State per partorire? Ecco cosa succederà una volta arrivate in ospedale

donna incinta visita medica
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Siete vicine alla data del parto? Niente paura, ecco come vi accoglieranno in ospedale e cosa accadrà nella fase di ricovero e travaglio. 

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La data del parto si sta avvicinando e, soprattutto per il primo figlio la normale paura è legata anche ad uno stato di reale incoscienza dell’esperienza che si andrà a vivere. Molto spesso la mente di una futura madre, è costellata di racconti più o meno veritieri di amiche e parenti, qualche scena vissuta nei film o nelle migliori serie tv o vissute attraverso i tanti libri su gravidanza e parto che si leggono durante la gravidanza.

La paura c’è ed è normalissimo ma sarà perché l’esperienza più bella della vostra vita che ciascuna donna saprà affrontare assieme al proprio bambino in modo coraggioso e scoprendo una forza che non credeva di possedere. Dando per assunto che la gravidanza nella maggior parte dei casi è uno stato naturale e non una malattia e che il parto sarà impegnativo, ecco cosa vi accadrà una volta arrivate in ospedale. Scopri quando è il momento giusto per recarsi in ospedale quando si hanno le contrazioni. 

Partorire in ospedale: l’accoglienza ed il ricovero secondo la maggior parte delle linee guida regionali

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Si dice che la gravidanza sia ‘uno stato di grazia’ ma chi l’ha vissuta sa che vi sono anche molti stati ‘fastidiosi’ legati ai nove mesi più belli della vita di una donna come ad esempio la stanchezza, le nausee o lo stato di stitichezza che può protrarsi per diverso tempo.

Il momento del parto, a meno che non sia stato programmato un cesareo dal medico ginecologo per diversi motivi legati allo stato di salute di mamma e bambino, arriva improvvisamente e di solito, come nei migliori film, in momenti inattesi. Per ogni mamma, cercare di non restare sola in casa durante l’ultima settimana di gravidanza sarà una scelta molto rassicurante, avere una sorella, una mamma o un’amica a disposizione per qualsiasi evenienza sarà anche piacevole.

La borsa per l’ospedale sempre pronta vicino alla porta di casa e una buona dose di emozione mista a paura saranno i compagni con cui si varcherà la porta di casa non appena le contrazioni si faranno più intense o ravvicinate e da quel momento in poi sarà la natura a gestire tutto, soprattutto nelle gravidanze fisiologiche ove non intervengano condizioni di emergenza.

Secondo le principali linee guida delle ASL regionali, la fase di arrivo in ospedale dovrebbe essere caratterizzato da un’accoglienza, un ricovero programmato o un ricovero urgente.

L’accoglienza in ospedale

Se state per partorire in questo momento storico in cui l’emergenza Covid-19 sta condizionando tantissime circostanze della vita, in caso di ricovero programmato avrete già effettuato un tampone che attesti la vostra negatività al virus, nel caso di un ricovero urgente, verrete sottoposte ad un tampone.

Una volta effettuato il tampone e verificatane l’esito, come normalmente, verrete accolte nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale e accompagnate a quella che sarà la stanza che non dimenticherete più per tutta la vostra vita.

Una delle ostetriche di turno, che nella maggior parte dei casi sarà conosciuta dalle mamme che avranno frequentato il reparto durante i monitoraggi fetali, sarà colei che accompagnerà la futura mamma durante la fase di travaglio e parto. Come sottolineato sul sito della regione Lazio, ma secondo le linee guida generali delle Ausl della maggior parte delle regioni italiane:

“Gli operatori e le operatrici del Punto Nascita sono impegnati a rendere l’accoglienza e la permanenza in ospedale il più confortevole possibile, sia per il bambino che per la famiglia”

L’accesso in ospedale dunque può avvenire per ricovero programmato o per urgenza con accesso dal pronto soccorso.

Il ricovero programmato

Il ricovero programmato è previsto nei casi in cui, concordando con il proprio medico ginecologo, si sia giunte al limite delle 42 settimane senza che il travaglio sia iniziato in modo naturale o anche in caso di parto cesareo programmato.

Come in ogni ricovero ospedaliero, una volta aver proceduto con l’accoglienza della mamma in reparto verranno effettuati:

“- la raccolta dettagliata dell’anamnesi ostetrica attuale e remota;
-la visita ostetrica ed auscultazione battito cardiaco fetale (Bcf);
-la rilevazione parametri vitali (tra i quali è molto importante la PA per l’occasionale frequenza con la quale si riscontrano anomalie non diagnosticate né trattate prima);
-l’esecuzione di esami ematochimici di routine ,l’elettrocardiogramma (ECG);
-la cardiotocografia, entro 1 ora dall’accettazione”

Per quanto riguarda l’elettrocardiogramma, nella maggior parte dei casi viene richiesto dal medico ginecologo nel mese precedente la data presunta del parto, in questo caso lo si porterà con se assieme al resto delle analisi effettuate in gravidanza.

Ricovero urgente

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Nel caso di una gravidanza fisiologica il ricovero d’urgenza si ha attraverso il pronto soccorso in caso di:

“-In caso di rottura spontanea del sacco amniotico (indipendentemente dall’insorgenza del travaglio);
-In presenza di perdite ematiche notevoli (differenza con le normali perdite dell’ ultimo periodo di gravidanza)
-In presenza di 2 o 3 contrazioni in 10 minuti , con diagnosi di inizio fase attiva del travaglio
-Con travaglio in atto”

Il ricovero urgente è previsto in tutti i casi di presenza di patologie e può avvenire ovviamente ad ogni ora del giorno e della notte. Scopri cosa è la preeclampsia e gestosi.

Sul sito della regione Lazio, in particolare della Ausl di Latina è specificato anche:

” possono presentarsi in ospedale donne che avevano scelto altre soluzioni per il proprio parto, come ad esempio: solo travaglio o parto e travaglio in casa o in case maternità. In questi casi il ricovero avverrà per risolvere, in ambiente protetto, quei problemi irrisolvibili altrimenti o per controllare eventi accaduti occasionalmente in altre sedi”

Seguire scrupolosamente le indicazioni del proprio medico ginecologo e affidarsi alle cure di strutture ospedaliere, renderà l’esperienza del parto più serena possibile.

Fonte: Regione Lazio, Ausl Latina