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Cancellare un tatuaggio: quali vanno via, quanto costa e fa male?

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Cancellare un tatuaggio, perché pentiti o per altri motivi, oggi i può ma a quale prezzo? La procedura funziona sempre e, soprattutto, fa male? Scopriamo insieme a che cosa si va incontro quando si vuole eliminare un tattoo.

Foto da Pixabay

Le statistiche parlano chiaro: tre italian su dieci si pentono. Di che cosa? Del loro tatuaggio.

Già, sono sempre di più coloro che ricorrono al laser per eliminare dalla propria pelle quel disegno, scritta o decoro che non vogliono proprio più vedere.

Se però la decisione di fare un tatuaggio appare, in simili circostanze, presa un po’ avventatamente lo stesso non si può dire della soluzione trovata per riparare all’errore.

Prima di approcciarsi al laser gli italiani si pongono a quanto pare diversi interrogativi: farà male? Quanto mi costa? Ma funzionerà veramente?

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Oggi CheDonna.it prova risponde a questi e a molti altri quesiti circa l’eliminazione di un tatuaggio.

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Cancellare un tatuaggio: tutto quello che c’è da sapere

I fattori decisivi di cui tener conto quando si parla di cancellazione di un tatuaggio sono principalmente tre: grandezza, tipo di pigmento utilizzato e profondità dell’incisione.

Occorre infatti sapere che più il tatuaggio è grande più la sua sparizione totale sarà difficile (se non impossibile) da ottenere. Inoltre, se il vostro tatuaggio è in bianco e nero potete considerarvi fortunate: i colori più difficili da eliminare sono infatti quelli tenui, soprattutto rosso, giallo e bianco. Infine la questione profondità: per evitare di lasciare cicatrici, il laser lavora quanto più possibile superficialmente, cosa che rende difficile eliminare lavori di tatuatori dalla mano un po’ troppo pesante.

Il laser infatti procede essenzialmente frantumando le particelle di inchiostro cosicché la cute sia in grado di “riassorbirle”. L’operazione non è di quelle da “una botta e via”: occorrono senza dubbio più sedute, inframezzate di norma da circa quaranta- sessanta giorni di pausa, caratterizzati da medicazioni a base di unguenti e creme particolarmente grasse, importanti per idratare al meglio la pelle e prevenire l’insorgere di infezioni. Se dunque tre o cinque sedute basteranno per i tattoo più piccoli, i grandi potranno richiedere fino a venti incontri con il laser.

Purtroppo non si tratterà di incontri propriamente piacevoli: così come per la realizzazione del tatuaggio, anche la sofferenza legata alla sua rimozione sarà strettamente correlata alla zona da trattare, infliggendo più dolore là dove la pelle si assottiglia.

Come se la sofferenza fisica non bastasse c’è poi quella economica. Cancellare un tatuaggio è cosa tutt’altro che low cost: ogni seduta, di media, ha un costo di circa 300 euro.

Insomma, ripensarci pare proprio non essere una buona idea. Qualora però l’eliminazione risultasse l’unica via percorribile, questa volta saremo quantomeno preparate.

Fonte:deejay.it

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