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Salvare l’ambiente con il cinema…green! In Italia si può

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cinema ecosostenibile
Il cinema green, in Italia si può (Istock Photos)

Salvare l’ambiente con il cinema…green! In Italia si può, con i film ecosostenibili per aiutare il nostro pianeta a respirare una nuova vita. Merito di Green Drop Award

Salvare l’ambiente che ci circonda, ora in Italia si può fare con il cinema green. L’ecosostenibilità dei film è sempre più apprezzato nel mondo dell’arte per salvaguardare il paese in cui viviamo. Il nostro Pianeta, infatti, è sempre più inquinato, le cause sono tante e sempre meno giustificabili. Come fare allora, per diminuire questo inquinamento e cercare di salvaguardare il nostro Paese? Una proposta, orami divenuta certezza dal 2012, viene proprio dal cinema che diventa green, o meglio Green Drop Award. Si può salvare l’ambiente partendo da chi racconta “storie” di vita quotidiana. La storia dell’ambiente e della crisi ecologica è stata raccontata dalla sensibilità di grandi autori come Giuseppe De Santis “Uomini e lupi” del 1957, Franco Rosi “Le mani sulla città” (1963), Ermanno Olmi “Il segreto del bosco vecchio” (1993) o Matteo Garrone “Gomorra” (2008).

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Come nasce il Cinema Green – Storia ed ecosostenibilità dei film

Cinema green, coome salvaguardare l'ambiente
Cinema green (Istock Photos)

Si può salvare l’ambiente con il cinema? Da oggi, in Italia si può. Il genere Green nel cinema ha una storia molto antica. Bisogna arrivare ai padri del cinema, i fratelli Lumiere che già, nel lontano 1899, prendendo gli incendi dei pozzi petroliferi a Baku, in Azerbaigian: “Puits de pétrole à Bakou. Vue d’ensemble”, raccontavano di ambiente ed ecologia. Attraverso il cinema e, ormai da diversi anni, la Ong Green Cross Italia è impegnata in azioni di sensibilizzazione e di aiuto concreto in numerose aree del pianeta. In Italia e in particolar modo a Venezia la manifestazione Green Drop Award  all’interno della Mostra Cinematografica di Venezia, premia dal 2012 i migliori film ecosostenibili con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità di  preservare le nostre risorse e il nostro ambiente per le generazioni future, stimolando la solidarietà e la cooperazione fra le persone e i popoli. Nell’ultima edizione, quella del 2018,  vinse il premio Green Drop Award, il film “AT ETERNITY’S GATE” del regista Julian Schnabel e al suo protagonista Willem Dafoeche portano sul grande schermo gli ultimi, tormentati anni del pittore olandese Vincent Van Gogh.

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La stessa giuria del Green Drop Award ha dichiarato: “La natura è il bene primario grazie al quale possiamo sopravvivere, amare e creare nuova bellezza. Noi stessi siamo parte integrale della natura.Il cinema, le arti visive e più in generale l’arte sono la continuazione di questa bellezza che l’essere umano ha saputo perpetuare.  Gli artisti, come lo sono gli attori e le attrici, le registe e i registi e le maestranze tutte del cinema, con la loro opera rendono costantemente questo fragile Pianeta un luogo migliore, e ci ricordano perché vale la pena conservarlo per le future generazioni.”

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Ed è così che negli ultimi tempi assistiamo sempre più ad una presa di coscienza sul tema ambientale nel cinema. Il Green Corss Italia ne è un esempio ma, troviamo “movimenti a favore dell’ecosostenibilità” anche nel recente Festival di Cannes, quando il 19 maggio Edison Green Movie presentò il progetto di cinema ecosostenibile di Edison, progetto  che nasce dalla collaborazione tra la giovane casa di produzione cinematografica Tempesta, la società elettrica Edison e la società di consulenza energetico-ambientale di Legambiente, Azzero CO2. Affianco al progetto Green Movie, prende le mosse anche all’iniziativa Action 4 Climate della Banca Mondiale e il Ministero dell’Ambiente.

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Il concorso internazionale si rivolgeva a giovani neo registi, rampolli del cinema “genuino”, quello ecosostenibile, legato a valori che hanno radici profonde, nella madre terra, forte e robusta se sostenuta dall’uomo. Edison Green Movie è, dunque, il primo protocollo europeo per il cinema sostenibile dedicato alle case di produzione cinematografiche per l’adozione di soluzioni in grado di ridurre l’impatto ambientale di un film. Il primo film italiano che ha applicato il protocollo Edison Green Movie a livello europeo è stato “Il Capitale Umano”, una produzione Indiana Production Company con Rai Cinema per la regia di Paolo Virzì. L’applicazione del protocollo a tutte le fasi di produzione ha permesso di ottimizzare i consumi energetici e di materiali contribuendo a ridurre l’impatto ambientale del film e portando concreti risparmi economici.

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Il cinema è stato ed è ancora oggi antropomorfo, parla dell’uomo e del suo passaggio sulla Terra, e quale migliore vetrina per indirizzare il pensiero ecologico allo spettatore che guarda rapito il grande schermo se non quello del Cinema. La produzione del film Il Capitale Umano ha ripensato l’intero ciclo produttivo del film. Ad esempio per soddisfare l’esigenza energetica del film è stato utilizzato un allaccio temporaneo alla rete elettrica permettendo di tagliare le emissioni di anidride carbonica di circa il 75% passando dalle 44 tonnellate prodotte da un tradizionale gruppo elettrogeno (generatore) a 12 tonnellate. Il prelievo di energia dalla rete elettrica unitamente all’utilizzo di bank di neon a batteria per le riprese in ambienti interni ha prodotto un risparmio di oltre 37 mila euro. Altra case history di applicazione del protocollo Edison Green Movie è il film “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi, produzione di Cinema Undici e Ipotesi Cinema. Il cinema ecosostenibile si ritrova anche nei grandi colossal oltreoceano che portano nomi di registi importanti. Un esempio è il sequel del grande successo di  “Avatar” di James Cameron, il quale, insieme ai suoi collaboratori, ha deciso di realizzare l’intero film, “Avatar 2” in modo ecosostenibile, adottando i principi “green”, utilizzando risorse energetiche rinnovabili e pulite. Il regista Cameron, inoltre, ha ben pensato di installare un impianto fotovoltaico in grado di produrre l’energia elettrica necessaria alle riprese del film, creando un vero e proprio “green set” cinematografico. Le pellicole sono molte e in continuo aumento. È sicuramente la nascita e la testimonianza di un nuovo codice artistico, bisogno rinnovato di lasciare un’impronta espressiva di alto impatto socio-ecologico da parte dei filmakers di tutto il mondo. Il pensiero cinematografico è positivo e di fiducia per un futuro migliore, più lungo e di immenso rispetto per chi ci accoglie tra le sue materne braccia senza chiedere niente di più all’uomo se non il rispetto necessario per una vita più sana e felice.

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