La dislessia di Mika: “Non è una disabilità. È solamente un altro modo di pensare”

Mika, il famoso cantante internazionale ha a lungo raccontato dei suoi problemi d’infanzia, tra questi anche la dislessia. Il cantante di “Relax Take It easy” si è messo a nudo rivelando alcuni dettagli del suo passato.

Mika
Mika (Fonte: Instagram)

Mika, all’anagrafe Michael Holbrook Penniman Jr il cantante di origini libanese, emigrato in Francia e poi in Inghilterra è conosciuto in tutto il mondo per il suo timbro di voce. Diventato una pop star internazionale e di successo Mika parla sette lingue, tra cui anche l’italiano (grazie alla sua presenza per alcune edizioni come giudice di X Factor e al corso accelerato di lingua) è anche un artista acclamato e amato dai fan di tutto il mondo. In Italia, oltre che come giudice di X Factor lo abbiamo visto alla conduzione del suo programma tv, in onda su Rai2 nel 2016 denominato “Stasera Casa Mika“.

Tra le hit di successo, le collaborazioni internazionali e italiane (tra cui Fedez, Chiara Galiazzo) Mika ha rivelato spesso ai microfoni di giornalisti e speaker radiofonici dei problemi del suo passato, soprattutto dell’infanzia. Scopriamoli insieme.

Mika e la dislessia: “Non riesco a leggere gli spartiti musicali”

Il cantautore pop ha ammesso di aver iniziato ad avere problemi di dislessia all’età di 7 anni, quando andando a scuola si sentiva “diverso” dai suoi compagni di classe.

“Mi hanno buttato fuori da scuola – spiega -. Ho completamente dimenticato come leggere e scrivere, anche come leggere la musica. Anche ora non riesco a leggere la musica, mentre prima potevo farlo perfettamente. Per tanti anni non ho scritto, facevo tutto con le mie orecchie. Ma grazie alla musica e anche alla forza di una persona molto speciale che è mia madre, ho potuto sviluppare la mia testa e una versione diversa d’intelligenza. Ho trovato la chiave per una vita normale e ho così potuto sistemare tutte le altre parti della mia vita”.

Mika infatti accusa di soffrire di dislessia avendo serie difficoltà nel riuscire a leggere, scrivere, fare i calcoli in modo corretto e fluente e persino leggere l’orologio. Secondo alcuni dati sul panorama italiano, l’associazione italiana dislessia stima che ne sia affetto almeno un alunno per classe. Mika per lungo tempo ha creduto di essere stupido:  “Ho pensato per tanti anni di essere stupido quando ero più giovane – racconta -.

Non mi rendevo conto che non ero stupido, ma come un pesce su un albero. Ci sono state tante cose che hanno cambiato la mia idea di me stesso. Pensavo che fosse tutta colpa mia, e in effetti devo dire che era un po’ colpa dell’ambiente in cui sono cresciuto… Questa idea della normalità, che è un’illusione totale. La normalità non esiste.

C’è solamente l’individualità, che è una cosa molto speciale, che dobbiamo difendere, quando la vediamo negli altri, ma anche sviluppare e difendere quella che è dentro di noi”.