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Aglio in vagina, effetti collaterali di questa pratica con l’antico rimedio naturale

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Un ginecologo chiede alle donne di non mettere più l’aglio nella vagina.

Aglio in vagina, effetti collaterali di questo antico rimedio naturaleLa medicina alternativa e i rimedi naturali sono particolarmente apprezzati e stanno tornando ad avere una valenza curativa nelle nostre case. Sempre più persone si rivolgono a queste alternative di salute per combattere i mali quotidiani in sostituzione ai farmaci tradizionali. Tra gli alimenti chiave di questi rimedi si trova l’aglio, dati i suoi innumerevoli benefici per la salute.

L’aglio è noto per i suoi numerosi benefici: anti-infiammatorio, antibatterico, antisettico, analgesico e antiossidante in particolare. Contiene composti attivi come allicina, alliina, flavonoidi e carotenoidi. Con queste sostanze solforose e questi antiossidanti, l’aglio aiuta a prevenire l’invecchiamento cellulare, migliora la circolazione sanguigna, promuove il corretto funzionamento delle arterie, allevia i disturbi gastrici e combatte anche malattie benigne come raffreddori e influenza.

Questo condimento può essere assunto per uso esterno o interno. Crudo, cotto o in  un infuso, è  popolare anche per la sua efficacia nell’applicazione topica. Tuttavia, per questo ultimo utilizzo, devono essere prese alcune precauzioni, specialmente quando si tratta di inserirlo direttamente nella vagina.

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L’aglio nella vagina, l’opinione degli esperti

In caso di infezioni o infezioni vaginali da lievito, esistono rimedi efficaci in considerazione delle loro proprietà antimicrobiche e antimicotiche che alleviano il prurito e combattono gli agenti patogeni che causano queste infezioni. Tra i rimedi noti troviamo olio di cocco, yogurt, estratto di semi di pompelmo ma soprattutto l’aglio. Sebbene questi alimenti abbiano reali benefici per la salute, il loro uso diretto nella vagina comporta dei rischi.

L’opinione degli esperti

Di fronte all’aumento dell’uso di questi rimedi naturali che vengono inseriti direttamente nella vagina, alcuni esperti hanno deciso di lanciare l’allarme. In un articolo pubblicato su Marie Claire sulle cose da non fare per preservare la salute vaginale, il vicepresidente del Consiglio dell‘Ordine delle ostetriche, Isabelle Derrendinger, spiega che le mucose vaginali sono particolarmente sensibili e fragili. A differenza di alcune aree del corpo che possono sopportare questi prodotti naturali, la flora vaginale non è disposta a ricevere tali pratiche. Il rischio maggiore è quello di peggiorare la situazione e soffrire di prurito, bruciore e perdite di cattivo odore. Anche i ginecologi Lauren Streicher e Jennifer Gunter sono della stessa opinione come si evince dalla loro relazione sulla rivista Health.

Il Dr. Streicher afferma che la pratica dell’aglio nella vagina è ridicola e che nessun ginecologo la consiglierebbe mai: “L’aglio non è un sostituto dei trattamenti medicinali supportati dalla scienza, come le creme antimicotiche da banco.

Per quanto riguarda la dott.ssa Gunter, ha pubblicato un tweet in cui spiega che non si dovrebbe prendere il consiglio medico di chi raccomanda di mettere l’aglio nella vagina (o qualunque altra cosa) perché c’è una grande differenza tra aglio che esibisce proprietà antifungine in laboratorio (quando studiato in piastre di Petri, contenitori utilizzati per la coltivazione di microrganismi) e aglio intero usato per eliminare un’infezione da lievito. Nel suo tweet afferma che la vagina non è un piatto di cellule e che l’aglio non ha lo stesso effetto dell’aglio trasformato in laboratorio.

La dottoressa Streicher spiega che quando le donne optano per questi rimedi naturali, è perché le creme antimicotiche non funzionano e che si tratterebbe quasi sicuramente di un errore di autodiagnosi. Date le varie infezioni che possono colpire una donna ed essere simili nei sintomi, come la micosi e la vaginosi batterica, è meglio consultare uno specialista non appena si avvertono prurito, perdite biancastre o bruciori.

In generale, basta utilizzare i rimedi naturali in modo ragionevole e consultare un operatore sanitario se si soffre di una particolare condizione.

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