Fase 2 Coronavirus cosa prevede? | Calendario di ciò che si potrà fare

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Scopriamo data dopo data, a partire da oggi, lunedì 27 aprile, le varie scadenze prospettate dal premier Conte per le riaperture della Fase 2.

fase 2 coronavirus
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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte va in conferenza stampa, espone il nuovo decreto e, finita la diretta, ecco che piovono dubbi e domande. Un iter a cui oramai siamo più che abituati e che, anche oggi, tentiamo di  aiutarvi nel portare a termine.

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Ieri sera alle 20.20 circa il premier Conte ha illustrato l’avvio e le successive tappe della tanto attesa Fase 2, una fase di “convivenza con il virus”, come da lui stesso spiegato, che gli italiani ora dovranno cercare di comprendere e affrontare al meglio delle loro possibilità.

Già, comprendere, una fatica non da poco. Che cosa prevede nei fatti questa famigerata Fase 2? Ciò che è subito apparso chiaro dal discorso del Presidente del Consiglio è che sarà una fase per gradi, un susseguirsi di tappe nelle quali diversi volti del Paese torneranno a vivere, anche se tra le restrizioni.

Cerchiamo allora insieme di ripercorrere e comprendere al meglio queste tappe: solo sapendo ciò a cui andiamo incontro potremo esser preparati e ridurre al minimo i rischi di questo delicato momento.

Fase 2 Coronavirus quali tappe sono previste?

distanza di sicurezza fase 2
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La vera e propria Fase 2 avrà avvio il 4 maggio ma prima, già da oggi (27 aprile 2020), le aziende strategiche, industriali e produttive, che esportano all’estero e rischiano di perdere altre quote di mercato, possono riaprire presentando un’autocertificazione e passando al vaglio dei prefetti. Con loro riapriranno anche l’edilizia carceraria, scolastica e quella per il contrasto del dissesto idrogeologico.

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Il 4 maggio si entra poi nel vivo. Riaprono in tale data:

  • Le industrie manifatturiere,
  • le costruzioni
  • il commercio all’ingrosso relativo a queste filiere
  • I cantieri privati
  • I servizi da asporto di bar e ristoranti (con obbligo di ingrasso un cliente alla volta e consumo del cibo a casa o sul luogo di lavoro)

Per quanto riguarda gli spostamenti saranno consentiti «solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute» ma si «considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine». Il tutto solo ed esclusivamente all’interno della propria regione di residenza. E per andare in una diversa regione? Bisognerà avere «comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute».

Doverosa una precisazione: si agevolano le ricongiunzioni familiari ma ciò non significa dare via libera a riunioni familiari, grandi pranzi e affini; si tratta semplicemente di incontri «nel rispetto delle distanze e con le mascherine».

Sul fronte delle cerimonie religiose torna l’opportunità di celebrare funerali, preferibilmente all’aperto e con un massimo di quindici 15 partecipanti con mascherine e rimanendo a distanza.

Consentite anche passeggiate in montagna e nuotate al mare, così come attività di fitness all’aperto, il tutto da svolgere però singolarmente e mantenendo le dovute distanze. Parchi, ville e giardini pubblici riapriranno su tutto il territorio nazionale, per consentire il moto anche lontani da casa. Si specifica però che gli ingressi nelle aree riservate ai bambini potranno essere «contingentati» e i sindaci potranno attuare restrizioni, sempre seguendo la curva dei contagi.

Rimane obbligatoria almeno per due settimane anche l’autocertificazione, considerata uno strumento utile affinché gli italiani non percepiscano l’allentamento delle misure come il ritorno alla vita di prima.

Infine la questione mascherine. L’utilizzo diviene obbligatorio dentro i negozi, negli uffici, nelle fabbriche, sugli autobus, sulla metropolitana, nei treni e a bordo degli aerei. A tale scopo si è intervenuti per calmierare i prezzi che dovrebbero esser imposti a circa 50 centesimi il pezzo.

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Per il secondo step della Fase 2 si dovrà attendere il 18 maggio, quando, se tutto sarà andato nel migliore dei modi (con una curva dei contagi tenuta entro limiti di accettabilità), riapriranno i negozi di abbigliamento e di calzature, le gioiellerie e tutti gli altri esercizi commerciali di vendita al dettaglio. Anche qui naturalmente rigide norme di distanziamento sociale e mascherine obbligatorie.

Cinema, teatri e sale da concerto resteranno chiuse, come i pub e le discoteche mentre riapriranno invece i musei e si potranno visitare le mostre, seguendo rigorosamente ingressi contingentati e rispettando le distanze e indossando le mascherine.

In questo momento potranno tornare ad allenarsi anche gli atleti che praticano sport di squadra, osservando sempre il rispetto della distanza di sicurezza.

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Ultima attesa tappa il primo giugno. Solo allora bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie potranno riaprire al pubblico: distanziamento obbligatorio di due metri tra un tavolo e l’altro e camerieri rigorosamente con guanti e mascherine.

Per questa data si potranno anche prendere appuntamenti da estetisti e parrucchieri dove però, non essendo possibile mantenere la dovuta distanza di sicurezza, cliente e lavoratori dovranno indossare la mascherina e i guanti.

Infine novità anche per il tanto discusso esame di maturità. Se tutto andrà secondo i piani il 17 giugno i ragazzi potranno rientrare a scuola e sostenere l’esame dal vivo e non per via telematica come precedentemente prospettato..

covid 19 fase 2
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Ecco dunque, tappa dopo tappa, la lenta riapertura dell’Italia, una riapertura soggetta a costanti controlli e, come sottolineato dal premier, anche ad eventuali “chiusure del rubinetto” qualora si ritenesse necessario.

A noi il compito di esser prudenti, rispettare quanto richiesto e, ancora una volta, tenere duro.