Ansia Generalizzata: i sintomi e le cause di un disturbo paralizzante

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L’ansia generalizzata è un particolare tipo d’ansia che si manifesta a lungo e senza alcuna causa apparente: ecco come si diagnostica e come si gestisce.

ansia sociale
(Pixabay)

Esistono molti tipi di disturbi mentali che si manifestano attraverso l’ansia. L’ansia si origina anche però da cause biologiche legate all’assunzione di sostanze stupefacenti o dosi eccessive di caffeina.

Ne deriva che, nella maggior parte dei casi, si è in grado di individuare con precisione le cause dirette dell’ansia.

Nelle persone sane l’ansia, che è una reazione perfettamente normale, si scatena in situazioni di forte stress psicofisico, come accade prima di un esame, prima di un’esibizione o prima di un qualsiasi evento importante.

In questi casi l’ansia si manifesta per un periodo di tempo limitato e, nel momento in cui cessano le condizioni che la scatenano, l’ansia scompare.

In determinati casi – più frequenti di quanto si possa immaginare – l’ansia non scompare. Al contrario, si manifesta a lungo in maniera sproporzionata rispetto ai fattori che la scatenano.

C’è la possibilità (tutta da verificare) che le persone che soffrano di questo tipo d’ansia siano affette da disturbo d’ansia generalizzata. 

Ansia generalizzata: quando e come si manifesta

ansia e depressione
(Pixabay)

In linea generale, l’ansia generalizzata si manifesta intorno ai trent’anni, anche se molte persone che soffrono di questo disturbo affermano di aver manifestato episodi ansiosi fin dai primi decenni di vita.

Diversi studi statistici hanno dimostrato che le donne tendono a soffrire di ansia generalizzata molto più frequentemente degli uomini. Inoltre, la cultura occidentale (Europa e Stati Uniti) espone gli individui adulti al disturbo di ansia generalizzata più di quanto facciano altre culture.

Infine, è stato dimostrato che chi vive nei paesi sviluppati ha molte più probabilità di soffrire d’ansia generalizzata rispetto a persone che vivono in paesi poveri o in via di sviluppo.

sintomi dell’ansia generalizzata sono simili a quelli di un comune stato d’ansia, con la fondamentale differenza che si manifestano in maniera molto intensa e continuata per lunghissimi periodi di tempo.

Secondo le statistiche negli Stati Uniti il 2,9% della popolazione adulta ha convissuto per almeno un anno con i sintomi di questo disturbo, mentre in altri paesi le percentuali sono molto più basse anche se si toccano picchi del 3,6%. In Italia il disturbo da ansia generalizzata è stato sperimentato per almeno 12 mesi dallo 0,5% della popolazione e, come già accennato, in prevalenza donne.

Coloro che soffrono di questo disturbo perdono in parte il controllo della propria mente. Nell’arco di tutto il giorno, ogni giorno, nel corso di molti mesi, le persone che soffrono di ansia generalizzata non possono far altro che rimuginare in merito alle proprie preoccupazioni.

Essi si convincono che continuare a pensare e a ripensare a fatti che potrebbero accadere, o a tutte le possibilità negative che si prospettano, serva ad arrivare preparati al momento in cui la situazione spiacevole si verificherà.

Molto spesso le persone che, per fare un esempio, sono terrorizzate dall’idea di far tardi a un appuntamento scendendo alla fermata sbagliata del treno, non solo arrivano perfettamente in orario ma, naturalmente, scendono alla fermata esatta.

In una persona non affetta dal disturbo d’ansia generalizzato, questo avvenimento dovrebbe calmare l’ansia definitivamente e dovrebbe alleggerire la pressione psicologica che la persona ha provato fino a pochi momenti prima.

Purtroppo, come sanno coloro che soffrono di questo problema, l’alleggerimento non avviene, poiché la fonte d’ansia ormai “passata” viene immediatamente sostituita da un’altra fonte di drammatiche preoccupazioni.

Conseguenze dell’ansia generalizzata

respirare
tachicardia (Istock)

Convivere con il disturbo d’ansia generalizzata per lunghi periodi mette a durissima prova non soltanto la mente di un individuo ma anche il suo corpo e, di conseguenza, il suo intero benessere psicofisico.

Un individuo con questo disturbo vede profondamente compromessa la sua funzionalità interpersonale, sociale, lavorativa.

