Violenza Psicologica: sei in grado di riconoscerla e difenderti?

La violenza psicologica è un tipo di violenza che produce danni enormi ma invisibili. Per questo motivo è necessario imparare a riconoscerla e a difendersi da essa.

violenza psicologica
(Pexels)

Novembre è il mese della Giornata Mondiale Contro La Violenza sulle Donne. Si pensa spesso che l’obiettivo delle varie iniziative messe in atto nel corso della giornata e a corollario di essa sia di sensibilizzare la società nei confronti di una tematica delicatissima e che produce grande sofferenza fisica ed emotiva a danno di milioni di persone.

Non bisogna dimenticare però che la ricorrenza della Giornata Mondiale è anche l’occasione per fornire alle donne degli strumenti ulteriori per difendersi ed emanciparsi dalla violenza a cui sono esposte ogni giorno.

Molte donne purtroppo sono vittime di abusi ma non si rendono conto di esserlo. Per questo motivo aumentare la loro consapevolezza e la loro capacità di far valere i propri diritti è fondamentale per aiutarle a migliorare la propria vita e spesso quella dei loro figli.

Quali sono i principali tipi di violenza psicologica a cui le donne sono sottoposte ogni giorno, anche se ormai non ci fanno più caso?

Violenza psicologica nascosta: l’assassino silenzioso delle donne

Coronavirus violenza sulle donne
(Fonte: Pixabay)

Quando una persona esercita violenza psicologica ai danni di un’altra lo fa per ottenere degli scopi specifici ma anche per sfogare la propria frustrazione contro una vittima incapace di difendersi.

La donna, purtroppo, vive spessissimo una condizione in cui appare in stato di minorità: è considerata “inferiore” al proprio marito e spesso anche alle donne più anziane della propria famiglia, che solo con il tempo si sono conquistate uno status più rispettabile all’interno del nucleo familiare, e solo perché hanno obbedito a tutte le regole non scritte che sono in vigore all’interno della famiglia.

Per questo motivo, soprattutto nella famiglie di bassa estrazione sociale o i cui membri hanno una bassa istruzione capita spesso che le donne siano trattate in maniera molto diversa rispetto agli uomini e che siano imprigionate in dinamiche tossiche.

Il Carico Mentale

Il Carico Mentale è qualcosa che le donne conoscono benissimo, soprattutto se sono madri, mogli e donne che lavorano. Nella maggior parte dei casi, infatti, queste donne assolvono a moltissimi compiti strettamente necessari a far sì che la vita familiare si svolga serenamente.

Purtroppo però molte donne esauriscono le loro energie mentali nel momento in cui si rendono conto di non riuscire a rispettare ogni impegno che si sono attribuite o che è stato attribuito loro.

Molto spesso la società e il resto della famiglia si limitano a puntare il dito contro la donna in maniera esplicita o in maniera più subdola, facendola sentire inadeguata se non riesce ad essere la madre perfetta, la moglie perfetta, e la donna in carriera contemporaneamente. Inoltre, il compagno molto spesso lamenta un calo di desiderio sessuale nella vita di coppia, tanto che talvolta decide di trovare la propria soddisfazione al di fuori del vincolo matrimoniale. 

Il carico mentale è quindi un peso che sta tutto sulle spalle della donna e che lentamente finisce con lo schiacciarla e assorbire completamente tutte le sue energie, facendola sentire in colpa, inadeguata, immeritevole d’amore.

Spesso le donne sono talmente calate nel ruolo di factotum che ritengono umiliante chiedere aiuto al proprio marito o ai propri familiari, poiché sentono che provvedere alla famiglia in tutto e per tutto è un loro dovere personale. Ci sono delle precise strategie per riuscire a cambiare questa dannosa abitudine mentale: a ben guardare non sono nemmeno troppo difficili da mettere in pratica.

 

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La violenza economica

Di violenza economica si parla pochissimo, ma è un tipo di violenza che si riscontra sempre più spesso ai danni delle donne italiane, soprattutto (ancora una volta) ai danni delle donne italiane di bassa estrazione sociale e culturale.

Molte donne lavoratrici hanno il dovere di consegnare al marito il proprio stipendio, lasciando completamente nelle sue mani l’amministrazione del denaro familiare.

