Vladimir Luxuria: “La Violenza sulle Donne va ben oltre lo stupro”

La durissima riflessione di Vladimir Luxuria sulle condizioni attuali della violenza sulle donne in Italia: dallo stupro alla violenza psicologica passando attraverso la narrazione dei fatti di violenza operata dai giornali.

Vladimir Luxuria
Vladimir Luxuria (Instagram)

Una delle più famose donne trans italiane, una delle più famose attiviste per i diritti della comunità LGBT+, la prima donna trans a sedere in Parlamento, Vladimir Luxuria porta sulle spalle tutto il peso di una condizione culturale e sociale assolutamente unica in Italia.

Chi meglio di lei, quindi, avrebbe potuto rilasciare una dichiarazione in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, che si celebra ogni anno il 25 Novembre.

Nelle parole dell’intervista rilasciata a I News l’ex deputata ha tratteggiato una situazione in cui si fatto molto, ma in cui c’è ancora molto da fare per migliorare – davvero – le condizioni di vita delle donne nel nostro Paese.

Vladimir Luxuria: “Violenza sulle donne è anche farle sentire inutili”

vladimir luxuria francesca pascale
Vladimir Luxuria (Fonte: Instagram)

“Sono sempre stata condannata perché essendo nata maschio appartenevo alla classe privilegiata, secondo la visione maschilista, e volevo retrocedere alla condizione femminile” ha dichiarato molto lucidamente Luxuria durante l’intervista.

E proprio da quest’affermazione è partita una riflessione sulla complessità del fenomeno della violenza di genere, che necessariamente non può e non deve coincidere con la sola idea di stupro o più in generale di violenza fisica.

“Dire ‘Tu non vali niente, non sei capace di fare niente’ oppure ‘Che, vuoi andare a lavorare?’ o ancora ‘Come ti sei conciata oggi?’ è violenza sulle donne. Crea una dipendenza psicologica molto pericolosa: quando la donna finirà per ribellarsi l’uomo reagirà violentemente perché non accetterà che una donna possa essere libera di troncare un rapporto” ha spiegato l’ex deputata, affermando che i vari tipi di violenza psicologica sono gravi quanto la violenza fisica, se non addirittura più gravi.

La Luxuria ha anche rimarcato il fatto che questo tipo di violenza ha avuto molto più spazio nella società italiana nel momento in cui si sono create le condizioni per il suo aumento esponenziale. Il periodo del lockdown è stato un periodo drammatico per la violenza sulle donne. “Ricordo che i Centri Anti Violenza sono attivi. Non pensate che, se un uomo usa violenza, lo fa perché vi ama troppo: l’amore non si concilia con la violenza psicologica né con le botte”.

Purtroppo anche il giornalismo che dovrebbe limitarsi a riportare i fatti di cronaca oppure a veicolare messaggi educativi o positivi in merito a episodi come la violenza di genere, spesso si macchiano di narrazione estremamente tossica, nella quale anche le donne che sono state o che sono vittime di violenza vengono “raccontate” come imprudenti, troppo ingenue o come donne che “se la sono cercata”.

È il caso del recentissimo caso dell’editoriale di Vittorio Feltri, direttore di Libero, che ha commentato la vicenda della giovane violentata dall’imprenditore Alberto Genovese alcune settimane fa.

“In un editoriale orrendo Vittorio Feltri su Libero affermava che nel caso Genovese la colpa è della ragazza, che non avrebbe dovuto frequentare un cocainomane né andare a quella festa. Tutti coloro che ancora oggi giustificano l’aguzzino e fanno ricadere la colpa sulla vittima sono complici di violenza sessuale” ha commentato duramente l’ex parlamentare. “Tutti quei giornalisti che si soffermano su come fosse vestita la persona, sulla sua origine geografica o etnica lanciano il messaggio ‘se l’è andata a cercare’, sono stupratori anche loro e si accaniscono contro la dignità di una persona già colpita nella sua integrità fisica e morale”.

Anche il revenge porn, che orribilmente tornato nella cronaca degli ultimi giorni per il caso della maestra d’asilo di appena 22 anni, è stato classificato dalla Luxuria come un sintomo di una società maschilista e violenta, che utilizza due metri di valutazione differenti per uomo e donna. 

“Se viene pubblicato il video di un uomo che fa sesso o mentre è nudo, non c’è uno stigma sociale. Se lo si fa per una donna, allora diventa una poco di buono. […] Mi preme di ricordare che c’è chi ci ha rimesso la vita, chi si è suicidata perché non ne poteva più degli sfottò del paese”. Quest’ultima affermazione fa riferimento al caso tristemente noto di Tiziana Cantone, la ragazza che si suicidò dopo la diffusione virale di un video che aveva girato con il proprio consenso.

 

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La strada che l’Italia dovrà percorrere prima di riuscire a costruire una società sicura per tutti i suoi cittadini donna è ancora molto lunga ma sono stati compiuti passi da gigante: la Legge Zan contro l’omotransfobia, la misogninia e l’abilismo è stata approvata lo scorso 4 Novembre, nonostante il fatto che il nostro Paese fosse impegnato in una battaglia durissima contro l’emergenza sanitaria.