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Cucina italiana: 5 curiosità quasi sconosciute sugli alimenti

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La cucina italiana ha una lunga tradizione e nei secoli sono nate tante curiosità sugli alimenti protagonisti delle nostre ricette tipiche. Ve ne raccontiamo 5 in questo articolo.

curiosità culinarie

Attraversando i secoli con tutti i loro cambiamenti a livello economico e sociale, la cucina italiana ha subito tantissime trasformazioni e cambiamenti: basti pensare alla scoperta dell’America, che ha portato nel nostro Paese alcuni ingredienti totalmente sconosciuti fino ad allora come le patate, i peperoni, il mais, i pomodori e la barbabietola da zucchero.

Per la sua suddivisione in Regioni, inoltre, l’Italia ha sviluppato tante cucine tradizionali differenti, offrendo una serie di piatti tipici davvero infinita: piatti semplici, basati su ingredienti sani e su inconfondibili armonie di sapori.

Una cucina antica come la nostra ha inevitabilmente vissuto tanti episodi nella sua storia, sono nate nei secoli molte leggende che riguardano il cibo italiano e infinite curiosità culinarie tutte da scoprire e raccontare: in questo articolo ve ne proponiamo 5 davvero poco conosciute.

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5 curiosità sul cibo italiano tutte da scoprire

cucina italiana

1. Bere l’acqua prima del caffè

Il caffè è sicuramente il modo migliore per iniziare la giornata secondo tantissimi italiani: sono tanti gli studi che confermano i benefici del caffè, ma è innegabile che la prima tazzina del mattino porti con sé anche alcuni effetti collaterali.

L’abitudine di bere un po’ d’acqua prima del caffè mattutino sembra nascere proprio dal fatto che in questo modo si riescano a minimizzare i possibili danni: il caffè infatti è un diuretico e, di prima mattina, il corpo è disidratato dal digiuno notturno. L’acqua aiuta a compensare questo problema e, dettaglio non trascurabile per i veri intenditori, sciacqua e pulisce il palato per poter apprezzare al meglio il caffè fumante.

2. Sale nella pasta: prima o dopo che l’acqua bolla?

Anche se un piatto di pasta sembra la cosa più facile del mondo, ci sono alcuni accorgimenti da seguire per ottenere la cottura davvero perfetta: innanzitutto, evitare di lasciarla troppo sul fuoco per non scuocerla e poi salarla al momento giusto.

A proposito di questo, quando è il momento migliore per salare l’acqua della pasta? Il dibattito sulla questione è sempre aperto: secondo la scienza, è meglio mettere il sale nell’acqua della pasta quando è già arrivata al punto di ebollizione perchè l’acqua salata impiega più tempo a bollire.
Ma secondo la saggezza popolare, aggiungere un pugno di sale grosso nella pentola prima di accendere il fuoco è una buona abitudine per non dimenticarsi di metterlo dopo!

Qualsiasi sia la vostra scelta tra prima o dopo che l’acqua bolla, l’unica cosa davvero importante è non dimenticarsi il sale: non c’è niente di peggio che aggiungerlo direttamente sulla pasta già scolata e impiattata.

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3. San Basilio e il “pesto alla genovese”

Come è nato il famosissimo pesto alla genovese? La leggenda narra che un frate del convento di San Basilio abbia raccolto le erbe e le spezie che crescevano spontaneamente sulle alture vicino Genova, per poi mescolarle con altri ingredienti donati dai fedeli: noci, pinoli e formaggio. Da quel tentativo, nacque per la prima volta il pesto.

Oggi sappiamo che l’ingrediente principale del pesto alla genovese è il basilico: tradizione vuole che vada coltivato all’interno di una lattina sul davanzale di una finestra con vista sul mare, affinché le foglie possano assorbire il calore del sole e il gusto del sale marino.
Per chi non ha la fortuna di vivere sul mare, le piante di basilico possono essere coltivate su qualsiasi balcone e crescono da aprile a settembre.

4. Perchè la mozzarella si chiama così?

Il nome mozzarella nasce dal dialetto napoletano e deriva dal metodo di lavorazione di questo gustoso latticino: il termine è infatti il diminutivo della parola “mozza” (taglio), voce del verbo “mozzare” (tagliare).

La mozzarella viene chiamata così da tempo immemore e il suo nome è citato per la prima volta in un libro di cucina del 1570, firmato da Bartolomeo Scappi.
Oggi la mozzarella è sul podio dei formaggi italiani più conosciuti all’estero e viene esportata in tutto il mondo.

5. Le fettuccine Alfredo: una storia incredibile

Le Fettuccine Alfredo, note in tutti i ristoranti italiani del mondo, sono condite con burro e parmigiano: con il calore della pasta, il formaggio si scioglie e crea insieme al burro una salsa dal sapore inconfondibile e la consistenza cremosa.

La ricetta fu inventata all’inizio del secolo scorso dal ristoratore romano Alfredo di Lelio, per aiutare la moglie debilitata dal parto dopo la nascita del loro primogenito.
Le Fettuccine Alfredo divennero popolari in pochissimo tempo e ancora oggi sono amatissime soprattutto negli Stati Uniti: la cosa assurda è che in Italia nessuno sa di cosa si tratta!

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