Coronavirus: la Danimarca uccide 15 milioni di animali infetti

La Danimarca ha ordinato l’uccisione di 15 milioni di animali che hanno sviluppato un nuovo Coronavirus pericoloso per l’uomo: un danno economico enorme.

Coronavirus danimarca
(Instagram)

Nel corso della prima ondata di Coronavirus, quando le informazioni in merito al diffondersi dell’infezione erano ancora scarse, la comunità scientifica ha sostenuto che gli animali domestici non erano portatori del virus e che, per questo motivo, non avrebbero potuto infettare l’uomo.

Il salto del Coronavirus dall’animale all’uomo era però già avvenuto in Cina: è ormai risaputo che a scatenare la pandemia è stata l’infezione che qualcuno ha contratto dai pipistrelli. I pipistrelli avevano quindi ospitato un virus mutante, in grado di infettare una specie diversa da quella ospite.

In Danimarca è avvenuto qualcosa di molto simile, ma purtroppo il salto infra specie ha coinvolto una specie di animali molto importante e preziosa per l’economia dello stato.

La Danimarca fa strage di animali: i visoni hanno sviluppato il Coronavirus

coronavirus danimarca animali
(Pixabay)

Sono ben 15 milioni capi di allevamento che verranno abbattuti nel prossimo futuro. Lo hanno ordinato le autorità danesi al fine di proteggere la popolazione da un nuovo ceppo di Coronavirus che, è stato dimostrato, è in grado di passare dai visoni all’uomo.

casi accertati di contagio dai visoni sono stati ben 214 nelle scorse ore, su 5.102 esami eseguiti. Il motivo per cui è possibile capire se il contagio è avvenuto tramite un essere umano o un visone sta proprio nel fatto che il virus sviluppato dai visoni è diverso da quello “originale” e quindi è facilmente distinguibile da quello umano.

Il numero maggiore di contagi si è sviluppato nella zona dello Jutland settentrionale, cioè nella zona dove (ovviamente) era presente il maggior numero di allevamenti che ospitavano animali infetti.

Per evitare che il contagio dilaghi nel resto del paese, obbligando a lockdown estesi e prolungati, il governo ha imposto l’isolamento dell’area.

Ad aggravare ulteriormente le preoccupazioni del governo danese anche il fatto che questo nuovo ceppo virale sembra in grado di indebolire la capacità dell’organismo di generare anticorpi. Inoltre che attualmente stanno venendo sviluppati in tutto il mondo potrebbero non riuscire ad attaccare questo virus proprio a causa della sua diversità rispetto alle altre “versioni” del virus sui quali i vaccini stanno venendo formulati.

Mentre la Danimarca sta combattendo una battaglia interna per contenere il contagio ed evitare la nascita di altri focolai, gli altri Paesi Europei stanno cominciando a mettere in campo le prime misure di contenimento.

Il Regno Unito, che ha appena imposto il secondo lockdownha ordinato l’auto quarantena di 2 settimane a tutti i viaggiatori che da Copenhagen raggiungeranno il suolo britannico nei prossimi giorni.

Nel frattempo cresce anche negli altri stati la preoccupazione per l’eventualità che altri animali sviluppino una mutazione del virus in grado di attaccare l’uomo.

Anche in Italia, infatti, l’allevamento di visoni per la produzione di pellicce è molto diffuso, soprattutto nel nord Italia.

Se dovesse svilupparsi il contagio anche all’interno degli allevamenti italiani non è possibile escludere a priori misure simili a quelle messe efficacemente in atto dalla Danimarca.