Revenge porn, maestra d’asilo licenziata. Marchisio la difende

E’ l’ennesima storia di revenge porn. Questa volta la vittima è una maestra di Torino. L’ex fidanzato ha diffuso un video intimo nella chat “amici del calcetto”. La giovane ha perso il lavoro ma Claudio Marchisio la difende

Claudio Marchisio difende la maestra di Torino licenziata vittima di revenge porn
Claudio Marchisio e sua moglie Roberta (Screenshot da Instagram marchisiocla8)

Ci sono diverse forme di violenza contro le donne. Vale la pena sottolinearlo proprio oggi, 25 novembre 2020, in occasione della giornata internazionale dedicata a questo delicato tema. Purtroppo anche oggi ci sono due vittime di femminicidio.

La casistica ci dice che, fra le mura domestiche, si consumano molte violenze, che spesso restano impunite perché le vittime scelgono di non denunciare i familiari. Esiste un modello teorico che spiega il perché del fenomeno e si chiama Immunity Doctrine.

Tra i più subdoli degli oltraggi ad una donna c’è quello del revenge porn, secondo cui un ex compagno s’arroga il “diritto” di diffondere in rete, sui social o in chat private dei video, delle foto o, piuttosto, delle conversazioni che avrebbero dovuto rimanere privati. Il tutto avviene per “vendetta” perché, magari, non si accetta la fine di una relazione.

Per il revenge porn i numeri sono molto alti. Sono state avviati 1.083 procedimenti penali. Questo è quanto emerge dal rapporto “Un anno di Codice Rosso”, frutto della rilevazione statistica condotta dagli uffici giudiziari fra il 1 agosto 2019 e il 31 luglio 2020. 

A scuotere l’opinione pubblica, in queste ore, è la storia di una maestra d’asilo di Torino, una giovane ragazza messa alla gogna per il comportamento deplorevole del suo ex fidanzato. L’uomo, infatti, ha fatto circolare tra gli amici, e quindi pubblicamente, un video di natura privata, attraverso la “chat del calcetto”.

In poco tempo si è generata una catena infernale di invii tramite la quale il video è poi arrivato sui gruppi della scuola privata in cui la donna lavorava, attraverso la madre di un alunno.

L’insegnante racconta di essere stata costretta a dimettersi. Insomma, da vittima a vittima due volte. Dopo l’oltraggio, anche la beffa di perdere il posto di lavoro.

Sono tanti i messaggi di solidarietà indirizzati alla donna, destinataria di tanto rancore. Tra essi, c’è anche quello di Claudio Marchisio che, assieme alla moglie Roberta, ha dedicato a questa brutta storia un post su Instagram.

“Giusto per chiarire la questione – ha scritto l’ex centrocampista della Juventus – il ‘video hard’ della maestra in realtà si chiama revenge porn. Il revenge porn è un reato, oltre che una terribile violenza”.

 

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Marchisio ha voluto lanciare un messaggio chiaro. Ha scelto parole forti e colorite per l’ex fidanzato della maestra. “Lei è innocente. Lui un criminale, oltre che uno stronzo”.

Dalla parte dell’educatrice non c’è solo l’ex giocatore. Anche Fiorella Mannoia e Selvaggia Lucarelli (solo per citare alcuni dei tanti volti noti) hanno manifestato tutta la loro vicinanza alla ragazza, vittima di un’azione terribile per la quale paga anche un prezzo altissimo in termini economici, avendo perso il lavoro.

A sostenere la giovane c’è anche una lettera aperta firmata da un gruppo di 200 donne, tra attiviste, giornaliste e politiche. Le parole sono rivolte ad una ipotetica Franca (nome di fantasia scelto per la ragazza di cui non si conosce l’identità).

“Cara Franca – si legge nell’incipit della lettera – abbiamo appreso la vicenda che ti riguarda dai giornali, non conosciamo il tuo nome e per indirizzarci a te abbiamo scelto il nome di una donna che ha cambiato la storia di questo paese, Franca Viola. Come Franca, che fu la prima a rifiutare la vergognosa pratica del “matrimonio riparatore”.

Torino, revenge porn. L’Appendino solidale con la maestra

Chiara Appendino difende la maestra vittima di Revenge porn
Chiara Appendino, sindaco di Torino (Getty Images)

Anche Chiara Appendino è dalla parte della maestra e affida il suo commento in un post pubblicato su Facebook.

“Esposta al pubblico ludibrio per una colpa che non ha – ha scritto tra le altre cose la Appendino – licenziata per una colpa che non ha, condannata a una violenza inaudita di commenti ignoranti per una colpa che non ha”.

violenza in famiglia
Anche oggi si registrano due femminicidi (Istock)

Il sindaco di Torino invita a denunciare quando si ritiene di essere sotto ricatto. Invertire la rotta si può ma serve l’impegno di tutti. “È un cambio culturale, senza dubbio. E io sono certa che, insieme, riusciremo a portarlo avanti”.