Come aiutare i bambini a gestire le emozioni: ecco alcune strategie

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I bambini non riescono a gestire le loro emozioni. Ecco alcune strategie per aiutarli in questa difficile impresa. 

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Bambina arrabbiata con la madre (Adobe Stock)comportamene

I bambini non hanno ancora imparato a gestire le loro emozioni perché non le conoscono. Il loro cervello inoltre è ancora in via di sviluppo e quindi devono man mano imparare a controllare la rabbia o la paura, piuttosto che la tristezza o la felicità.

Dall’altro lato sono proprio le emozioni che provano a determinare i loro comportamenti. In questo senso diventa fondamentale il ruolo dell’adulto che dovrà aiutare il piccolo a capire questi stati d’animo dandogli una connotazione.

Vediamo come i genitori possono provare ad aiutare i propri figli a gestire le loro emozioni. Ecco alcune utili strategie.

Le strategie per aiutare i bambini a gestire le loro emozioni

Quante volte vi sarà capitato vedere vostro figlio piangere e disperarsi per un no ricevuto, oppure diventare aggressivo contro un oggetto o contro qualcuno. La prima reazione che abbiamo è quella di sgridarlo e magari metterlo anche in punizione.

Una strategia che in alcuni casi permette di ottenere risultati nel breve periodo ma che sarà del tutto inutile ad insegnare al piccolo a conoscere le sue emozioni e ad autoregolarsi nel lungo termine.

Il bambino ha infatti bisogno di un adulto che gli spieghi quello che sta provando, e non di un genitore che senza ascoltare quale sia il suo problema gli risponda con punizioni severe o con reazioni nervose ed altrettanto arrabbiate.

In particolare un pianto disperato, apatia e chiusura in sé stessi, sovreccitazione, ansia e paura ingiustificata, aggressività e scontrosità sono segnali di disregolazione emotiva. Queste reazioni mirano a mostrare all’adulto che il bambino ha bisogno di gestire i suoi stati emotivi e necessita di aiuto per calmarsi.

Vediamo come poter aiutare allora i nostri figli a gestire le emozioni.

1) Partiamo da noi stessi: come gestiamo lo stress? Il modo in cui l’adulto gestisce le sue emozioni si ripercuote anche sul bambino. Torna il discorso di dare il buon esempio. I bambini sono molto influenzati dal nostro comportamento. Se siamo i primi a non saper gestire le emozioni anche i nostri bimbi probabilmente non ci riusciranno. Un consiglio utile può essere questo: quando sentiamo che stiamo per perdere la pazienza prendiamoci un attimo di pausa e parliamone con nostro figlio dicendogli che non appena ci saremo calmati torneremo a parlare. Questo interromperà il momento negativo che si andrebbe a creare nel momento in cui perdiamo il controllo. L’ascolto e l’apprendimento infatti da un punto di vista neurologico trovano un terreno fertile quando ci sono condizioni di calma e tranquillità.

2) Diamo un nome all’emozione. Quando vediamo che il bambino sta provando un’emozione, che sia rabbia, felicità, tristezza comunichiamoglielo. In questo modo si sentirà compreso e questo gli permetterà anche di dare un nome e un senso a quello che sta provando.

3) Se il bambino si sta comportando male facciamogli capire in modo fermo e deciso, ma gentile, che sta sbagliando. Mai però attribuirgli un’etichetta. Frasi come: “sei cattivo quando ti comporti così” sono da evitare. Focalizziamo invece la nostra attenzione sul comportamento e non sull’essere del bambino.

4) Aiutare il bambino a calmarsi. Non puniamolo quando perde il controllo, ma piuttosto aiutiamolo a calmarsi risolvendo il problema insieme. Proviamo con lo spruzza-calma.

5) Attività calmanti. Per aiutarlo a tranquillizzarsi facciamogli fare attività che stimolino appunto la calma. Ad esempio uscire, disegnare, giocare. Incanalando la tensione in qualcosa di costruttivo sarà utile a far tornare il sereno. Non dobbiamo però considerare queste ipotesi solo quando diventa nervoso ma giocare con lui anche in altri momenti altrimenti potrebbe associare il fatto che comportandosi male il genitore poi passerà più tempo con lui. Ottenendo quindi alla fine l’effetto contrario, e quindi un rinforzo dei comportamenti negativi.

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Bambina arrabbiata (Foto Adobe Stock)

(fonte: https://elisabrucolipsicologa.blogspot.com/)