Ad altre donne viene impedito di lavorare perché psicologicamente obbligate badare alla casa. Queste donne spesso devono chiedere al marito denaro da spendere per sé, esattamente come quando da bambine chiedevano ai propri genitori la “paghetta” settimanale. Si tratta di un tipo di sudditanza psicologica molto grave, che impedisce alle donne di sentirsi padrone della propria vita e delle proprie scelte.

Le donne che non sono economicamente indipendenti, inoltre, accetteranno ogni sopruso da parte del marito poiché non sapranno dove andare o a chi rivolgersi e crederanno di essere incapaci di mantenersi da sole.

Il mobbing sul lavoro

Il mobbing è un particolare tipo di violenza a cui le persone vengono sottoposte in ambito lavorativo, in genere al fine di allontanarle da un posto di lavoro oppure al fine di costringerle a rinunciare a un determinato incarico.

Le donne vengono bersagliate da questo tipo di attenzioni negative sul posto di lavoro, soprattutto in quegli ambiti in cui la presenza maschile è tradizionalmente molto forte. L’economia, la finanza, il settore della caccia e pesca, l’ambito dirigenziale in un’azienda, sono tutti settori in cui una donna è ancora mal vista, ma si tratta soltanto di alcuni esempi: se ne potrebbero fare infiniti altri.

Anche quando non si arriva al mobbing vero e proprio, una serie di atteggiamenti di resistenza passiva potrebbero letteralmente impedire a una donna di fare carriera, perché non viene scelta per una posizione importante oppure non viene messa in condizioni di poter accedere a determinate cariche.

Questo farà sì che l’autostima della donna crolli: “evidentemente non sono brava abbastanza” è il pensiero ricorrente di moltissime ragazze e donne che hanno tentato di svolgere lavori o ricoprire cariche tradizionalmente riservati agli uomini.

L’abuso narcisistico

L’abuso narcisistico è una violenza psicologica che viene esercitata nell’ambito delle relazioni di coppia. A esercitarla sono generalmente gli uomini ed è il motivo per cui le vittime sono generalmente donne.

In una relazione narcisistica, la “preda” viene prima conquistata e lodata in continuazione. Si convince di essere amata e apprezzata dal proprio compagno e di essere degna della sua stima e del suo rispetto.

Il narcisista da un certo punto in poi comincerà un processo di svalutazione: comincerà a criticare ogni aspetto della vita della donna, dal modo in cui si veste al modo in cui tiene la casa o bada ai figli. La sua intelligenza sarà continuamente messa in discussione, i suoi sforzi saranno continuamente derisi in pubblico, anche davanti ai suoi stessi figli. La donna vivrà un momento di profondissimo smarrimento in cui cercherà di riconquistare l’amore perduto senza riuscirci poiché, in realtà, non è mai stata amata davvero.

Le donne che subiscono un abuso narcisistico subiscono spesso anche violenze di tipo fisico e finiscono per perdere completamente la propria autonomia e la propria indipendenza. Sono completamente dipendenti dal loro carnefice e non sono in grado di staccarsi da lui.

Le vittime di abuso narcisistico sono coloro che più di ogni altro hanno bisogno di un enorme aiuto per uscire dalla situazione in cui si trovano.

Come reagire alla violenza psicologica

violenza in famiglia
Fonte foto: Istock

In Italia è in funzione il numero 1522, che raccoglie tutte le segnalazioni di donne vittime di violenza. È possibile anche scaricare una App che aiuterà a chiedere aiuto senza parlare necessariamente al telefono con il rischio di farsi scoprire.

Esistono molte altre App realizzate appositamente per aiutare le donne a uscire dalla violenza psicologica e fisica in maniera anonima e sicura.

 

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Save The Woman è un’applicazione che aiuta una donna a capire se sta subendo effettivamente violenza psicologica o fisica, fornendo indicazioni per superare la situazione e chiedere aiuto.

Siamo Sicure è invece una app che insegna a riconoscere ed evitare situazioni di pericolo, sia fisico sia psicologico, fornendo una serie di conoscenze utili a limitare i danni dei maltrattamenti.

D.I.Re è invece l’applicazione che fornisce aiuto pratico e logistico alle donne in difficoltà e che consente di individuare rapidamente sul territorio tutte le strutture di aiuto, accoglienza e soccorso messe gratuitamente a disposizione delle donne vittime di violenza.