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Nuovo governo, Roberto Fico da Mattarella: a lui l’incarico?

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Roberto Fico
(TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Ancora in salita la strada verso il Nuovo governo, Roberto Fico è salito al Quirinale dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella: spetterà a lui l’incarico di governo?

La scorsa settimana, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito il mandato esplorativo al presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. La Seconda carica dello Stato ha dovuto valutare la possibilità di una convergenza su un programma di governo tra centrodestra e Movimento 5 Stelle. Si è concluso con un nulla di fatto, ma il fatto che la scelta sia caduta su una donna, cosa che peraltro era nell’aria, è stato visto come un segnale importante. Le distanze restano e il presidente Mattarella, dopo due giorni di silenzio, è tornato a farsi sentire, convocando per un nuovo mandato esplorativo il presidente della Camera, Roberto Fico.

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Mandato esplorativo a Roberto Fico: cosa accadrà?

Se la Casellati ha dovuto verificare possibili convergenze tra centrodestra e Movimento 5 Stelle, a Roberto Fico spetta il compito, altrettanto difficile, di chiarire se sia possibile un governo tra pentastellati e centrosinistra. Proprio in questi minuti, Roberto Fico sta salendo al Quirinale per conferire con il Capo dello Stato: un mandato esplorativo non è un vero e proprio preincarico, ma a un’alta Carica dello Stato spetta la possibilità di verificare possibili convergenze. I numeri ci sarebbero: ad esempio, alla Camera dei Deputati, una maggioranza M5S (227) Pd (112) e Leu (14), conterebbe su 363 voti, una cinquantina in più rispetto alla metà più uno. Di contro, va considerato che un sondaggio sottolinea come l’elettorato pentastellato preferisca un’alleanza con la Lega Nord. Intanto, la crisi istituzionale prosegue, anche se non è la più lunga della storia dell’Italia repubblicana, anzi. Nel 2013, Enrico Letta ricevette il mandato il 23 aprile e sciolse le riserve il giorno dopo. Alle elezioni si era andati a fine febbraio. Ci vollero dunque ben 61 giorni per scegliere chi sarebbe stato il nuovo presidente del Consiglio, ma quell’esperienza non ebbe una vita lunghissima: durò dieci mesi. Per formare nel 1996 il governo Dini di giorni ne sono serviti 127. Nel frattempo, rispetto al mandato consultivo a Roberto Fico, all’interno del Movimento 5 Stelle ribadiscono che il candidato premier resta Luigi Di Maio. “Fico avrà tutto il nostro sostegno e il nostro apprezzamento, ma il nostro candidato premier è e resterà Luigi Di Maio così come deciso da 11 milioni di italiani”, solo le parole del deputato del Movimento 5 Stelle, Riccardo Fraccaro ai microfoni del sito ilfattoquotidiano.it. Un possibile governo tra 5 Stelle e Pd sembra una strada lontanissima: il partito di centrosinistra non lo esclude aprioristicamente, ma ci tiene comunque – attraverso Ettore Rosato – a chiarire le distanze: “L’idea che si possa continuare a dialogare su due fronti dimostra il disinteresse assoluto del M5S al confronto con il Pd. Ribadisco inoltre che le distanze programmatiche e di impostazione politica tra il Pd e il M5S sono enormi: mi sembra quasi impossibile colmarle. Una cosa è dunque aprire a un confronto con M5S quando avrà chiuso il dialogo con la Lega, altra cosa è il risultato”.

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Gli scenari dopo il voto in Molise

Ieri intanto si è votato alle Regionali in Molise, con il centrodestra che ha vinto, incrementando il proprio consenso a discapito sia del Movimento 5 Stelle che del Partito Democratico e dell’intero centrosinistra. Il nuovo presidente della Regione è Donato Toma, che ha ottenuto 73.229 voti pari al 43,46% staccando il candidato del Movimento 5 StelleAndrea Greco, fermo a 64.875 voti (38,50%). Molto più staccato il candidato del centrosinistraCarlo Veneziale, che con 28.818 preferenze ha poco più del 17% dei voti, mentre CasaPound con Agostino Di Giacomo raccoglie qualche decimale e si ferma allo 0,42%

Sarebbe, per il centrodestra, l’ennesima conferma che il governo del Paese spetti a loro e lo dice chiaramente Mara Carfagna, vice presidente della Camera dei deputati, di Forza Italia, sulla sua pagina Facebook: “La vittoria del centrodestra in Molise conferma il risultato del 4 marzo: gli italiani vogliono che a guidarli sia una coalizione con una visione chiara ed un programma pragmatico ed efficace”. Sulla stessa lunghezza d’onda Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato: “In Molise Forza Italia e il centrodestra registrano una grande vittoria che ribalta il risultato delle politiche e infligge una forte frenata al M5S, a dimostrazione che gli italiani sono stanchi delle chiacchiere e dei personalismi a 5 stelle che paralizzano il Paese da ormai quasi 50 giorni lasciando tutti i problemi drammaticamente irrisolti”. Stessi concetti da parte di Silvio Berlusconi: “Dal Molise esce battuto e fortemente ridimensionato il dilettantismo dei 5 Stelle rispetto al voto di protesta espresso dagli elettori alle politiche. I grillini si dimostrano del tutto non credibili per una funzione di governo”. Netto anche il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “Gli italiani vogliono un governo guidato dal centrodestra e con un programma di centrodestra”. Leggermente diverso il giudizio di Matteo Salvini, che punta ancora all’accordo col Movimento 5 Stelle e sottolinea: “Abbiamo visto i dati del Molise che confermano che gli italiani hanno le idee chiare: sinistra e Pd cancellati dalla faccia della terra”.

A cura di Gabriele Mastroleo