Industria: forte calo della produttività, i dati ISTAT di settembre

L’industria italiana ha subìto un forte calo in termini di introiti e produttività. I dati di settembre non lasciano scampo: l’ISTAT fornisce un quadro dettagliato della situazione economica nel nostro Paese durante la pandemia.

Industria, calo produttività in Italia (Getty Images)
Industria, calo produttività in Italia (Getty Images)

Le attività italiane durante la pandemia hanno subìto un calo considerevole, aspetto che possiamo intuire dalle reiterate proteste di esercenti in diversi settori industriali: malessere che, purtroppo, viene sottolineato anche dalle statistiche. Gli ultimi dati ISTAT, infatti, registrano un ribasso delle attività industriali pari al 5,6%: l’analisi è relativa al mese di settembre che avrebbe dovuto segnare un’ulteriore ripresa dopo i segnali incoraggianti di agosto.

Così non è stato, anche per via dell’aumento dei contagi da COVID-19 e la conseguente stretta su determinate attività. Nel dettaglio, malgrado il calo di settembre, il trimestre iniziato a luglio mantiene – tutto sommato – un trend positivo (+28,6%) che, però, va a inserirsi nel periodo subito successivo al lockdown generalizzato che ha visto il nostro Paese fare da apripista durante la prima ondata della pandemia.

Industria, come cambia la produzione durante la pandemia: i dati ISTAT

Industria, i dati ISTAT di settembre (Getty Images)
Industria, i dati ISTAT di settembre (Getty Images)

Dopo quattro mesi di crescita, la produzione diminuisce sotto la sferza della congiuntura, si registra comunque un aumento dell’1,3% rispetto a luglio. Se paragoniamo questo dato con quello di febbraio 2020, mese antecedente allo scoppio della pandemia da Coronavirus, registriamo un tasso inferiore del 4%. Volendo fare una stima più approfondita, si arriva a toccare il 5,1% in meno relativamente ai termini tendenziali.

Tradotto significa che gli unici settori realmente in crescita sono quelli legati alle attività estrattive, forniture di energia elettrica, gas, vapore ed aria. Forte calo, invece, per le industrie tessili, dell’abbigliamento, pelli e accessori. Flessioni importanti anche per i beni strumentali (-7,1%), i beni di consumo (-5,7%) e i beni intermedi (-4,2%). Resta sostanzialmente invariata l’energia che registra un calo dello 0,1%.

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