Coronavirus: le risposte a tutte le domande degli italiani sulla pandemia

In questi mesi le domande sul Coronavirus sono state moltissime e spesso le risposte sono risultate confuse. Facciamo un po’ di chiarezza con l’aiuto del Ministero Italiano della Salute.

Coronavirus domande
(Pexels)

Cos’è il Coronavirus?

test rapido coronavirus
Coronavirus (fonte: Pexels)

Anche se negli ultimi mesi abbiamo utilizzato il termine Coronavirus per indicare il virus responsabile dell’attuale pandemia, in realtà i Coronavirus sono molti. Si tratta infatti di una grande famiglia di virus responsabile delle malattie respiratorie.

Il virus del raffreddore è un Coronavirus e lo sono anche i virus responsabili della SARS e della MERS.

Il nome corona – virus deriva dal fatto che la loro forma, osservata al microscopio, ricorda effettivamente quella di una corona.

Il nuovo ceppo di Coronavirus che ha causato la pandemia è stato denominato SARS-CoV-2 poiché molto simile al virus che ha causato l’epidemia di SARS-CoV-1, meglio conosciuta semplicemente come “SARS”. È stato spesso definito anche “nuovo Coronavirus”.

COVID-19 è invece il nome della malattia causata dal SARS-CoV-2. 

Il nome è stato formato in questo modo:

  • CO = Corona
  • VI = Virus
  • D = Disease (Malattia, in inglese)
  • 19 = 2019 (anno in cui per la prima volta la malattia si è manifestata nell’uomo)

Da dove vengono i Coronavirus?

I coronavirus sono virus che circolano tra gli animali ma, a volte, fanno il cosiddetto salto intra-specie e mutano in maniera da poter infettare anche gli esseri umani.

pipistrelli sono considerati i portatori naturali di questo tipo di virus, così come lo sono uccelli e altri mammiferi.

Secondo la ricostruzione degli scienziati il SARS-CoV-2 non è “saltato” direttamente dai pipistrelli agli esseri umani. Con ogni probabilità la mutazione del virus è avvenuta in un altro animale – ospite: il pangolino. (Fonte: ISPRA)

Pangolino Coronavirus
Un Pangolino adulto (Instagram)

La carne di questi animali, considerata una vera e propria prelibatezza in Cina, viene consumata regolarmente e questo ovviamente ha causato il passaggio del virus dall’animale all’uomo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha quindi affermato che il SARS-CoV-2 è un virus di origine naturale non è stato creato in laboratorio com’è stato affermato più volte nel corso degli ultimi mesi.

Gli animali trasmettono il SARS-CoV-2?

Come appena spiegato esiste la possibilità che un ceppo del virus muti fino a riuscire a passare da una specie animale all’uomo. Questo non significa che tutti gli animali possano trasmettere il virus.

Non ci sono evidenze scientifiche che cani e gatti siano contagiosi per l’uomo anche se sono stati individuati alcuni cani e gatti positivi, mentre è stata rilevata un’infezione da SARS-COV-2 tra i visoni danesi, che sono stati recentemente abbattuti a milioni in Danimarca, per prevenire il diffondersi del contagio nella popolazione umana. Il virus mutato nei visoni, esattamente come è già accaduto per quello del pangolino, aveva già fatto il salto intra-specie e avviato la diffusione tra gli esseri umani.

 

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Il Covid-19 è paragonabile a un’influenza stagionale?

Anche se molti sintomi sono simili, la sindrome respiratoria grave da SARS-CoV-2 (nome ufficiale della malattia indicata come COVID-19) è estremamente diversa da una comune influenza.

Innanzitutto si diffonde molto più facilmente rispetto a un’influenza comune, inoltre non può essere prevenuta attraverso un vaccino (in corso di formulazione) e inoltre non è stato ancora individuato un trattamento farmacologico che sia riconosciuto univocamente come utile per alleviare i sintomi del COVID-19.

Quali sono i sintomi del COVID-19?

I sintomi sviluppati da una persona che ha contratto il COVID-19 sono molti simili a quelli di una comune influenza.

