Fase 2 | 6 principi base dell’OMS per alleggerire il distanziamento sociale

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L’OMS aveva fissato 6 principi, condizioni base da cui i singoli Paesi non avrebbero potuto prescindere per passare alla Fase 2. Quali sono? L’Italia li ha rispettati?

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Tra recriminazioni, paure, incertezze, passi avanti e passi indietro ci siamo: la fase 2 è iniziata.

I primi momenti di uscita dal lockdown stanno così andando in scena, sebbene la situazione rimanga sotto controllo per esser pronti a una eventuale “chiusura dei rubinetti” qualora la curva dei contagi dovesse sfuggire al controllo (o si spera anche prima).

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Per molti è una vera e propria boccata d’ossigeno ma non sono in pochi coloro che nutrono diverse perplessità circa questa fase 2, la sua nascita e la sua gestione.

Era il momento giusto? Stiamo forse correndo un rischio eccessivo? Il Paese è preparato?

Dubbi che forse dovevano però sorgere con maggior anticipo e ai quali, in effetti, c’é chi già aveva pensato, tentando a proprio modo di sollevarli.

Parliamo dell’OMS, organizzazione mondiale della sanità, che in tempi non sospetti aveva dato le proprie indicazioni circa la futura Fase 2.

Come la immaginava? Scopriamolo insieme.

Fase 2, principi base OMS: l’Italia ne ha tenuto conto?

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La Fase 2 non è naturalmente questione esclusiva dell’Italia.

Tutti i Paesi sin dall’inizio del lockdown si sono interrogati su che cosa sarebbe venuto dopo, la strategia migliore per uscire dalla quarantena e iniziare quella che, come da definizione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sarebbe stata una fase di “convivenza con il virus”.

Anche all’OMS si è posta dunque la questione e l’organizzazione è intervenuta elaborando un elenco di criteri raccomandati, parametriche i Paesi avrebbero dovuto seguire nel momento di uscita dalla fase di contenimento della pandemia di Covid-19 per avviarsi verso la riapertura.

Ecco i sei parametri riassunti per tutti voi.

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1. LA TRASMISSIONE DELLA COVID-19 È SOTTO CONTROLLO. Prima di riaprire, ogni Paese deve essere arrivato a una situazione in cui la diffusione dell’epidemia sia a basso livello o, quantomeno, rientri in una dimensione controllabile: occorre conoscere l’origine delle catene di trasmissione e mantenere i contagi entro una soglia affrontabile dal sistema sanitario locale.

2. I SISTEMI SANITARI SONO IN GRADO DI INDIVIDUARE, TESTARE, ISOLARE E METTERE IN QUARANTENA I CASI DI COVID-19. Questo aspetto riguarda molto da vicino il complesso dibattito che da sempre circonda la quesitone tamponi, test sierologici e anche la novità dell’app Immuni: il Paese è in grado di somministrare test a chiunque ne presenti la necessità? Non quindi solamente ai casi più gravi che arrivano negli ospedali ma anche a casi sospetti o parenti di positivi conclamati.

3. I LUOGHI PIÙ VULNERABILI SONO STATI MESSI IN SICUREZZA. Anche questa questione è assai dibattuta da qualche settimana. I contesti ad alto rischio come le case di riposo, che in ogni Paese, a cominciare dall’Italia, hanno registrato un numero impressionante di decessi, andrebbero tutelati in modo particolare per evitare una nuova diffusione del contagio.

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4. SONO STATE PRESE MISURE PREVENTIVE NEI LUOGHI DI LAVORO. Far ripartire l’economia è particolarmente importante ma certo non lo si può fare a scapito di vite umane: in ogni luogo di lavoro occorrerà dunque predisporre gli ambienti affinché si possano mettere in pratica le regole di distanziamento sociale, lavaggio delle mani, monitoraggio della temperatura e tutte le norme di sicurezza prioritarie.

5. SI È IN GRADO DI GESTIRE I CONTAGI DI RITORNO. Si parala ad esempio dei nuovi casi di COVID-19 importati attraverso cittadini rientrati nel proprio Paese di origine dall’estero, uno dei principali problemi riscontrati nella fase 2 di Cina e Singapore. Zone calde come gli aeroporti andranno sottoposti a misure ancor più stringenti, per individuare e isolare con tempestività eventuali positivi.

6. LA POPOLAZIONE È BEN INFORMATA E DISPOSTA A SEGUIRE LE NUOVE RACCOMANDAZIONI. Come ripetuto più volte anche dal premier Conte, la collaborazione di tutti è elemento imprescendibile nella delicata fase 2. Indispensabile risulta dunque fare appello al buon senso dei cittadini ma anche una comunicazione istituzionale chiara e univoca, che tenga la popolazione aggiornata circa gli sviluppi dell’epidemia e la aiuti a conformarsi alle nuove regole del vivere comune.

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Spiegati i sei punti chiave dell’OMS a tutti voi l’ardua sentenza: il 4 maggio è iniziata il Italia la Fase 2, questi parametri sono stati tutti rispettati?

Fonte: Focus