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Le 9 curiosità che devi sapere sul film cartoon Biancaneve e i sette nani

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Biancaneve e i sette nani, curiosità (Istock Photos)

Le 9 curiosità che devi assolutamente sapere sul cartoon Biancaneve e i sette nani

Il primo, forse il più bello, certamente il più amato e ricordato dei lungometraggi a cartoni animati prodotti da Walt Dinsey. Per bambini, ma non solo, per tutti noi, nel cuore di tutte le età, la storia di Biancaneve e i sette nani è la storia dei cartoon da sempre. Tratto dall’omonima fiaba dei Fratelli Grimm, ispirò proprio il produttore Walt Disney a metterlo in scena. Fu il primo film d’animazione nella storia del cinema americano. Un successo senza precedenti. Ma  chi non conosce la trama?  Una principessa perseguitata dalla propria matrigna trova rifugio nella casetta di sette nani minatori. Caduta vittima di un maleficio, si risveglia con un bacio del Principe azzurro. Vivrà, così, felice per sempre. Questo il soggetto del film – sintesi di tutti i generi cinematografici: dramma, commedia musicale, horror, love story, western – Biancaneve e i sette nani. Il primo lungometraggio cartoon della storia del cinema. Il dicembre del 1937, anno dell’uscita del film, ci fu la prima, appunto, di quella che era stata definita “la follia di Walt Disney”, successivamente campione d’incassi assoluto fino all’uscita, due anni dopo, del film Via col vento, a tutt’oggi considerato il capolavoro insuperato dei Disney Studios, l’opera che ha rivoluzionato l’arte dei cartooning e consentito la nascita di un impero senza precedenti. Il pubblico dell’epoca si affezionò alla protagonista Biancaneve e alle gesta dei suoi piccoli amici. Ma quali sono le curiosità intorno al primo film d’animazione della storia del cinema? Vediamoli insieme

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Le 9 curiosità che devi sapere sul cartoon Biancaneve e i sette nani

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Biancaneve e i sette nani, curiosità sul film (I stock Photos)
  • Leggenda narra che il disegnatore Charlie Thorson, che propose a Disney il bozzetto definitivo di Biancaneve, avesse conosciuto in Canada una cameriera islandese, Kristin, la quale avrebbe ispirato il sembiante del personaggio.
  • Tra i film che il signor Disney ebbe come riferimento per la reinvenzione della fiaba ci furono Dr Jekyll e Mister Hide, per la mutazione della regina in strega, Romeo and Juliet per la scena clou dove Biancaneve “muore” avvelenata dalla mela e viene successivamente salvata dal bacio del Principe.
  • Il film è composto da oltre 250.000 disegni con un sottofondo musicale eseguito da un’orchestra di 80 elementi.
  • Walt Disney, uomo puntiglioso e perfezionista, fece disegnare appositamente, per le versioni differenti da quella inglese, tutte le diciture che si leggono nel film, dai nomi dei sette nani che spiccano sulle cornici dei letti, ai testi stregati della regina.
  • Per ottenere la tonalità finale da usare per dipingere personaggi e fondali, vennero mescolati 1500 tra colori primari e gradazioni diverse. La parte macabra e nascosta delle favole più note
  • Disney decise di eliminare due sequenze dal film: una in cui i nani mangiano rumorosamente un piatto di minestra e un’altra in cui costruiscono un letto per Biancaneve. La prima scena è possibile vederla nella sua rough version senza colore: è contenuta, infatti, nella videocassetta edita nel 1994.
  • I nomi dei sette nani: Trovare i nomi dei nani non fu così immediato. Oggi i vari Dotto, Eolo, Gongolo, Mammolo, Pisolo, Brontolo e Cucciolo ci sembrano gli unici possibili, ma gli sceneggiatori avevano passato in rassegna anche svariate idee e nomi. Tra i tanti c’erano Blabby (il nano chiacchierone), Crabby (il nano malevolo), Daffy (il nano sciocco), Gloomy (il nano triste) e tanti altri. La scelta fu ardua e i definitivi nomi dei sette nani arrivarono proprio all’ultimo momento.
  • Le sopracciglia dei sette nani: forse non ci avete mai fatto caso, ma le sopracciglia dei sette nani, anzi sei, fa eccezione Gongolo, che le aveva bianche, tutti gli altri presentano le stesse sopracciglia nere e sottili. Il motivo? Erano le stesse di quelle di Walt Disney. Un piccolo vezzo.
  • La colonna sonora del film fu la prima ad essere accompagnata da un sound truck apposita. Originalmente i compositori avevano scritto ben 25 canzoni originali del film, ma solo 7 ne sono state utilizzate nella versione definitiva.

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La favola di Biancaneve è  oggigiorno ancora attuale, e sono passati più di ottanta anni dalla sua messa in onda. La frase che caratterizza il classico Disneyano “specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?” è stata detta, almeno una volta nella vita, da grandi e piccini. Un’icona simbolo di bellezza e semplicità nelle vicende di Biancaneve e nel lungometraggio tutto.  Il film d’animazione ottenne anche 3  nomination agli Oscar e vinse con il premio alla carriera per Walt Disney.  Il film è stato aggiunto al National Film Registry degli Stati Uniti per essere considerato “culturalmente, storicamente o esteticamente significativo” nel 1989. Era uno dei due film d’animazione a comparire nella lista dei 100 più grandi film americani di tutti i tempi. Nel 2008 L’AFI lo ha eletto il miglior film d’animazione americano di tutti i tempi.

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