  • Febbre più alta di 37.5° e brividi
  • Debolezza, affaticamento, dolori muscolari
  • Tosse secca
  • Difficoltà respiratorie anche molto gravi
  • Polmonite acuta
  • Congestione nasale e gola infiammata
  • Diarrea (in particolare nei bambini)
  • Perdita di gusto e di olfatto
  • Sepsi (grave e anomala risposta dell’organismo a un’infezione)
  • Shock settico (sindrome da shock tipica di un organismo colpito da sepsi)

 

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Quando una persona è contagiosa?

Il periodo infettivo di un malato dura normalmente dai 7 ai 12 giorni. 

Comincia uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi, ma l’infettività diventa massima nel momento in cui i sintomi si manifestano pienamente.

Nei casi più gravi si può rimanere infettivi per 2 intere settimane.

Il periodo di incubazione (cioè il periodo che trascorre tra l’infezione e la manifestazione dei primi sintomi) è di circa 2 giorni, ma può arrivare fino a 11 o 14 giorni. È per questo motivo che la quarantena preventiva dura 14 giorni: è necessario attendere che un’ipotetico periodo di incubazione termini e i sintomi comincino a manifestarsi.

Nei giorni in cui l’infezione è stata contratta ma il paziente non ha ancora manifestato i sintomi si parla di paziente presintomatico. Se il virus è stato contratto ma il paziente non sviluppa mai sintomi allora si parla di paziente asintomatico. Entrambe queste categorie sono contagiose.

Quanto è pericoloso il nuovo Coronavirus?

Secondo i dati ufficiali dell’Unione Europea il 20 – 30% delle persone che contrae il nuovo Coronavirus finisce in ospedale e il 4% dei pazienti sviluppa una forma grave della malattia. Ovviamente i tassi di ospedalizzazione aumentano in relazione all’età del paziente: sono massimi nelle persone con più di 65 anni che soffrono di patologie pregresse.

La categoria più a rischio di contrarre il nuovo Coronavirus è formata dalle persone con più di 70 anni che presentano patologie gravi come:

  • ipertensione
  • problemi cardiaci
  • diabete
  • malattie respiratorie cronache
  • cancro
  • malattie immunodepressive (come l’AIDS)

Secondo le stime risalenti al Settembre 2020, solo il 20% dei positivi al nuovo Coronavirus risulta completamente asintomatico. Gli studi che lo attestano sono stati eseguiti nell’Università di Berna e sono stati riportati da Adnkronos.

Quali sono i consigli per le persone più a rischio?

Le categorie dei pazienti a rischio devono necessariamente optare per l’isolamento fino a quando non sarà messo a punto un vaccino.

I consigli del governo sono di non lasciare la propria abitazione, non frequentare luoghi affollati (soprattutto chiusi) e mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro.

I bambini sono a rischio?

A quanto è stato possibile osservare finora i bambini manifestano solo sintomi lievi di COVID-19. Inoltre solo l’1% dei casi registrati in tutto il mondo riguarda bambini che non hanno ancora compiuto 10 anni.

I giovani tra i 10 e i 19 anni invece sono solo il 4% dei casi totali.

Questo non significa che i bambini non possano essere infettati: vengono infettati come gli adulti ma, fortunatamente, non sviluppano sintomi gravi.

Come viene trasmesso il SARS-CoV-2?

Il nuovo coronavirus si trasmette attraverso piccole gocce di secrezioni infette. Tali secrezioni sono principalmente saliva e muchi.

Queste goccioline infette possono passare da persona persona direttamente o indirettamente.

Per infezione diretta si considera il passaggio delle goccioline da una persona a un’altra persona grazie a starnuti, colpi di tosse, conversazioni e canto.

L’infezione indiretta avviene attraverso delle superfici che si trasformano in veicolo di infezione. Le goccioline infette vengono a contatto con le mani della persona malata, che tocca un oggetto. Una persona sana tocca lo stesso oggetto con le mani, porta le mani alla bocca o al naso e si infetta a sua volta.

