Coronavirus | Da New York le immagini shock delle fosse comuni

Al largo del Bronx, New York, riprese immagini shock di grandi fosse comuni in prossimità della Grande Mela dedicate solo alle vittime del Coronavirus

fosse comuni New York
Foto da Instagram @zheela_noori

Le immagini che hanno lasciato il mondo più che esterrefatto sono state scattate a Hart Island, nel Bronx, alle porte di New York.

Si tratta di foto in cui vengono ritratte un’impressionante mole di bare sepolte una a ridosso dell’altra in grandi fosse comuni.

E’ la risposta della Grande Mela alla crescente mole di decessi a causa della diffusione del Coronavirus, una risposta che lascia senza parole e che pone dinnanzi a tutta la portata catastrofica di questa pandemia.

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Coronavirus le fosse comuni a New York

New York fosse comuni
Foto da Instagram @eltribunosalta

Nei giorni scorsi il sindaco di New York, Bill De Blasio, aveva accennato alla possibilità di usare “cimiteri temporanei”, zone che sarebbero rimaste avvittive fino a che la crisi fosse passata.

Tra le papabili zone per questo triste utilizzo lo stesso sindaco aveva menzionato Hart Island, descrivendolo come “il luogo storicamente” adibito a quell’uso. Si tratta infatti di un’isoletta di 1,6 km per 500 metri al largo del Bronx che ospita solitamente le fosse comuni di New York. Qui trova la sua definitiva dimora chi non ha amici né famigliari che reclamino le spoglie o chi non può permettersi un funerale.

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A New York alimento i morti di Coronavirus sono circa 25 al giorno: arrivano sull’isola in anonime bare di colore chiaro e ad accoglierli trovano non i propri cari, bensì i detenuti della vicina prigione di Rikers Island, assunti a contratto per scavare nuove fosse comuni.

Quella che in molti già chiamano “la capitale del Covid“, con 159 mila contagi confermati (circa 15 mila più dell’Italia), si prepara a quanto pare a un flusso di sepolture ben più alte del consueto. L’amministrazione cittadina ha in particolare disposto che i morti non reclamati dagli obitori vengano portati a Hart Island più celermente del solito.

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Quella che dunque solitamente è considerato l’ultimo approdo dei più sfortunati diventa ora l’unica alternativa per una città che non sa più dove mettere i suoi morti, vedendo quadruplicate nelle ultime due settimane le sue sepolture e con obitori sovraffollati.

Una triste immagine quella della Grande Mela che si unisce a tante altre tristi immagini come quelle delle vetture militari che lasciavano l’italiana Bergamo cariche di bare.

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