Stress, paura e bassa autostima: la (brutta) vita di chi ha la sindrome di Crono

La paura di essere sostituiti nel ruolo che si ricopre è un timore estremamente diffuso, dall’ambito lavorativo a quello personale. Perché si genera e soprattutto come si può sopravvivere a questo genere di persone? 

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(Pexels)

Quando si ricopre un ruolo di responsabilità si sa perfettamente che a fronte di molto stress e molti compiti da svolgere, si otterranno gratificazione, appagamento e possibilmente ammirazione e rispetto da parte di altre persone, nella cui vita si arriva a ricoprire una parte molto importante.

Purtroppo non tutte le persone sono adatte a ricoprire un ruolo di responsabilità. Anche se molto dipende dalla preparazione e delle abilità a disposizione della persona che ricopre un ruolo di responsabilità, molto lo fa anche il suo carattere. 

Se carattere e abilità sono manchevoli, succede che la persona in questione crolli, che cioè non riesca a far fronte alle proprie responsabilità e metta in atto delle strategie di gestione dell’ansia molto sbagliate, che non minano soltanto il suo benessere psicologico ma che potrebbero avere delle pessime conseguenze sulla psiche delle persone che la circondano.

La paura di essere sostituiti: stress e bassa autostima

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La paura di essere sostituiti da qualcuno di più capace, più brillante, più gradevole o semplicemente più giovane causa un enorme stress psicofisico nelle persone che la provano.

Le persone che provano costantemente questo tipo di timore cominciano infatti a sviluppare comportamenti paranoici nei confronti di tutti coloro che le circondano e che in qualche modo potrebbero aspirare allo stesso ruolo che esse stesse ricoprono.

Questa dinamica è particolarmente chiara ed evidente in ambito lavorativo, ovvero dove la “scalata al potere” è una consuetudine accettata: è normale che un giovane nuovo arrivato, se abbastanza preparato e sufficientemente ambizioso, un giorno possa aspirare a sostituire il suo capo per poi arrivare a prenderne il posto in via definitiva.

Proprio perché questo meccanismo è perfettamente conosciuto e riconosciuto, in ambito lavorativo la paura di essere sostituiti è più alta che in qualsiasi altro ambito. Ne consegue che le persone che ricoprono ruoli dirigenziali o di responsabilità in ambito lavorativo sono più esposte di altre a provare la paura di essere sostituite e trasformarla in una vera sindrome.

Questo però non significa che anche in altri ambiti, strettamente privati, si possano scatenare meccanismi simili. Un esempio tipico è quella della madre che, nel momento in cui i figli crescono e non hanno più bisogno di qualcuno che li accudisca, comincia a sviluppare la paura di essere sostituita: la gelosia delle madri nei confronti delle fidanzati o delle mogli dei figli maschi, del resto, è un luogo comune più che conosciuto.

Chi ha paura di essere sostituito?

Prima di analizzare i comportamenti di coloro che sono letteralmente sopraffatti dalla paura di essere sostituiti, è necessario puntualizzare che tutti provano più o meno spesso questa paura: è un’emozione perfettamente normale.

A differenziare coloro che non si lasciano sopraffare dalla paura da coloro che la trasformano in una sindrome è l’ossessione.

Una persona con la sindrome di Crono vive ossessionato dalla certezza che qualcuno sta tramando per pugnalarlo alle spalle. I suoi livelli di stress naturalmente sono sempre altissimi e i suoi rapporti con gli altri sono estremamente tesi, soprattutto all’interno dell’ambito in cui ricopre il ruolo di responsabilità.

Per fare un esempio concreto, un capo con la sindrome di Crono tende a mettere in cattiva luce i suoi sottoposti o a ignorarli nel momento in cui questi cercano di fare nuove proposte o di lanciarsi in iniziative personali.

Addirittura potrebbe arrivare ad aizzare i propri sottoposti gli uni contro gli altri al fine di approfittare della loro divisione per continuare a ricoprire il proprio ruolo.

Le cause della sindrome di Crono: tutta colpa dell’autostima

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Esattamente com’è normale provare la paura di essere sostituiti in un ambito a cui si tiene particolarmente, è anche normale essere tesi e provare stress. 

Una persona con una buona autostima però sarà in grado di controllare le proprie paure in maniera razionale e riuscirà a non scaricare sugli altri il proprio stress. Sarà inoltre consapevole che boicottare qualcuno sul posto di lavoro (e nel peggiore dei casi arrivare al mobbingnon è una scelta eticamente accettabile.

Al contrario, una persona con scarsa autostima, che non crede nei propri mezzi, nella propria preparazione e nella propria abilità a svolgere i propri compiti, assumerà comportamenti irrazionali, spesso infantili e in ogni caso scorretti.

Come si supera la paura di essere sostituiti?

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Se si è preda di questo continuo timore e ci si rende conto che sta deteriorando i rapporti interpersonali con le altre persone, è strettamente necessario cominciare un percorso per tenere la paura sotto controllo.

La prima cosa da fare è investire nella propria crescita personale: capire quali sono le ragioni della scarsa fiducia in se stessi e nelle proprie capacità è assolutamente fondamentale per superare la paranoia e imparare a gestire lo stress che ne deriva.

In seconda battuta sarebbe molto saggio cominciare a lavorare sulla propria autostima per migliorarla laddove risulti carente: esistono moltissimi esercizi pratici da mettere in pratica fin da subito per cominciare a lavorare su se stessi.

Anche investire sulla propria formazione può essere un grande aiuto, se la paura di essere sostituiti nasce dal timore di essere rimpiazzati da qualcuno con abilità e conoscenze maggiori.

Un’ultima curiosità: perché la paura di essere sostituiti si chiama “Sindrome di Crono”?

 

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Un post condiviso da Paulo Braga Prado | Designer (@pbprado)

Al titano Crono, che da giovane aveva ucciso suo padre Urano, venne predetto che, esattamente com’era accaduto a suo padre, anche lui un giorno sarebbe molto per mano di uno dei suoi figli. Gli venne predetto anche che, dopo averlo ucciso, il figlio avrebbe preso il suo posto e sarebbe diventato re degli dei.

Terrorizzato da questa possibilità, Crono cominciò a mangiare i suoi figli uno per uno, non appena essi venivano messi al mondo da sua moglie Rea.

Chi soffre della sindrome di Crono non è in grado di allevare e sostenere i suoi sottoposti (che simbolicamente ricoprono lo stesso ruolo dei suoi figli) poiché ha troppa paura di loro e non è in grado di capire che prima o poi dovrà cedere il suo potere, quindi tenta di distruggerli pur di mantenere la propria posizione di privilegio.

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