Gli oggetti a più alto pericolo di contagio sono gli oggetti che vengono toccati di frequente da più persone come maniglie, corrimani, pulsanti dell’ascensore e così via.

L’aerosol è un altro veicolo indiretto di trasmissione che consiste nella diffusione nell’aria di nuclei di goccioline (cioè goccioline infette estremamente piccole). Tale diffusione avviene in diverse occasioni: quando una persona infetta parla o canta in un ambiente chiuso e poco ventilato oppure quando una persona infetta viene sottoposta alla procedura medica dell’aerosol.

Cosa rappresentano i valori R0 e Rt?

Questi valori si leggono “erre con zero” ed “erre con t”.

R0 indica il numero medio di infezioni causato da ogni individuo infetto quando non erano state ancora introdotte misure di contenimento del contagio. Ovviamente maggiore è questo valore maggiore è il rischio di contagio. Se questo valore è inferiore a 1 significa che ogni infetto contagerà meno di una persona e quindi il contagio è destinato a estinguersi naturalmente.

Rt indica sempre il numero di contagi effettuati da ogni individuo infetto ma dopo che sono state applicate misure di contenimento e prevenzione. Il valore di Rt è relativo inoltre a un determinato momento dell’epidemia, mentre R0 si riferisce al suo inizio.

Se nel Novembre 2020 l’Rt medio italiano è di 1,7 con punte di 2, significa che ogni malato in Italia infetta una media di una – due persone e che, quindi, ogni giorno i contagi sono quasi il doppio di quelli registrati il giorno precedente.

Tutte le misure di contenimento e prevenzione del contagio hanno  l’obiettivo di abbassare l’Rt fino a un valore inferiore a 1 affinché l’infezione si spenga naturalmente.

Quali sono le misure fondamentali di prevenzione dell’infezione?

Il modo più efficace per evitare il contagio è indossare la mascherina (che blocca le goccioline infette in entrata o in uscita dal naso e dalla bocca, a seconda del modello), rimanere a più di 1 metro di distanza da persone potenzialmente infette (le goccioline non si diffondono così lontano) e lavare spesso le mani con acqua, sapone e gel disinfettanti.

È molto importante anche lavare e disinfettare le superfici con le quali si entra in contatto, soprattutto quelle che vengono toccate da un alto numero di persone.

Tutte queste raccomandazioni vanno osservate con particolare attenzione se si presta assistenza ai malati che si trovano in ospedale o che stanno affrontando la malattia in casa.

 

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Quanto rimane attivo il virus sulle superfici?

Secondo dati raccolti in laboratorio, il virus rimane attivo e pericoloso per diverse ore sulle superfici, ma molto dipende dal materiale di cui le superfici sono composte. Se la durata è di un paio d’ore sulla semplice carta, il tempo di permanenza del virus su inox e plastica è molto più lungo.

Per rimuovere il virus dalle superfici è necessario prima lavare le superfici con acqua e comuni detergenti e solo successivamente disinfettare le superfici in questione utilizzando alcool etilico, candeggina o altri prodotti disinfettanti.

L’Istituto Superiore della Sanità ha fornito un dettagliato vademecum sulle procedure di disinfezione delle superfici non destinate a uso sanitario.

Qual è la differenza tra quarantena, sorveglianza attiva e isolamento?

La quarantena viene eseguita su una persona sana che è stata esposta al rischio di infezione. Serve esclusivamente a controllare se la persona sviluppa i sintomi del COVID-19. Dura circa 14 giorni.

L’isolamento si applica a persone infette sintomatiche o asintomatiche per evitare che contagino persone sane.

La sorveglianza attiva è il lavoro quotidiano dei professionisti della sanità pubblica che contattano quotidianamente le persone infette ma non ricoverate che sono affidate alla loro vigilanza. L’obiettivo della sorveglianza attiva è intervenire tempestivamente nel caso in cui i sintomi peggiorino.

Perché l’isolamento degli infetti è così importante?

Lo stretto contatto con un individuo infetto (stringergli la mano, rimanere nelle sue vicinanze essendo sprovvisti di mascherina, essere seduto vicino a lui sui mezzi pubblici eccetera) favorisce enormemente la diffusione del virus.

