Nuovo DPCM: indennizzi sui conti correnti per le categorie penalizzate

Il nuovo DPCM prevedere la chiusura di bar e ristoranti dopo le 18 a partire da lunedì fino al 24 novembre. Secondo Fipe-Confcommercio “le misure costeranno altri 2,7 miliardi” per questo motivo il Premier Conte annuncia ristori dell’Agenzia delle Entrate sui conti correnti.

Nella giornata di oggi, il Premier Giuseppe Conte ha annunciato in conferenza stampa le nuove misure previste a partire da domani 26 Ottobre e fino al 24 novembre. Il nuovo DPCM prevede tra le tante cose, la chiusura di bar e ristoranti dopo le ore 18.

Secondo Fipe-Confcommercio “le misure annunciate costeranno altri 2,7 miliardi di euro alle imprese della ristorazione”. I ripetuti annunci di chiusure anticipate hanno già prodotto la desertificazione dei locali e delle città, basta pensare alla città di Milano e la movida notturna lungo i Navigli e in Duomo.

Conte: “Ristori sui conti correnti per i diretti interessati”.

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Foto da Facebook @GiuseppeConte64

“Indipendentemente dalle novità sugli orari effettivi di apertura, le restrizioni devono essere accompagnate dai provvedimenti di ristoro economico”.

Nella conferenza stampa il premier Giuseppe Conte ha spiegato che gli indennizzi dovrebbero andare in Gazzetta ufficiale già martedì: “Sono già pronti a beneficio di tutti coloro che verranno penalizzati da queste nuove norme. I ristori arriveranno direttamente sui conti correnti dei diretti interessati con bonifico bancario attraverso l’Agenzia delle Entrate”. Inoltre, precisa il Premier: “Sarà offerta una nuova indennità mensile, una tantum, agli stagionali del turismo, spettacolo, lavoratori intermittenti dello sport”.

Inoltre ci sarà la conferma della cassa integrazione, un’ulteriore mensilità del reddito di emergenza e misure di sostegno alla filiera agroalimentare. “Ci sarà il credito di imposta per affitti commerciali di ottobre e novembre — ha aggiunto — la sospensione della seconda rata IMU”.

Per concludere, il premier ha parlato dei conti della Nadef: “al momento direi che non vengono alterati. Non c’è necessità di alterare il quadro di finanza pubblica già approvato dal Parlamento – ha chiarito il Premier -. Se riusciremo a tenere la curva sotto controllo non vedo prospettive di fare nuovi scostamenti”.