Gran parte delle sue energie fisiche e mentali, infatti vengono completamente assorbite dai pensieri e dalle preoccupazioni generate dall’ansia.

Questi pensieri sono ondivaghi, cioè si spostano da un ambito all’altro continuamente, investendo ad esempio prima l’ambito economico, poi quello della salute, poi quello della salute dei propri familiari fino a ricominciare il circolo in un movimento mentale continuo e incessante che, naturalmente, genera grande stress.

Le conseguenze più dirette di questo stato di fatto sono:

  • incapacità di concentrarsi su qualcosa se non per un breve di tempo senza lasciarsi distrarre da pensieri generati dall’ansia
  • dolori muscolari (anche persistenti) e sudorazione, dovuti al continuo stato di tensione e contrazione a cui i muscoli sono sottoposti
  • nausea e diarrea che aumentano in maniera sensibile lo stato di tensione fisica e mentale

Cause genetiche e cause ambientali

Le ricerche hanno dimostrato che c’è una forte predisposizione genetica nelle persone che manifestano ansia generalizzata. Quest’unica condizione, cioè l’ereditarietà, non è sufficiente affinché l’ansia generalizzata si manifesti.

Perché questo accada è necessario che si presentino in concomitanza anche cause ambientali come tensioni relazionali in ambito familiare oppure una mancata educazione alla gestione dello stress.

Come si può facilmente intuire, infatti, la gestione dello stress è il maggiore punto debole delle persone che soffrono di ansia generalizzata.

Se un bambino cresce a diretto contatto con persone che non sono in grado di gestire lo stress in maniera appropriata, è possibile che non sviluppi le capacità necessarie a farlo nella vita da adulto.

 

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Bisogna fare però alcune necessarie specifiche. La situazione ambientale, familiare e sociale all’interno della quale un individuo si sviluppa è assolutamente unica. Le abitudini che incameriamo fin da piccoli, infatti, influiranno in maniera potentissima sulla nostra percezione dello stress. Infatti ciò che qualcuno può considerare come fonte di stress, per un altro individuo non lo è, perché è stato abituato fin da piccolo a convivere con una situazione del genere. Anche la cultura familiare e sociale all’interno della quale un bambino muove i suoi primi passi è fondamentale nel determinare la predisposizione del bambino a crescere come un adulto ansioso.

Come si impara a convivere con l’ansia generalizzata e a gestirla?

Ansia Generalizzata
(Pixabay)

livello farmacologico esistono molte terapie che è possibile adottare per tenere l’ansia generalizzata sotto controllo e migliorare nettamente la qualità della vita di chi ne soffre.

Le benzodiazepine sono gli ansiolitici più diffusi e più frequentemente somministrati a questo tipo di pazienti. Purtroppo però sono in grado di sviluppare dipendenza piuttosto rapidamente e, inoltre, generano assuefazione. Questo significa che sul lungo periodo le dosi somministrate a un paziente smettono di fare effetto e, pertanto, diventa necessario aumentare la dose fino a limiti pericolosi. Il paziente diventa inoltre dipendente dai farmaci e finisce per il convincersi di non poter sopravvivere senza di essi, aggiungendo un altro fattore scatenante al suo disturbo d’ansia.

La mindfulness è invece una strategia che fa a meno dei farmaci e si basa completamente sul controllo emotivo che la persona che si avvicina a questa pratica comincia ad assumere su di sé e sui propri sintomi. Una persona che si sente in grado di padroneggiare i propri processi mentali è molto meno esposta al rischio di manifestare i sintomi dell’ansia generalizzata.

 

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Infine la terapia Cognitivo Comportamentale è l’approccio psicanalitico più adatto a gestire e risolvere questo tipo di problema, poiché lavora sul vissuto del paziente fino a risalire alle cause dell’ansia. Una volta spiegati i meccanismi che li hanno generati sarà più semplice che un paziente riesca a uscirne. Inoltre questo genere di terapia è in grado di indirizzare il paziente verso forme di pensiero più efficaci e, in particolare verso un problem solving più adeguato a gestire le problematiche che si presentano ogni giorno nella sua vita. Verso la fine del suo percorso terapeutico un paziente potrebbe anche essere esposto a situazioni stressanti per mettere in pratica ciò che ha imparato e dimostrare a se stesso di essere in grado di gestire eventualità che prima lo atterrivano.