Indossare la mascherina e sanificare le mani sono misure efficaci ma non infallibili. È stato dimostrato nel corso della prima ondata che l’unica misura davvero efficace per rompere la catena di contagio è l’isolamento, cioè impedire che le persone infette vengano a contatto con persone sane.

Anche per questo è importante tracciare i casi confermati di infezione e scoprire con quali persone sono entrati in contatto, al fine di isolare e testare tutti i casi a rischio. A questo fine scaricare l’applicazione Immuni è fondamentale.

Quali sono le principali misure di protezione dal COVID-19?

  • Evitare il contatto ravvicinato con persone infette, rimanendo a 1 metro di distanza interpersonale
  • Evitare abbracci e strette di mano
  • Evitare luoghi chiusi e affollati, assicurare il più possibile la ventilazione degli spazi interni
  • Indossare una mascherina in tutti gli ambienti interni e esterni che siano diversi dalle case private. Le mascherine vanno utilizzate anche per accogliere estranei in visita in una casa privata
  • Lavarsi spesso le mani disinfettandole con soluzioni idroalcoliche
  • Non toccare occhi e naso con le mani se non sono state prima lavate e disinfettate
  • Tossire nel gomito o in un fazzoletto di carta usa e getta, da buttare via subito dopo l’utilizzo
  • Evitare l’uso di bottiglie, bicchieri, piatti e posate comuni
  • Non assumere farmaci antivirali e antibiotici se non sotto prescrizione medica. Gli antibiotici NON sono efficaci contro il COVID-19 perché agiscono solo contro le infezioni batteriche, non contro quelle generate dai virus
  • Lavare le superfici con acqua e sapone e solo successivamente procedere a disinfettare
  • In caso di sintomi che potrebbero indicare un’infezione da COVID-19 contattare il medico di famiglia o la guardia medica. I numeri di emergenza 112/118 vanno chiamati esclusivamente in caso di massima emergenza.

Quali sono le raccomandazioni per indossare correttamente una mascherina?

Per essere indossata efficacemente una mascherina deve coprire sempre naso e bocca. Si possono utilizzare mascherine autoprodotte a patto che siano realizzate in materiale multistrato e che siano traspiranti.

Le mascherine lavabili non certificate, dette “mascherine di comunità” andranno lavate frequentemente a temperature di almeno 60°.

NON È UTILE indossare più mascherine chirurgiche sovrapposte. Al contrario, si tratta di un’inutile spreco di risorse.

Per mettere e togliere correttamente la mascherina l’ideale sarebbe toccare solo gli elastici. Anche durante l’utilizzo si dovrebbe evitare di toccare la mascherina con le dita sporche.

Le mascherine monouso andrebbero cambiate quando cominciano a diventare umide. Per le altre mascherine è necessario seguire le indicazioni riportate sulla confezione al fine di utilizzarle solo per un numero adeguato di ore.

Chi ha sintomi del COVID-19 non può affidarsi alle mascherine autoprodotte ma dovrà utilizzare esclusivamente quelle chirurgiche.

 

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È necessario indossare i guanti di lattice?

I guanti di lattice non sono obbligatori e vanno utilizzati esclusivamente se non è possibile lavare le mani accuratamente, nonché quando si maneggiano cibi e bevande come nel caso dell’acquisto al supermercato.

In tutti gli altri casi è sconsigliato: al contrario i guanti stessi possono trasformarsi in veicoli di contagio se non utilizzati correttamente.

Vanno utilizzati un’unica volta e vanno gettati nei rifiuti indifferenziati subito dopo averli tolti. Vanno inoltre sostituiti quando si sporcano e non andrebbero mai portati a contatto con la bocca e con il naso.

Esiste il vaccino per il COVID-19?

Attualmente molti vaccini sono in fase di sviluppo e sperimentazione ma non esiste ancora un vaccino efficace contro questa patologia.

Il vaccino influenzale stagionale non protegge dal Coronavirus ma è molto utile per evitare di contrarre l’influenza e rischiare di confondere i suoi sintomi con quelli del COVID-19.

