi neutralizzanti (quelli che – contenuti nel plasma dei guariti – potrebbero essere utili per la guarigione). Infine, la cosa più importante: i ricercatori cinesi hanno provato a infettare sperimentalmente i macachi con il coronavirus. Risultato: i macachi non vaccinati si sono tutti ammalati, mentre quelli vaccinati sono rimasti sostanzialmente sani” 

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Burioni, dopo aver esaltato il risultato raggiunto dall’equipe di ricercatori cinesi ha aggiunto anche:

“Non esultiamo perché è ancora presto e le scimmie valutate sono solo poche decine e, per quanto simili, non sono identiche all’uomo: ma questi sono i dati migliori che potevano arrivare dalla sperimentazione animale di un vaccino che è così pronto per la sperimentazione nell’uomo”

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Fonte foto: AdobeStock

Che dire, la ricerca scientifica è una macchina che non si ferma mai, e speriamo che presto la ricerca per il vaccino del Covid-19 dia risultati applicabili. Se i risultati sui test umani dovessero essere positivi, il vaccino sarebbe pronto entro il 2020. 

(Fonte: Medical Facts di Roberto Burioni)