Inoltre l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non interrompere i normali cicli di vaccinazione per evitare di contrarre malattie normalmente controllabili e sovraccaricare ulteriormente il sistema ospedaliero.

Attualmente NON esiste nemmeno un trattamento farmacologico efficace peri il COVID-19. Tutte le terapie a cui vengono sottoposti i pazienti servono solo ad aiutarli a gestire i sintomi.

Come si gestisce un infetto in casa?

Chi presta assistenza a un malato di COVID-19 all’interno di un’abitazione dovrebbe essere sano e senza patologie pregresse. Dovrebbe tentare per quanto possibile di rimanere ad almeno un metro dal paziente e disinfettare spesso le mani durante e dopo il contatto con lui.

Stoviglie, posate, asciugamani, abiti e lenzuola devono essere utilizzati esclusivamente dal malato, quindi vanno lavate frequentemente con del semplice detersivo a temperature tra i 60 e i 90 gradi.

Tutte le mascherine, i guanti e i fazzoletti usa e getta utilizzati dal paziente vanno gettati nei rifiuti indifferenziati avendo cura di chiuderli in due sacchetti di plastica resistente, infilati uno dentro l’altro in maniera da proteggere dal contagio i lavoratori della nettezza urbana.

Qual è il rapporto tra maternità e COVID-19?

Le donne affette da patologie gravi indotte da altri tipi di coronavirus hanno sviluppato in alcuni casi febbri molto alte che hanno provocato sofferenza o danni al feto. In alcuni casi particolarmente gravi si assiste addirittura a un aborto spontaneo. Non esistono attualmente dati sufficienti per fornire dettagli più precisi della conseguenza del COVID-19 sullo sviluppo del feto e sulle complicazioni che potrebbero generarsi durante la gravidanza.

Importante segnalare che non sono stati segnalati casi di trasmissibilità del COVID-19 da madre a figlio. I bambini nati da madri infette non sono risultati infetti e non è stata rilevata nemmeno la presenza del virus nel liquido amniotico.

Come principio generale, le donne affette da Coronavirus vengono sempre tenute insieme al loro bambino per favorire il rapporto madre – figlio e addirittura l’allattamento, se la madre è asintomatica e si sente in grado di nutrire il neonato al seno.

 

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Qualora la madre manifestasse invece sintomi chiari del COVID-19 madre e figlio saranno separati ma prima di farlo saranno consultati la madre e il padre del bambino. In questo caso il latte sarà ottenuto con il tiralatte e in maniera da rispettare le misure anti contagio, quindi sarà somministrato al bambino.

Il taglio cesareo NON è strettamente necessario per le donne infette, a meno che le loro condizioni non lo richiedano. Una donna infetta ma asintomatica o con sintomi lievi potrebbe riuscire a partorire in maniera naturale senza pericoli per sé o per il bambino.

COVID-19 e violenza sulle donne: i centri antiviolenza sono attivi?

centri antiviolenza rimangono SEMPRE APERTI e senza limitazioni.

Se sono impossibilitate a raggiungere i centri antiviolenza presenti sul territorio, le donne vittima di violenza hanno a disposizione diversi metodi per sfuggire alla situazione:

  • Telefonare al 113 e chiedere l’intervento della Polizia
  • Se non è sicuro parlare al telefono si può scaricare l’App YouPol per chattare direttamente con un operatore della Polizia
  • Telefonare al numero 1522 attivo tutti i giorni 24 ore su 24 per contrastare fenomeni di violenza sulle donne e stalking
  • Se non è sicuro parlare al telefono si può scaricare l’Applicazione 1522 sul proprio smartphone

 

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  • Contattare il numero verde 800861061 in caso di violenza sessuale. Il numero è attivo nei giorni feriali dalle 13:00 alle 18:00
  • Telefonare al 112 in caso di: aggressione fisica, violenza psicologica, fuga con i figli (per autodenunciarsi e non essere accusata di rapimento di minore), possesso di arma dell’aggressore.